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Calciomercato > Milan > SPECIALE CM.IT - Milan, da Capello ad Ancelotti: ecco come si presentano i 'nuovi' in panchi

SPECIALE CM.IT - Milan, da Capello ad Ancelotti: ecco come si presentano i 'nuovi' in panchina

In attesa della prima partita di Seedorf, vediamo come si sono comportati i tecnici subentrati nel passato


Clarence Seedorf e Carlo Ancelotti, ultimo allenatore prima dell'olandese a essere subentrato (Getty Images)
Hervé Sacchi

16/01/2014 14:00

MILAN SPECIALE CM.IT ALLENATORI ESONERATI ALLEGRI SEEDORF ANCELOTTI / ROMA - Massimiliano Allegri è stato il quinto allenatore della gestione Berlusconi a essere stato congedato a stagione in corso. A Seedorf tocca il compito di raddrizzare la squadra e una stagione. Tale ruolo, in passato, fu affidato a gente come Fabio Capello, Arrigo Sacchi, Cesare Maldini e Carlo Ancelotti, tutti accomunati dall'esordio in panchina al Meazza, proprio come Seedorf farà domenica contro il Verona. In attesa di capire cosa riuscirà a fare l'olandese, alla prima esperienza in panchina, vediamo come sono andati gli esordi e, soprattutto, se hanno portato più o meno bene ai fini della seconda parte di stagione.

STAGIONE 1986-87, DA LIEDHOLM A CAPELLO - Lo svedese venne esonerato dopo la sconfitta esterna ad Avellino, datata 5 aprile 1987. Il Milan non vinceva da quattro gare (3 sconfitte contro Brescia, Sampdoria e appunto gli irpini più un pareggio contro la Fiorentina) e ne restavano solo più cinque partite alla fine della stagione. Fabio Capello passa dall'essere vice a titolare della panchina. Esordisce con una vittoria, al Meazza, contro il Torino (1-0, rete di Hateley). Concluderà la prima esperienza con due vittorie, due pareggi e una sconfitta. Fuori da questo contesto, ma di grande importanza, è la vittoria contro la Sampdoria nello spareggio Uefa che permette ai rossoneri di volare in Coppa Uefa.
A livello di media-punti, Liedholm ottenne 11 vittorie, 7 pareggi e altrettante sconfitte. Considerando i due punti per vittoria e un punto per il pareggio, la media è di 1,16. Leggermente meglio, ma pur con un campione di gare limitato, ha saputo fare il successore Capello, capace di chiudere con una media di 1,2.

STAGIONE 1996-1997, DA TABAREZ A SACCHI - L'uruguaiano, coadiuvato da Giorgio Morini, non soddisfa a livello di risultati e prestazioni. Viene esonerato il 2 dicembre, dopo la partita persa a Piacenza (3-2 per gli emiliani) chiudendo la sua esperienza con un bottino di 4 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte (media 1,36). Al suo posto, c'è un ritorno illustre, quello di Arrigo Sacchi. Il nuovo esordio, anche per lui al Meazza, è positivo: i rossoneri vincono 2-1 contro l'Udinese (Savicevic ed Eranio, dall'altra parte Stroppa). La stagione nata non ottimamente, si conclude nel peggiore dei modi. Il Milan finisce all'undicesimo posto, dopo diverse agonie patite contro Juventus (che si impone 6-1 al Meazza) e Inter (3-1, nel derby di ritorno). Arrigo Sacchi, con 7 vittorie, altrettanti pareggi e 9 sconfitte, ha ottenuto una media di 1,21, peggiorando il rendimento di Tabarez. A livello di piazzamento in classifica, resta la stagione peggiore da quando Berlusconi è presidente del Milan.

STAGIONE 2000-2001, DA ZACCHERONI A MALDINI - Nonostante lo scudetto vinto nella prima stagione di Milan, Alberto Zaccheroni non è mai piaciuto fino in fondo a Silvio Berlusconi. Dopo aver superato brillantemente la prima fase di Champions League, l'allenatore non è capace di spingere il Milan ai quarti della competizione. La seconda fase si chiude con un 1-1 interno contro il Deportivo La Coruna, che spinge il presidente a esonerarlo. Zaccheroni chiude con un bilancio di 7 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte (media 1,36) e lascia la panchina al duo composto da Cesare Maldini e Mauro Tassotti. La loro esperienza inizia benissimo: esordiscono al Meazza, con un rotondo 4-0 al Bari (Coco, doppietta Shevchenko e Serginho). Imbattibile per cinque partite di fila, il Milan cade a Perugia ma si rifà la settimana successiva vincendo il derby 6-0. Per via delle ultime tre partite (due pareggi e una sconfitta) il Milan manca l'appuntamento alla Champions e si consola con la Coppa Uefa. Cesare Maldini lascia con un totale di 5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte (media 1,58), con un rendimento migliore rispetto alla precedente gestione Zaccheroni.

STAGIONE 2001-2002, DA TERIM AD ANCELOTTI - L'avvio in campionato del turco è ottimo. Vince contro Lazio e Fiorentina e si rende protagonista di un derby davvero emozionante, culminato 4-2. Nonostante tutto, la sconfitta del 4 novembre a Torino contro i granata - complice anche il rigore mancato da Inzaghi al 90' - porta Berlusconi a cambiare nuovamente allenatore nel giro di pochi mesi. Terim conclude la sua gestione al Milan con 4 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte (media 1,6). Eredita la panchina Carlo Ancelotti, che era praticamente a Parma per firmare il nuovo contratto con i crociati quando viene bloccato e dirottato da Galliani. L'esordio è anche per lui al Meazza, ma non culmina con una vittoria (0-0 contro il Piacenza). Vincerà la domenica successiva proprio a Parma e poi in casa contro il Chievo (3-2, in rimonta). Tale gara gli complica la stagione: Inzaghi esce dal campo per infortunio dopo uno scontro con Lupatelli e conseguente rottura del legamento collaterale del ginocchio sinistro. E' anche l'anno in cui Shevchenko segna solo tre gol nel girone di ritorno. Ancelotti si deve affidare per forza di cose al duo spagnolo José Mari-Javi Moreno. Resta a galla in campionato, ma esce in semifinale di Coppa Uefa (0-4 a Dortmund e 3-1 al Meazza). Il ritorno dello stesso Inzaghi nel mese di aprile è decisivo per centrare la qualificazione ai preliminari di Champions League. Ancelotti chiuderà l'annata con 10 vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte (media 1,625, di poco migliore a quella di Terim).




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