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Calciomercato > News > VIDEO - Speciale 'Road to Brasil': ancora Brasile nel 1962

VIDEO - Speciale 'Road to Brasil': ancora Brasile nel 1962

Rubrica di Calciomercato.it che ripercorre la storia dei Mondiali di calcio dal debutto del 1930 in Uruguay fino alla vittoria spagnola del 2010


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L'esultanza di Zito (Getty Images)
Brasile 1962 (Getty Images)
La Battaglia di Santiago (Getty Images)
Jonathan Terreni

08/01/2014 18:03

VIDEO SPECIALE ROAD TO BRASIL / ROMA - 'Road to Brasil' è la rubrica di Calciomercato.it che vi accompagnerà in attesa del prossimo Mondiale carioca ripercorrendo la storia della massima competizione a livello di Nazionali dal suo debutto nel 1930 fino alla vittoria della Spagna nell'edizione 2010. Partite, eventi, classifiche, e curiosità analizzate al dettaglio in ogni numero in uscita il martedì. In questo capitolo il mondiale cileno del 1962.

DOPPIETTA BRAILE, AMAREZZA ITALIA - Dopo dodici anni il Campionato del Mondo FIFA torna in Sudamerica, e precisamente in Cile, nazione che stava attraversando un momento di grande povertà a causa soprattutto del terribile terremoto che sconvolse il Paese nel 1960 (molte nazioni, tra cui l'Italia, rimasero stupite per la scelta. In un articolo della Nazione di quegli anni si leggeva: "...il Cile sul piano del sottosviluppo deve essere messo alla pari di tanti paesi dell'Asia e dell'Africa..."), dal 30 maggio al 17 giugno 1962 in quattro città: Arica, Rancagua, Santiago del Cile, Viña del Mar. Sicuramente si fecero sentire le pressioni del Brasile che non avrebbe gradito lo svolgimento della manifestazione in Argentina. La nazionale italiana guidata dal duo Mazza-Ferrari, con ancora negli occhi il disastro mondiale di quattro anni prima, riuscì a qualificarsi senza troppa fatica battendo Israele (4-2 e 6-0 a Torino) ma deluse le aspettative. Il potenziale di quel gruppo era notevole, arricchito da individualità di prim'ordine come Altafini, Bulgarelli, Sivori e un giovanissimo Rivera. Inserita in un girone di ferro con Germania Ovest, Svizzera e i padroni di casa del Cile, gli azzurri dettero vita a quella che venne definita la 'Battaglia di Santiago', un match dai connotati durissimi, catalogato come uno dei più violenti della storia, proprio contro  cileni il 2 giugno dello stesso anno all'Estadio Nacional' di Santiago. La partita non fu gestita bene dall'arbitro inglese Aston, colpevole di clamorosi errori e sviste che fecero degenerare la situazione al punto che fu reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine cilene per sedare risse e aggressioni. L'Italia, rimasta in nove, non riuscì ad evitare la sconfitta nel finale. A nulla servì il successo contro la Svizzera (3-0: Mora e doppio Bulgarelli). Il Cile fu sconfitto in semifinale solo da un grande Brasile, orfano dell'infortunato Pelè ma trascinato dallo strepitoso Garrincha al suo secondo titolo mondiale, vinto in finale sulla sorpresa Cecoslovacchia (che ebbe la meglio sulla Jugoslavia in semifinale e che riuscì a sorpresa a passare in vantaggio) per 3-1.

IL TORNEO - Parteciparono sei nazioni americane e dieci europee. Due furono gli esordi assoluti, quelli della Bulgaria e della Colombia. Restarono fuori la Francia, la Scozia e la Svezia. La formula si rifaceva a quella dell'edizione precedente in Svezia ma in caso di parità di punti non si fece più ricorso allo spareggio ma al quoziente reti (prima ed unica volta nella storia delle fasi finali). I gironi furono sorteggiati dividendo le nazionali in tre diverse fasce

