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Calciomercato > Napoli > Napoli, Benitez: "Sfida Juventus-Roma per lo scudetto, ma la maratona e' lunga"

Napoli, Benitez: "Sfida Juventus-Roma per lo scudetto, ma la maratona e' lunga"

Il tecnico spagnolo non rinuncia alle ambizioni per il titolo


Benitez (Getty Images)
Silvio Frantellizzi (Twitter: @SilFrantellizzi)

27/12/2013 09:20

NAPOLI BENITEZ SCUDETTO JUVENTUS ROMA - Rafael Benitez traccia il bilancio dei suoi primi sei mesi alla guida del Napoli. Il tecnico spagnolo, consapevole di aver fatto molto e allo stesso tempo di poter ancora migliorare, non rinuncia alla lotta per lo scudetto nonostante i numeri mostruosi di Juventus e Roma.

SCUDETTO - "Al momento lo scudetto è un affare a due perché chi è davanti ha sempre ragione ma con 63 punti a disposizione - ha dichiarato a 'Il Corriere dello Sport' - il destino può essere ancora scritto e questo vale per chiunque".

IL 2014 - "Saremo presenti su tre fronti per cercare di fare bella figura. La Juventus ha dieci punti più di noi e sta facendo cose sensazionali, la Roma merita applausi perché è ancora imbattuta ma lo sapete quant'è lunga una maratona?".

BILANCIO - "Questi primi sei mesi sono stati soddisfacenti, siamo usciti dalla Champions League con dodici punti, abbiamo fatto meglio in campionato rispetto alle scorse stagione ma siamo dietro a Roma e Juventus che per fare meglio di noi hanno dovuto compiere imprese straordinarie".

I MIGLIORI - "Il giocatore più forte che ho allenato? Escludendo quelli che ho attualmente al Napoli, i più bravi sono stati Raul del Real Madrid e Gerrard del Liverpool oltre ad Alfonso Munoz Perez che è stato molto sfortunato. Il miglior allenatore del mondo? Posso dire Sacchi che ha influito come poco modificando il modo di pensar. Dei contemporanei Wenger, Del Bosque e Guardiola".

LA FORMAZIONE - "Comunico la formazione solo poco prima che si scenda in campo quando c'è la riunione tecnica. Non lo faccio per divertirmi: se la dicessi in anticipo toglierei competizione e svuoterei di motivazioni chi saprebbe di non giocare".

SOCIAL NEWTWORK - "Un allenatore deve essere attento anche a queste dinamihce riuscendo sempre a coltivare lo spirito dello spogliatoio. Io parlo con i calciatori nel modo che mi viene più naturale possibile senza messaggi subliminali".

 




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