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Calciomercato > News > VIDEO - Speciale 'Road to Brasil': il dramma brasiliano del 1950

VIDEO - Speciale 'Road to Brasil': il dramma brasiliano del 1950

Rubrica di Calciomercato.it che ripercorre la storia dei Mondiali di calcio dal debutto del 1930 in Uruguay fino alla vittoria spagnola del 2010


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Il Brasile (Getty Images)
La consegna della Coppa (Getty Images)
Inghilterra vs Stati Uniti (Getty Images)
Jonathan Terreni

05/12/2013 12:02

VIDEO SPECIALE ROAD TO BRASIL / ROMA - 'Road to Brasil' è la nuova rubrica di Calciomercato.it che vi accompagnerà in attesa del prossimo Mondiale carioca ripercorrendo la storia della massima competizione a livello di Nazionali dal suo debutto nel 1930 fino alla vittoria della Spagna nell'edizione 2010. Partite, eventi, classifiche, e curiosità analizzate al dettaglio in ogni numero in uscita il martedì. Nel quarto capitolo il mondiale 1950: dopo la guerra si torna in campo.

UN VERO DRAMMA SPORTIVO (E NON SOLO) - Dopo un'attesa lunga dodici anni a causa dello scoppio del secondo conflitto mondiale si torna in campo. Ad ospitare il Mondiale stavolta è (finalmente) il Sudamerica da quel lontano 1930 in Uruguay. Si gioca in Brasile, terra di calcio di strada, leggenda e passione senza limiti, dal 24 giugno al 16 luglio 1950 in cinque città: Belo Horizonte, Curitiba, Porto Alegre, Rio de Janeiro e San Paolo. C'è da dire che proprio il Brasile si trovò ad essere l'unico paese candidato ad ospitare la manifestazione viste le gravi condizioni in cui si trovava un'Europa devastata dal conflitto. Così come avvenne per l'Olimpiade londinese di due anni prima, Germania e Giappone furono escluse dalla partecipazione. Discorso a parte per l'Italia, campione in carica, che ricevette l'invito, grazie soprattutto alla decisiva presenza di Ottorino Barassi presidente della Federcalcio e vicepresidente della FIFA; persona che si era fatta custode del trofeo durante gli anni di guerra. Molti furono i dibattiti nel Paese se accettare o meno l'invito, cosa che poi fu fatta grazie al sostegno della Fifa che per non perdere i detentori decise di finanziare le spese di viaggio agli azzurri. Venne considerato il Mondiale delle sorprese, del dramma e del sogno brasiliano infranto a causa di un Uruguay sfavoritissimo che si impose in terra carioca conquistando così il suo secondo campionato del mondo. Proprio da questa sorta di psicodramma sportivo fu coniata l'espressione 'Disastro del Maracana' (inaugurato tra le altre cose proprio per la manifestazione), manifesto della disperazione di un popolo intero, poichè la nazionale trascinata da uno strepitoso Alcides Ghiggia ribaltò ogni pronostico, conquistando una vittoria che, viste tutte le circostanze, sembrava in mano ai brasiliani, comandati dal quintetto stellare Friaca, Zizinho, Ademir, Jair e Chico. Il 16 luglio del 1950 più di duecentomila persone andarono a piedi verso lo stadio Maracanà ma la festa si trasformò in tragedia. Ambulanze a tutto gas, gente che si buttava dai palazzi impazzita di dolore, e un uomo che camminava per la strada, aveva le lacrime agli occhi, seguite da una sbronza presa per dimenticare che era stato lui complice di tutto quel disastro, che da evento sportivo si trasformò in dramma sociale: Obdulio Varela, capitano della 'Celeste' commenta così a freddo quella partita: "Se dovessi giocare di nuovo quella partita, mi segnerei un gol contro". disse qualche annno dopo. Il calcio passò qui in seconda linea.

IL TORNEO - I meccanismi delle qualificazioni al mondiale 1950 furono poco chiari, con molte esclusioni e rifiuti. La Fifa fu così costretta a  ripescare anche squadre precedentemente eliminate. Anche Scozia e Turchia (e successivamente il Portogallo) rinunciarono, così furono solamente tredici le squadre a prendere parte al torneo, il minor numero di sempre al pari con l'edizione del 1930: Bolivia, Brasile, Cile, Inghilterra, Italia, Jugoslavia, Messico, Paraguay, Spagna, Stati Uniti, Svezia,Svizzera, Uruguay. Due gironi da quattro squadre, uno da tre e uno da due. Le vincitrici dei rispettivi gironi riunite in un ulteriore girone finale all'italiana.

Tabellone Qualificazioni:

GRUPPO 1 torneo interbritannico: INGHILTERRA 6, SCOZIA 4, Galles 1, Irlanda 1 (la scozia non partecipa alla fase finale)

GRUPPO 2: TURCHIA 2, Siria 0 (Turchia rifiuta)

GRUPPO 3: JUGOSLAVIA 4, Israele 0 (Jug-Isr 6-0; Isr-Jug 2-5. Spareggio Jugoslavia-Francia 3-2) 

GRUPPO 4: SVIZZERA 4, Lussemburgo 0 (Svi-Lus  5-2; Lus-Svi 2-3. Belgio ritirato accede la Svizzera)

GRUPPO 5: SVEZIA 4, Irlanda 3, Finlandia 1 (Sve-Irl 3-1; Irl-Fin 3-0; Fin-Irl 1-1; Irl-Sve 1-3)

GRUPPO 6: SPAGNA 3, Portogallo 1 (Spa-Por 5-1; Por-Spa 2-2)

GRUPPO 7: CILE, BOLIVIA qualificate (Argentina ritirata)

GRUPPO 8: URUGUAY, PARAGUAY qualificati (Perù, Ecuador ritirate)