GRUPPO 1: URSS 5, JUGOSLAVIA 4, Uruguay 2, Colombia 1 (Uru-Col 2-1; Urs-Jug 2-0; Jug-Uru 3-1; Urs-Col 4-4; Urs-Uru 2-1; Jug-Col 5-0)

GRUPPO 2: GERMANIA OVEST 5, CILE 4, Italia 3, Svizzera 0 (Cil-Svi 3-0; Ger-Ita 0-0; Cil-Ita 2-0; Ger-Svi 2-1; Ger-Cil 2-0; Ita-Svi 3-0)

GRUPPO 3: BRASILE 5, CECOSLOVACCHIA 3, Messico 2, Spagna 2 (Bra-Mes 2-0; Cec-Spa 1-0; Bra-Cec 0-0; Spa-Mes 1-0; Bra-Spa 2-1; Mes-Cec 3-1)

GRUPPO 4: UNGHERIA 5, INGHILTERRA 3, Argentina 3, Bulgaria 1 (Arg-Bul 1-0; Ung-Ing 2-1; Ing-Arg 3-1; Ung-Bul 6-1; Ung-Arg 0-0; Ing-Bul 0-0)

QUARTI: CILE-Urss 2-1; CECOSLOVACCHIA-Ungheria 1-0; BRASILE-Inghilterra 3-1; JUGOSLAVIA-Germania Ovest 1-0

SEMIFINALI: BRASILE-Cile 4-2; CECOSLOVACCHIA-Jugoslavia 3-1

FINALE TERZO POSTO: CILE-Jugoslavia 1-0 

 

FINALE

BRASILE-JUGOSLAVIA 3-1 (14' Masopust, 17' Amarildo, 69' Zito, 78' Vavà)

BRASILE (4-4-2): Gilmar; Djalma Santos, Zito, Mauro Santos, Nilton Santos; Zozimo, Garrincha, Didì, Vavà; Amarildo, Zagallo. All.: Moreira.

CECOSLOVACCHIA (4-4-2): Schrojf; Tichy, Novak, Masopust, Popluhar; Pluskal, Pospichal, Scherer, Kadraba; Kvasnak, Jelinek. All.:Vytlacil.

 

I 22 AZZURRI - Buffon, Radice, Losi, Salvadore, Maldini, Trapattoni, Mora, Maschio, Altafini, Sivori, Menichelli, Mattrel, Albertosi, Rivera, Sormani, Robotti, Pascutti, David, Janich, Tamburus, Ferrini, Bulgarelli. All.: Mazza e Ferrari.

CURIOSITA' - Per l'incontro Cile-Italia era stato designato inizialmente l'arbitro spagnolo Ortiz de Mendíbil, il quale era stato rifiutato categoricamente dalla nazionale italiana perché di lingua spagnola, come i cileni. Sempre nel match contro il Cile i giocatori italiani entrarono in campo lanciando mazzi di garofani bianchi ai 66.000 spettatori presenti all''Estadio Nacional' ma in risposta il pubblico cileno offrì in cambio un'assordante bordata di fischi. Queste le dichiarazioni dell'arbitro inglese Aston dopo la 'Battaglia di Santiago' che lasciano intendere il clima della gara : "Non stavo arbitrando una partita di calcio, facevo il giudice in un conflitto militare". Giovanni Trapattoni, allora ventitreenne, fu l'unico dei ventidue convocati italiani, assieme ad Albertosi a non scendere mai in campo. Cecoslovacchia e Jugoslavia raggiunsero Vina del Mar partendo rispettivamente da Rancagua e da Santiago utilizzando come mezzo di trasporto un autobus di linea. Prima dell'incontro tra Brasile e Cecoslovacchia della fase a giorni il capitano dei verdeoro Mauro regalò al capitano avversario Novak un sacco pieno di caffè. Brasile-Inghilterra fu interrotta per molti minuti a seguito dell'ingresso in campo un cane: vani i tentativi di cattura da parte del portiere inglese Springett. Solo Greaves riuscì a raggiungere l'animale con un balzo e a spingerlo fuori dal terreno di gioco.

VIDEO - La finalissima di Cile '62 tra Brasile e Cecoslovacchia.

 

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