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Calciomercato > News > Panchina Italia, Abete: "Futuro di Prandelli prima del Mondiale. Su Gattuso..."

Panchina Italia, Abete: "Futuro di Prandelli prima del Mondiale. Su Gattuso..."

Le parole del presidente della FIGC che analizza l'anno che si sta chiudendo


Giancarlo Abete (Getty Images)
Lorenzo Polimanti

27/12/2013 16:06

ITALIA ABETE PRANDELLI / MILANO - Uno sguardo al passato, ad un anno che va in archivio, ed uno al futuro, all'anno calcistico che verrà. Il presidente della FIGC Giancarlo Abete si concede ai microfoni di 'Sky Sport 24' e si sofferma in particolar modo sulla panchina della Nazionale azzurra: "E' naturale che si facciano dei nomi per il post-Prandelli, ma questo non ci riguarda. Siamo impegnati con lui ed a marzo faremo il punto. Se Prandelli dovesse fare una scelta diversa sui suoi impegni per la necessità di tornare tutti i giorni sul campo allora ci penseremo. Speriamo che rimanga anche dopo il Mondiale. Ora è il tecnico della Nazionale, farà il Mondiale e d'intesa comunicheremo prima del Mondiale se continuerà alla guida della Nazionale".

NAZIONALE - "Ci siamo qualificati al Mondiale con largo anticipo. Con Prandelli ed i giocatori mi sembra che abbiamo trasferito un'ottima immagine anche valoriale. Speriamo di essere protagonisti al Mondiale in Brasile". 

MONDIALE - "Faremo squadra, lo dicono anche le classifiche. Abbiamo degli ottimi giocatori. Non sono valutati tra i migliori dei ranking mondiali, ma abbiamo giocatori molto forti. Lavoreremo sul gruppo. Il girone è difficile, ma soprattutto la parte alta del tabellone lo è. Una situazione non bilanciata tra le due parti del tabellone. Siamo al settimo posto del ranking e ce lo siamo conquistati con le partite ufficiali, ci hanno penalizzato le amichevoli. Ma è naturale dire che vorremmo incontrare l'avversario meno difficile, ma il ranking ci dice che siamo in grado di essere competitivi con gli avversari più forti. Anche in Sudafrica avevamo un girone che sulla carta sembrava facile. Il podio? In base al ranking dico SpagnaGermania Brasile. L'Italia non la cito, mi baso su criteri oggettivi. Comunque l'Italia ci sarà e se la giocherà fino all'ultimo".

SERIE A - "Roma e Juventus corrono. Anche le buone prestazioni di Napoli, Fiorentina ed Inter sembrano lontane perché le prime due hanno corso tantissimo. Il campionato è apertissimo". 

STRANIERI - "C'è una capacità di attrarre investimenti. Questo è stato sempre un problema del calcio italiano che prima era contrario a capitali stranieri. Sono i benvenuti, anche se mi auguro resti lo zoccolo duro delle famiglie di imprenditori italiani. E' una naturale evoluzione del calcio, ma è importante che si trovi un equilibrio anche con la presenza degli imprenditori italiani"

PROTAGONISTI - "Ronaldo indubbiamente, ha portato il Portogallo ai Mondiali. Come società il Bayern perché ha vinto tutto dando un'immagine di potenza. Tra gli allenatori Del Bosque merita sempre un'attenzione particolare".

SCOMMESSE - "Un allineamento della giustizia sportiva ed ordinaria è tecnicamente impossibile. Naturalmente ci sono delle ombre. Si sono esposti in molti nel mondo del calcio su Gattuso perché lo conosciamo e non possiamo credere che abbia potuto indirizzare i risultati delle partite. Solo dopo un'eventuale giudizio diverso potrò crederci".

SOSTA - "Valuteremo insieme alla Lega se giocare anche durante le feste. Di fatto già quest'anno la sosta è di una sola settimana".

CURVE - "Il problema non è la norma, ma i comportamenti. Bisogna migliorare la qualità dei comportamenti e mixare una norma che è sempre perfettibile ed una giurisprudenza che cresce con gli eventi. C'è sempre una responsabilità oggettiva da parte delle società, è nei principi della UEFA. Ma bisogna fare attenzione a non far diventare le società ostaggio dei regolamenti".

TRAPATTONI - "Non c'è bisogno che lo dica io che è un grande. Non sono io a dover fare gli abbinamenti di Trapattoni con un club, ma tutti non vediamo l'ora che riprenda ad allenare".

 

 




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