GRUPPO 9 campionato nordamericano: MESSICO 8, STATI UNITI 3, Cuba 1 (Mes-Usa 6-0; Mes-Cub 2-0; Usa-Cub 1-1; Mes-Usa 6-2; Usa-Cub 5-2; Mes-Cub 3-0)

GRUPPO 10: INDIA ritirata, posto vacante (Birmania, filippine, Indonesia ritirate)

Nel Gruppo 1 i padroni di casa staccano l'accesso al girone finale battendo un'ottima Jugoslavia. Non certo un mondiale da ricordare per l'Italia che non superò neanche il girone a tre con Svezia e Paraguay. A nulla servì il successo nell'ultima partita contro i sudamericani dopo la sconfitta per 3-2 nel match d'esordio con gli scandinavi (in gol Carapellese e Muccinelli). La corazzata di Pozzo e della doppietta mondiale 1934-1938 era ormai un lontano ricordo. Gli azzurri avevano ancora negli occhi la tragedia di Superga di un anno prima, che oltre all'enorme peso psicologico, portò via gran parte della squadra titolare. Mondiale poco fortunato anche per l'Inghilterra a discapito della Spagna, che uscì a causa del decisivo pareggio contro i cugini americani: un vero disastro sportivo per i britannici. Nel girone finale si ritrovarono così Svezia, SpagnaUruguay (vittoriosa nel Giorne 4 sulla Bolivia) e l'ospitante Brasile, favoritissimo del torneo. La classifica ad una giornata dal termine recitava così: Svezia a 0 e Spagna a 1 si giocavano ormai la gloria del terzo posto. Il Brasile comandava con quattro punti, uno in più dell'Uruguay. Ai verdeoro sarebbe bastato un pareggio in quella che doveva essere una passeggiata...

GRUPPO 1: BRASILE 5, Jugoslavia 4, Svizzera 3, Messico 0 (Bra-Mes 4-0, Jug-Svi 3-0, Bra-Svi 2-2, Mes-Jug 1-4, Bra-Jug 2-0, Mes-Svi 1-2)

GRUPPO 2: SPAGNA 6, Inghilterra 2, Cile 2, Stati Uniti 2 (Ing-Cile 2-0, Spa-Usa 3-1, Spa-Cil 2-0, Usa-Ing 1-0, Spa-Ing 1-0, Cil-Usa 5-2)

GRUPPO 3: SVEZIA 3, Italia 2, Paraguay 1, India ritirata (Sve-Ita 3-2, Sve-Par 2-2, Ita-Par 2-0)

GRUPPO 4: URUGUAY 2, Bolivia 0, Scozia e Turchia ritirate (Uru-Bol 8-0)

Nell'ultima decisiva sfida il Brasile passa in vantaggio dopo due minuti dall'inizio della ripresa con Friaca dopo aver dominato il primo tempo. Sembra l'inizio di un tripudio, con gli spalti del 'Maracana' già in festa. Poi accade l'incredibile. L'Uruguay, col calma e diligenza prima pareggia con Schiaffino al 58' servito in area da Ghiggia, poi passa addirittura in vantaggio proprio con il gol di Ghiggia a dieci dal termine. A nulla servirono gli assalti dei padroni di casa negli ultimi minuti. E' l'inizio di un incubo per i brasiliani.

BRASILE-URUGUAY 1-2 (Friaca 46', Schiaffino 66', Ghiggia 79')

URUGUAY (2-3-4-1): Máspoli, M.Gonzáles, Tejera, Gambetta, Varela, Andrade, Ghiggia, Peréz, Miguez, Schiaffino, Moran. All.: Lopez Fontana.

BRASILE (2-3-4-1): Barbosa, Augusto, Juvenal, Bauer, Danilo, Bigode, Friaça, Zizinho, Ademir. Jair, Chico. All.: Costa.

Arbitro: Reader (Ing)

 

I 22 AZZURRI:  Casari, Moro, Sentimenti IV, Annovazzi, Blason, Fattori, Furiassi, Giovannini, Magli, Mari, Parola, Remondini, Tognon, Amadei, Boniperti, Campatelli, Cappello, Caprile, Carapellese, Lorenzi, Muccinelli, Pandolfini, All.: Novo.

CLASSIFICA MARCATORI: 9 reti Ademir (Bra); 5 Basora (Spa), Miguez (Uru); 4 Chico (Bra), Zarra (Spa), Ghiggia (Uru); 3 Tomasevic (Jug), Palmer e Sundqvist (Sve), Schiaffino (Uru).

CURIOSITA' - La trasferta italiana in Brasile avvenne in nave (tre settimane di viaggio e allenamenti a bordo) e non in aereo, a causa dello shock che aveva provocato l'anno precedente la tragedia di Superga, l'incidente aereo che segnò la fine dell'epopea del Grande Torino. Il dramma sportivo del Brasile si riversò anche in campo sociale: molte persone in tutto il Paese, chi per la delusione della sconfitta, chi perché aveva perso tutto scommettendo gran parte dei propri averi sulla vittoria della Seleçao, si tolsero la vita. Furono sancite tre giornate di lusso nazionale. 174.000 spettatori (fonti non ufficiali parlano di oltre 200.000) presenti allo stadio Maracanà segnà ancora oggi un record indiscusso. Da allora il Brasile decise di cambiare maglia a scopo scaramantico: fu infatti archiviata la divisa interamente bianca finché nel 1954 la divisa ufficiale divenne giallo oro con pantaloncini blu, così come si presenta a oggi: L'India fu squalificata perchè era vietato giocare a piedi nudi.

VIDEO - Il 'Disastro del Maracana' con la vittoria dell'Uruguay: un giorno di pianto per il Brasile.

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