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Calciomercato > News > VIDEO - Speciale 'Man of the week': Superman Perin

VIDEO - Speciale 'Man of the week': Superman Perin

Nuova rubrica di Calciomercato.it sul giocatore che piu' si e' messo in luce nella giornata di Serie A


Mattia Perin (Getty Images)
Jonathan Terreni

25/11/2013 16:15

VIDEO SERIE A CALCIATORE SETTIMANA / ROMA - Nuova rubrica di Calciomercato.it che focalizza l'attenzione sul calciatore che più si è messo in luce nel weekend di campionato. La 'top 3' della tredicesima giornata di Serie A vede al primo posto uno straordinario Perin che in più di una circostanza ha chiuso la porta al Milan nell'anticipo di sabato. Sul podio anche un sempre più decisivo Llorente e un Sinisa Mihajlovic che tornava nel nostro campionato proprio in una sfida dai mille ricordi.

 

MAN OF THE WEEK (13a giornata)

1° PERIN (Genoa)

2° LLORENTE (Juventus)

3° MIHAJOLOVIC (Mihajlovic)

 

1 - DI QUI NON SI PASSA - E' il nuovo Buffon. Forse è ancora presto. Ha le qualità del numero uno. E' sempre acerbo e poco continuo. Di Mattia Perin si è detto, soprattutto lo scorso anno, di tutto e di più. La pressione al ragazzo è arrivata spedita come un treno ma lui si è sempre dimostrato calmo e paziente, rispondendo con ciò che gli riesce meglio, cioè parare, forte anche di una giovanissima età e di un futuro che è tutto dalla sua. Troppo facile puntargli gli indici addosso quando difendeva la porta del Pescara, raccogliendo 84 palloni in fondo al sacco a fine stagione. Non tutti lui chiaro: per un periodo aveva anche perso (o forse era stato preservato) il posto da titolare. Non di certo colpa sua se piovevano da tutte le parti; saggio allora lasciarlo tranquillo in panchina per non bruciarlo o per non affossarlo ancor prima di partire. Poi il passo successivo si chiama Genoa. O meglio, si tratta di un ritorno a casa visto che lui è sempre stato di proprietà del 'Grifone' già sul finire delle categorie giovanili. Torna alla base stavolta per fare il primo, mica si scherza a Genova. E per riconquistare anche il posto da titolare in Nazionale under 21 serve dimostrare molto perchè il suo concorrente e coetaneo Bardi è un osso duro. Alla grande chance Perin non tradisce e sabato scorso in casa di un Milan seppur disastrato ha chiuso in faccia la sua porta agli assalti rossoneri e persino a quel Mario Balotelli, fino a qualche settimana fa, infallibile cecchino dagli undici metri. Dopo il rigore parato da Reina, Perin diventa così il primo italiano a dire no ad un penalty di 'Supermario' (calciato peraltro da mani nei capelli). Una ciliegina sulla torna rossoblu a forma di '1 a 1', nel segno anche dell'ex Gilardino, prezioso punto per una classifica dal sapore di Europa. Fuori dal campo, con i piedi ben ancorati a terra (non certo quando è in porta!), Perin sa che la strada è ancora molto, troppo lunga per tirare le somme. Il lavoro e l'impegno sono le opzioni migliori. Il talento quello non si compra. Bravo Mattia.

2 - RE LEON...RENTE - Quando la Juventus in estate aveva spostato le attenzioni sul 'top player' e successivamete chiuso la trattativa per Tevez, quando l'entusiasmo dopo settimane si era normalizzato c'era qualcuno che diceva "Già, in bianconero quest'anno c'è anche quel Llorente". I bianconeri hanno sempre saputo che il primo vero grande acquisto è stato lo spagnolo. Preso a parametro zero, in anticipo su le grandi concorrenti europee, Llorente ha finito la stagione all'Athletic Bilbao ma ancora forse nessun aveva realizzato. Poi un inizio difficile non ha certo semplificato le cose ma Conte lo ha sempre detto e aspettato. Calma, pazienza e lui arriverà. Aveva bisogno di ambientarsi, di conoscere il nostro calcio e gli schemi collaudati della Juventus. Aveva bisogno di lavorare e poi le occasioni e le reti sarebbero arrivate. Detto fatto eccoci qua, lunedì 25 novembre (non il 25 aprile!) a parlare di un Fernando Llorente trascinatore, uomo del momento, superstar, bomber di razza e ad oggi punto fermo dell'attacco bianconero. A suon di prestazioni e gol decisivi ha conquistato tutti ribaltando il tavolo, mettendo in ombra (molto parzialmente si intenda) anche le sempre presenti prodezze di Tevez. L'etichetta di 'Bello e impossibile' forse si è trasformata in 'Bomber bello è possibile'.

3 - BENTORNATO SINISA - Bentornato Sinisa. Da molti anni Sinisa Mihajlovic è uno dei protagonisti del nostro calcio. Da calciatore prima e da allenatore poi, nonostante il mestiere ancora debba entrargli nel sangue, è sempre stato ben accetto. Così dopo le esperienze al finaco di Mancini e poi in proprio a Catania e Firenze rieccolo qua, chiamato dalla Sampdoria per risollevare una stagione partita maluccio. Chi meglio di Sinisa che a Genova ha trascorso quattro anni bellissimi e decisivi per la sua consacrazione da calciatore? Se poi all'esordio al 'Marassi' ti trovi davanti la Lazio allora il tutto acquista un sapore fiabesco. Chissà quanti ricordi, quante emozioni son passate per la sua testa, poi però al fischio d'inizio solo un chiodo fisso. La vittoria è sfumata solo all'ultimo secondo ma la prestazione è stata positiva. Una Samp in crisi forse più di identità che di altro ha ritrovato uno spirito battagliero, marchio di fabbrica del carattere del serbo. Ancora molto presto ovvio ma Sinisa dovrà essere, come lui stesso ha dichiarato, colui che farà capire a tutti cosa vuole dire giocare per la Sampdoria. Il bicchiere vediamolo mezzo pieno perchè una Lazio in un momento non brillante resta pur sempre un esame tosto. Così come, stiano tranquilli i tifosi doriani, l'impegno e quel sentimento in più ci saranno: Sinisa resta pur sempre Sinisa.

VIDEO - Gli highlights della 13a giornata di Serie A




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