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Calciomercato > News > Calciopoli, avvocato Moggi: "I campionati non erano alterati. Le schede svizzere..."

Calciopoli, avvocato Moggi: "I campionati non erano alterati. Le schede svizzere..."

Maurizio Prioreschi fa il punto della situazione sul processo



05/12/2013 11:41

CALCIOPOLI JUVENTUS MOGGGI AVVOCATO/ ROMA - Due giorni fa si è tenuta l'ultima arringa difensiva da parte dei legali di Luciano Moggi al processo di Calciopoli. L'avvocato dell’ex dg bianconero, Maurilio Prioreschi - intervenuto a 'Radio Manà Sport' - ha fatto il punto della situazione: "Non c’è stato nulla di penalmente rilevante, con la nostra arringa abbiamo aggiunto ulteriori tasselli, chiarendo alla corte un po'tutti gli aspetti, ho iniziato dicendo che siamo partiti in 48 ed ora siamo in 9, una cosa davvero allucinante. I campionati non erano alterati, la sentenza lo afferma con chiarezza, ovvero non c'è nessuna prova e  questo è uno dei nostri punti fermi".

SENTENZA - "Continuando a cercare tra le migliaia di pagine dei tabulati delle schede svizzere abbiamo scoperto dei particolari importanti su due capi di imputazione riferiti a Udinese-Brescia e Milan-Juventus basati sui contatti tra le schede svizzere attribuite a Dattilo e Bertini: su Dattilo per quanto riguarda la partita del settembre 2004, il primo presunto contatto è avvenuto per fine novembre 2004, quindi non era possibile a settembre chiamare l’arbitro sulla scheda svizzera e dirgli di ammonire i calciatori che poi risultavano essere stati regolarmente ammoniti, questo è stato uno dei clamorosi abbagli della sentenza di primo grado che motiva la condanna di Dattilo e Moggi attribuendo come elemento il contatto in prossimità della partita, ma se contatto c’è stato è avvenuto il 26 novembre, quindi due mesi dopo".

LE AMMISIONI DEL GIUDICE CASSORIA  - "Il Presidente quando è stato processato disciplinarmente davanti al Csm, ha confessato di aver subito delle pressioni dalla Procura per lasciare il processo, ossia la Procura aveva fatto pressione sul Presidente del Tribunale per farla astenere, sono successe tante cose davvero strane in questo processo di Napoli. Certamente il clima napoletano dopo un’indagine di 2-3 anni fatte in quella maniera non era il posto ideale per tenere un processo, e poi Napoli non è il giudice competente, certamente se si fosse fatto in un altro ambiente ci sarebbe stato un clima più sereno".

 




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