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Calciomercato > Juventus > Juventus, Pogba: "Ecco i miei idoli da bambino. Balotelli? Non e' un bad boy"

Juventus, Pogba: "Ecco i miei idoli da bambino. Balotelli? Non e' un bad boy"

Il centrocampista bianconero si schiera contro il razzismo e difende la propria categoria



02/01/2014 10:49

JUVENTUS INTERVISTA POGBA RAZZISMO BALOTELLI / TORINO - Paul Pogba, centrocampista della Juventus, ha rilasciato una lunga intervista a 'La Repubblica'.


IDOLI -
"Sono cresciuto guardando videocassette: non solo Pelè e Maradona, ma anche Papin. Volevo avere la sua forza, la sua aggressività. Avevo cinque anni, ma la Francia campione del mondo che batteva il Brasile ha cambiato tutto il mio immaginario. Stavolta i migliori eravamo noi. Volevo essere Henry, Zidane, anche se il mio mito era Ronaldo, che quando segnava alzava il ditino. Mi piaceva perché dava l’impressione di poter fare tutto. Ho ammirato anche Adriano".

BALOTELLI - "Credo che lui abbia sofferto molto, ci sono ferite infantili che non si rimarginano; se non ti sei sentito abbastanza amato, tutto quello che viene dopo non ha mai la forza di cancellare quello che è venuto prima. Un po’ di comprensione non guasterebbe, ha avuto una vita difficile, sembra un bad boy ma il suo fondo è buono. A Manchester per via delle creste ci scambiavano".
 
RAZZISMO - "Anche i nostri tifosi non capiscono che quando insultano un avversario per il colore della pelle fanno male anche a me. E’ un gioco, non la tombola del disprezzo. Che altro non capiscono i tifosi? Che un calciatore ha diritto a vivere la vita con il suo stile. Guadagniamo soldi, non li rubiamo. Se voglio comprarmi una bella macchina sono affari miei, nessuno me lo può rinfacciare o giudicare il mio profitto sportivo da quello. Io sono uno che deve ancora arrivare in cima, ma sono consapevole che la fama può darti alla testa, ti senti onnipotente e cadere dall’alto fa molto male".

JUVE-ROMA - "Garcia mi ha sorpreso. Non lo conosco personalmente anche se siamo tutti e due francesi. Ma difficoltà di ambientamento non ne ha avute, segno che è duttile e veloce nel capire. Quanto alla sfida, ci teniamo a vincere, l'amarezza in Champions c'è stata, inutile negarlo; a Istanbul non c'erano le condizioni per giocare, ma resta in piedi tutto il resto, dallo scudetto al mondiale".

S.D.




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