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Calciomercato > Palermo > Claudio Foscarini su Palermo-Cittadella

Claudio Foscarini su Palermo-Cittadella

Il tecnico dei veneti in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it


Claudio Foscarini(Getty Images)
Giorgio Elia

12/12/2013 11:18

PALERMO-CITTADELLA ESCLUSIVO FOSCARINI/PALERMO - "Siamo consapevoli del valore del nostro avversario, forse il più attrezzato del campionato nella corsa alla promozione. Noi veniamo da un periodo poco positivo per quanto concerne i risultati ottenuti, con il valore delle prestazioni offerte che non è poi stato ripagato dai punti conquistati sul campo. E' evidente poi, quanto accaduto nelle ultime uscite, nelle quali avremmo meritato qualcosa di più. Per la nostra situazione di classifica non possiamo permetterci passeggiate. Per questo andremo a Palermo con la voglia di tornare a casa con punti preziosi". Non si nasconde il tecnico del Cittadella, Claudio Foscarini, che in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it, suona la carica in vista della trasferta di sabato della sua squadra sul campo del Palermo.

IACHINI - Cittadella da favola a realtà del campionato cadetto grazie al lavoro di Foscarini e alla sua esperienza, la stessa che ha garantito al Palermo il cambio di passo da Gattuso a Iachini. Il tecnico dei veneti parla del suo collega sulla panchina rosanero: "Nel campionato cadetto a incidere sono la corsa e l'intensità a discapito della tecnica e la presenza di un allenatore che conosce bene la categoria, può risultare determinante. Iachini ha vinto questo campionato in più occasioni e quanto fatto da lui a Palermo è la chiara dimostrazione di come un allenatore possa ancora lasciare la sua impronta in questo campionato. La Serie B è un torneo tosto nel quale è importante fare quanti più punti possibili anche sacrificando la qualità del gioco, un aspetto del quale Iachini è pienamente a conoscenza e ha applicato costruendo una squadra cinica in grado di mantenere una media punti a partita elevata".

BELOTTI-ARDEMAGNI - Il tecnico del Cittadella parla poi di Andrea Belotti, enfant prodige in casa rosanero: "Penso che i giovani dotati di qualità in Serie B debbano giocare. Per questo tipo di giocatori la forza fisica e la capacità di mantenere un certo tipo di rendimento a livello agonistico è fondamentale e Belotti è pienamente dotato di queste caratteristiche. In lui rivedo questi aspetti apprezzati anche in Gabbiadini e Ardemagni da me allenati proprio al Cittadella, con la fisiologica necessità comunque da parte del tecnico di gestire questa forza per evitare che possa andar persa. Analogie con Ardemagni? Si ci sono a livello fisico e di capacità di vedere la porta come pochi. Matteo era più una prima punta che aveva la necessità di fare reparto da solo per potersi esprimere al meglio. Caratteristiche queste che rivedo in Lafferty giocatore in grado di tenere in piedi il reparto da solo aprendo varchi importanti per i centrocampisti o per la punta schierata al suo fianco. Con Belotti formano una coppia ben assortita".

FERGUSON E ZAMPARINI - Nel finale del suo intervento, Foscarini parla della sua esperienza decennale alla guida dei veneti, che gli ha garantito accostamenti con tecnici longevi come Ferguson e Wenger: "Sì, spesso viene accostata la mia esperienza a quella di questi due tecnici per la durata della militanza. Il segreto sta tutto nella condivisione degli intenti e dei progetti. Il tutto viene sempre stabilito anno dopo anno con grande sintonia, nel rispetto dei valori trasmessi dalla classe dirigenziale della società. Sono consapevole della mia missione al Cittadella nella quale è importante mantenere la categoria attraverso la valorizzazione dei giovani e sono riconoscente alla società per avermi dato la possibilità di lavorare con serenità. Affascinato dal poter lavorare con Zamparini? Sì, magari sì ma con lui non sarei durato sicuramente dieci anni è chiaro. Non conosco il presidente personalmente ma ho avuto modo di seguire da lontano i suoi successi ma anche le sue esternazioni, probabilmente non ci saremmo trovati nel nostro modo di intender il calcio. Sarei stato curioso di poter lavorare con lui, consapevole comunque di come sarebbe andata a finire".




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