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Calciomercato > Milan > Milan, Honda si presenta: "Voglio giocare trequartista. Non temo la pressione e il giudizio dei

Milan, Honda si presenta: "Voglio giocare trequartista. Non temo la pressione e il giudizio dei tifosi"

Il nuovo acquisto rossonero ha parlato oggi in conferenza stampa


Galliani e Honda (Getty Images)
Matteo Zappalà (twitter: MattZappa88)

08/01/2014 13:25

MILAN HONDA PRESENTAZIONE CONFERENZA STAMPA / MILANO - Dopo il suo arrivo in Italia e la sua presenza in tribuna a 'San Siro' nel match contro l'Atalanta, Keisuke Honda si è presentato ai giornalisti in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

-GALLIANI

NUMERO 10 -
"Honda sarà il primo giapponese che indosserà la maglia del Milan. Avrà il numero 10, che è stato indossato da tanti campioni in questi anni, come Rivera, Gullit, Boban, Seedorf e infine Boateng. Quando il 'Prince' è partito, abbiamo deciso di tenere da parte questo numero perchè Honda ci teneva molto ad indossarla".

JET-LAG - "Non ci sono pressioni per farlo giocare presto. Siamo stati molte volte a Tokyo per l'Intercontinentale, temiamo un effetto jet-lag. In questi giorni si deve allenare poco e smaltire il fuso orario".

BALOTELLI-KAKA'-HONDA - "Per Balotelli iniziavamo proprio dodici mesi fa la trattativa, Kakà non è mai stato dimenticato, mentre proprio un anno fa iniziavamo a pensare a Honda".

- HONDA

BENVENUTO -
"Vorrei iniziare da oggi il mio cammino, non gioco da un po', il Milan è un grande club devo prepararmi molto bene prima di scendere in campo".

MILAN - "Volevo venire qui e diventare campione in rossonero. Penso prevalentemente alla Champions League. I giocatori a cui mi ispiro? Non saprei citare soltanto un giocatore, ci sono molti talenti della storia del Milan che prendo come esempi".

CRESCITA - "Cercherò di fare il massimo, molti gol e molti assist. Darò tutto per la mia squadra. Penso comunque che il Milan non sia così in cattive condizioni. Credo di poter dare un buon contributo giocando con loro e migliorare insieme".

MILANO CITTA' - "Non mi interessa molto la città in cui gioco. Io voglio vivere giocando a calcio e voglio allenarmi al massimo, non vivo molto la città. In ogni caso, Milano mi sembra molto bella, molto diversa da una città giapponese, sono andato in ottimi ristoranti. Mi è piaciuto tutto, ma vorrei ancora visitarla meglio".

RUOLO - "Mi piace giocare dietro la punta, come trequartista. Credo che quello sia il mio ruolo principale".

CARATTERE - "Sono molto determinato, cerco sempre di migliorarmi e fare il massimo".

PRESSIONE - "Non sentirò particolarmente la pressione, cercherò di comportarmi da professionista e fare del mio meglio".

CALCIO ITALIANO - "Penso sia più basato sulla tattica e sul ruolo difensivo rispetto a quello russo o giapponese, dovrò imparare a seguire le istruzioni dell'allenatore e i movimenti della squadra".

SCELTA DI CUORE - "Ho ascoltato il mio cuore e ho deciso di accettare l'offerta del Milan, nonostante avessi altre proposte".

OCCHIALI - "Mi hanno chiesto tante volte dei miei occhiali da sole, ma non ho nessun problema di vista. E' soltanto una moda".

SPIRITO SAMURAI - "Non ho mai incontrato un Samurai, quindi non so bene come sia questo spirito (ride, ndr). Penso sia la voglia di non mollare mai e avere tanta disciplina. Di sicuro queste qualità mi accompagneranno anche in campo".

NAGATOMO - "Mi ha parlato dei tifosi italiani e di quanto conoscano il gioco. So che se non giocherò bene mi manderanno a quel paese, quindi farò il massimo per raggiungere il mio obiettivo".

CONFEDERATIONS CUP - "Abbiamo perso contro l'Italia, ma cercheremo di rifarci al Mondiale. Mi piacerebbe giocare contro gli 'Azzurri' ancora una volta".

ZACCHERONI - "Mi ha consigliato, mi ha detto che il Milan è un club al top in Italia, ma che io dovrò giocare bene e che questo è soltanto l'inizio. I rossoneri sono una delle società più importanti".

KAKA' E BALOTELLI - "Penso che siano davvero tra i migliori giocatori del mondo. Sono molto felice di giocare con loro, credo di poter imparare molto e di poter vincere lo scudetto insieme, magari il prossimo anno".




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