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Calciomercato > Lazio > Lazio: caos Varsavia, i tifosi fermati: "Ci dicevano 'italiani mer..., vi facciamo il bunga

Lazio: caos Varsavia, i tifosi fermati: "Ci dicevano 'italiani mer..., vi facciamo il bunga bunga'"

Altre incredibili testimonianze su quanto successo con la polizia polacca


Tifosi della Lazio a Varsavia (Getty Images)
Matteo Torre (twitter: @torrelocchetta)

01/12/2013 16:30

LAZIO VARSAVIA TIFOSI POLIZIA ITALIANI MERDE / ROMA - Stanno tornando da Varsavia i tifosi rilasciati dalla polizia polacca. Sulle colonne de 'Il Messaggero' la testimonianza di Alessandro Vinci: "E' stata una vera e propria caccia all'ultras, senza motivo. Siamo stati trattati come animali, umiliati e derisi come delinquenti. La polizia ci ha fermati perché cantavamo per strada, e ce la siamo cavata con una multa da 50 euro per questo, che loro definiscono infrazione, altrimenti saremmo stati in carcere 30 giorni. Alle 4 del pomeriggio ci siamo mossi tutti insieme verso lo stadio: eravamo più di 200. Non avevamo caschi, né armi. Siamo stati circondati dalla polizia, che ci ha dispersi, portati in un vicolo e perquisiti. Ci avevano detto che ci avrebbero accompagnati allo stadio, invece siamo stati ingannati, trattenuti per ore in strada e portati in commissariato. Non è successo assolutamente nulla: siamo stati fermati per disturbo della quiete pubblica. Ci hanno fatto le foto segnaletiche, come criminali, e dopo gli accertamenti siamo andati in cella. Eravamo in 15 in due metri quadrati, ammassati come bestie senza bere né mangiare per ore. Ci dicevamo "italiani m***e' e ridevano. L'ambasciata? Ci ha lasciati soli, non si è visto nessuno. Mi hanno costretto a dire che fossi colpevole. Una vergogna".

Altri due tifosi, Luca e Francesco, hanno raccontato a 'Il Tempo': "Eravamo circa 300 e diverse camionette della polizia ci hanno raggiunti e superati. Entrati in un vicolo abbiamo trovato agenti che ci hanno urlato contro e fatti sdraiare a terra. Dopo tre ore ci hanno fatti salire sulle camionette e trasportati nei commissariati. All'arrivo c'erano già 18 ragazzi stesi a terra in manette in una stanza piena di poliziotti. Ci hanno identificati solo alle otto del mattino, dopo maltrattamenti e prese in giro. Una gente ha detto a un minorenne: 'Hai paura? Ora facciamo bunga bunga come Berlusconi e finisci in galera', in inglese. Un interprete mi ha consigliato di dichiararmi colpevole per andare via, e così ho fatto, anche se ero innocente".




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