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Calciomercato > Juventus > Juventus, Buffon: "Troppe critiche verso i portieri. Certe regole sono disumane per noi"

Juventus, Buffon: "Troppe critiche verso i portieri. Certe regole sono disumane per noi"

Il numero uno bianconero racconta le scelte che lo hanno portato a diventare il migliore al mondo


Buffon (Getty Images)
Silvio Frantellizzi (Twitter: @SilFrantellizzi)

27/12/2013 08:44

JUVENTUS BUFFON N'KONO CASILLAS/ ROMA - Lunga intervista rilasciata da Gigi Buffon al 'Corriere dello Sport': il numero uno della Juventus si racconta a 360 gradi, spiegando i motivi che lo hanno portato a scegliere un ruolo delicato come quello del portiere.

N'KONO - "Il primo gesto tecnico che mi ha affascinato è stata la respinta di pugno di N'Kono, per questo era il mio idolo: riuscia a mandare la palla anche 30-40 metri lontano, stilisticamente era uno spettacolo".

CRITICHE - "Dire che non esistono più i portieri di una volta è una ca..ata enorme, a volte leggo e ascolto giudizi che mi fanno infuriare o ridere. Organizzando un corso, la critica potrebbe davvero modificare certi modi di pensare".

CAMBIAMENTI - "Il discorso da fare riguarda i settori giovanili: oggi si spende poco tempo per la tecnica perché sono cambiate le priorità. Si dedica più tempo per i piedi che per le mani, per me si dovrebbe tornare alla tecnica visto che i portieri di oggi non bloccano nemmeno la palla per via dei palloni e della pigrizia dei preparatori".

I PALLONI - "Sono cambiati i materiali dei palloni rispetto ad una volta, ora sono plastificati e più sensibili alla forza, diventano instabili nelle traiettorie. Oggi grandi giocatori provano a calciare anched a 35 metri perché sanno di poter segnare con i nuovi palloni: questo era impensabile dieci anni fa".

LE REGOLE - "L'esplusione e rigore per fallo del portiere in area è una regola disumana, metta per favorire lo spettacolo ma invece lo diminuisce perché nega al portiere di compiere un gesto tecnico bellissimo come l'uscita bassa. Una volta ero considerato una dei migliori in questo tipo di interventi, ora invece non esco più perché ci sono troppi rischi. Espulsione più rigore: la partita diventa uno schifo. Io dividerei in base ai minuti l'espulsione per chiara occasione da gol: nei primi 70' giallo, nei restanti 20' rosso".

LE PUNIZIONI - "Se non giocassi in Serie A, se non fossi Buffon e se non fossi sempre sotto i riflettori, eliminerei direttamente la barriera sui calci di punizione. Purtroppo se lo facessi direbbero che voglio fare lo sbruffone".

I MIGLIORI - "I migliori portieri che ho visto diciamo dal '93 ad oggi sono stati Marchegiani, Peruzzi, Pagliuca, Toldo e Antonioli. Turn-over campionato-Champions League come Casillas al Real Madrid? No".

RIGORI - "Tornando dalla Confederations Cup lessi un articolo nel quale mi si criticava molto, dicendo che non ero un para-rigori. C'è poca voglia di documentarsi. Se un attaccante calcia bene un rigore non si para, noi possiamo limitarci a studiare l'avversario".

FUTURO - "Io sono disponibile a tutto, non sono mai stato invidioso di nessuno e sono molto felice della mia vita. Se dopo il Mondiale mi riterranno ancora utile andrò avanti con piacere, altrimenti nessun problema anche se la storia si scrive con i numeri, le presenze e con l'amore per questa maglia".

 




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