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Calciomercato > News > SPECIALE CM.IT - Da Moscardelli a Ferguson: i personaggi del 2013

SPECIALE CM.IT - Da Moscardelli a Ferguson: i personaggi del 2013

E' stato un anno ricco di novita', dagli aspetti comici ai ritiri, sino ai temi piu' delicati


Sir Alex Ferguson (Getty Images)
Matteo Torre (twitter: @torrelocchetta)

31/12/2013 11:30

SPECIALE PERSONAGGI 2013 MOSCARDELLI / ROMA - Si sta chiudendo un anno di grande intensità a 360° per il mondo del calcio. Tanti sono stati i personaggi sulla bocca di tutti in questi dodici mesi: taluni per motivi comici, talaltri per ragioni tanto serie quanto importanti. Ripercorriamo velocemente i caleidoscopici protagonisti del 2013.

SI FA PER RIDERE - Innegabile è il contributo della pagina Facebook 'Chiamarsi "Bomber" tra amici senza apparenti meriti sportivi' alla popolarità di Davide Moscardelli. L'attaccante del Bologna si è fatto crescere la barba, e la pubblicità arrivata dagli autori della pagina ne ha fatto un vero e proprio fenomeno mediatico: lo stesso Moscardelli ha ammesso di inviare personalmente le proprie maglie a tifosi di tutta Italia, che in gran numero gli scrivono per averle e, chissà, sfoggiarle nelle partite con gli amici. A 'Chiamarsi "Bomber"' si deve anche le popolarità di Murat Yakin: l'espressione tra l'ironico e il divertito dell'allenatore del Basilea al momento di un gol in clamoroso fuorigioco convalidato allo Schalke 04 tappezza ormai ogni bacheca Facebook. Prima di lui fu Juergen Klopp a ottenere il successo per il volto deformato dalla rabbia in Napoli-Borussia Dortmund. Svetta anche Jonathan dell'Inter, soprannominato 'il Divino', autore di una prima parte di 2013 in chiaroscuro e convincente protagonista dell'Inter di Mazzarri. In pochi, però, vantano gli elogi dedicati a Nicklas Bendtner e Bobo Vieri: il primo, oggetto misterioso della Juventus, viene ricordato più per le dichiarazioni ("Vorrei Real Madrid o Barcellona") e il vestiario elegante che per il tempo trascorso in campo; il secondo, be'... non ha bisogno di biglietti da visita. E' lui il bomber per antonomasia.

DAI RITIRI AL RAZZISMO - Quest'anno abbiamo salutato David Beckham, Jamie Carragher e Paul Scholes, che hanno appeso gli scarpini al chiodo, e Sir Alex Ferguson, che ha posto fine alla sua epoca nel Manchester United. Il 2013 si è però aperto con un tema ancor più importante: lo sfogo di Kevin-Prince Boateng contro alcuni tifosi della Pro Patria per i cori razzisti. La sua rabbia ha fatto il giro del mondo, ed è stato invitato anche a tenere un discorso alle Nazioni Unite. E' stato un anno, l'ennesimo, dei grandi nomi accostati al Calcioscommesse: questa volta Gennaro Gattuso e Cristian Brocchi sono finiti in prima pagina, seppur soltanto indagati.

MILANO CAMBIA - Innegabile è anche l'importanza delle svolte societarie in casa Inter e nel Milan: da una parte Massimo Moratti ha ceduto all'indonesiano Erick Thohir, dall'altra Barbara Berlusconi è entrata a gran voce nelle manovre rossonere, arrivando quasi a spingere Adriano Galliani fuori dal club, prima che Silvio Berlusconi ricucisse i rapporti tra i due. Impossibile non citare Mario Balotelli, anche se è pleonastico come ogni suo gesto attiri l'interesse di tutti. A livello calcistico merita una menzione Pepe Reina, il primo capace di parargli un rigore; 'peccato' per Mattia Perin, che lo ha fatto per secondo qualche giorno dopo. E Milano è coinvolta anche nell'affaire Mauro Icardi-Wanda Nara-Maxi Lopez: l'ex attaccante del Milan ha visto la moglie lasciarlo per rifugiarsi tra le braccia del giovane interista, a cui fino a pochi anni prima firmava autografi come un bambino qualunque. E dire che erano anche amici...

DA NAPOLI AL GRAN MERCATO - Quest'anno la Serie A ha salutato Edinson Cavani, ceduto al PSG, che dalla stagione in corso fa i conti in Ligue 1 col Monaco di Rybolovlev: il magnate russo ha allestito una squadra dai nomi di massimo livello, come Radamel Falcao. Da Napoli è partito anche Walter Mazzarri, e non senza polemiche: il suo approdo all'Inter ha fatto rumore, col tecnico toscano che secondo alcuni avrebbe precedentemente deciso di prendersi un anno sabbatico, salvo tornare sui suoi passi alla chiamata di Moratti. Il gran mercato chiama a raccolta i trasferimenti di Neymar al Barcellona e di Bale al Real Madrid: quest'ultimo avrebbe sfondato un tetto considerato inviolabile fino a pochi anni fa, ossia i cento milioni di euro.

CHI SCENDE E CHI SALE - In caduta libera Stephan El Shaarawy, alle prese con infortuni e gol sempre più sporadici. Si risollevano alla grande, invece, Arjen Robben e 'Pepito' Rossi, col primo capace di siglare il gol decisivo nella finale di Champions League e scrollarsi di dosso l'etichetta di eterno secondo, e l'attaccante italo-statunitense in vetta ai marcatori di Serie A dopo due gravissimi infortuni che avevano fatto temere per la sua carriera. Luci dei riflettori anche per Senad Lulic, eroe dei tifosi della Lazio per aver segnato il gol-partita nel derby con la Roma in finale di Coppa Italia, e Federico Piovaccari, passato dalla Serie B alla Champions League con lo Steaua Bucarest e autore di gol di pregevole fattura.

ALLENATORI - Menzione speciale per Jupp Heynckes, che ha chiuso la carriera vincendo il 'Triplete' col Bayern Monaco; al suo posto Pep Guardiola, che torna ad allenare con un contratto da circa 17 milioni di euro a stagione. Emozioni forti allo 'Stamford Bridge' lo scorso agosto, quando José Mourinho è tornato da allenatore del Chelsea: hanno fatto il giro del mondo le immagini della sua commozione per il tributo dei tifosi, che mai lo hanno dimenticato. Spicca anche Devis Mangia, che ha plasmato gli 'Azzurrini' rivelazione degli Europei di categoria. E non può non avere una citazione Rudi Garcia, che ha preso in mano una Roma allo sbando e l'ha portata in pochi mesi a lottare con la Juventus per lo Scudetto. La sua frase "Abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio", pronunciata dopo il derby di campionato vinto, è ormai un tormentone.

E IL MIGLIORE? - Inevitabile la chiosa sul trofeo personale più appetito e chiacchierato nel mondo del calcio: il Pallone d'Oro. I tre finalisti, come di consueto, sono calciatori sulla bocca di tutti: per la prima volta Lionel Messi non dovrebbe arrivare al primo posto, dato che la lotta appare serrata tra Franck Ribery, che ha vinto tutto pur segnando poco, e Cristiano Ronaldo, i cui numeri sotto rete assomigliano a quelli di un superuomo. Roba da far invidia a Nietzsche. Che dite: c'è stato di che parlare in questo 2013?




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