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Calciomercato > Roma > Roma, Pallotta: "Nuovi investitori in arrivo. Ecco cosa e' cambiato rispetto allo scorso an

Roma, Pallotta: "Nuovi investitori in arrivo. Ecco cosa e' cambiato rispetto allo scorso anno"

Il presidente giallorosso si racconta nel corso di una lunga intervista


A destra, James Pallotta (Getty Images)
Stefano D'Alessio (twitter: @SDAlessio)

18/11/2013 11:00

ROMA PALLOTTA INTERVISTA NUOVI INVESTITORI SPONSOR STADIO LEGA CALCIO ITALIANO / BOSTON (Stati Uniti) - James Pallotta, presidente della Roma, ha rilasciato una lunga intervista a 'La Repubblica', della quale nella serata di ieri vi abbiamo riportato alcuni estratti.

THOHIR - "Quando tre anni fa abbiamo pensato di investire in un club, l’unica opportunità era la Roma. Nel senso che la città aveva un nome e un’immagine conosciuti in tutto il mondo. Le altre società o erano nelle mani di una famiglia o mancavano di internazionalità. Non bisogna mica gridare all’esproprio".

CALCIO ITALIANO - "I capitali dall'estero sono un’opportunità da sfruttare. Il calcio italiano non paga più come una volta e ha perso competitività rispetto ad altri paesi. Si è seduto, si è accontentato, si è guardato troppo allo specchio, più local che global. E un po’ alla volta è morto. Manca la voglia di fare sistema. Guardate cosa ha fatto la Gran Bretagna per combattere e vincere la battaglia contro la violenza e la Germania che in cinque anni ha saputo rivoluzionare stadi, sistema, calcio. Hanno lavorato, cambiato, creduto nel rinnovamento. Il calcio italiano all’estero si svende, è troppo sottopagato, cinque volte meno di quello inglese. Alla Lega serve una nuova imprenditorialità, bisogna evolversi, è stato perso troppo tempo. Galliani? Serve gente nuova, un management diverso, più trasparente. Andrea Agnelli ha buone idee".

BILANCIO -
"Abbiamo preso Strootman, capitano della nazionale olandese a 23 anni, Gervinho che è stato allenato da Garcia a Lille, 28 gol in due stagioni, Ljajic è un talento. Credo che sport e business possano andare insieme.Una società può essere gestita con serietà, disciplina e conoscenza del mercato. Le cessioni di Lamela, Marquinhos, Osvaldo? Abbiamo fatto un ragionamento. Volevamo solidità a centrocampo, una spina dorsale forte. Mi dispiace umanamente per Osvaldo che è un ragazzo sensibile, dolce, spesso incompreso. Come soffrivo per De Rossi; mi chiedevo come fa uno che gioca in nazionale a faticare a trovare posto in squadra? E Pjanic andava tenuto. Quando la squadra è venuta in America ho visto un gruppo affiatato, pronto ad aiutarsi, contento di stare insieme. L’anno scorso invece la squadra era troppo giovane, senza leadership, ognuno andava per conto suo".

PROGRAMMI PER IL FUTURO - "Abbiamo seri investitori pronti ad entrare, per Natale la Roma avrà lo sponsor sulla maglia e per quando io avrò 60 anni ci sarà lo stadio nuovo. Allo stato non chiediamo nulla: abbiamo la terra e i partner. Roma ne ha bisogno".

GARCIA - "Lo avevamo in testa sin dall’inizio, solo che non era il primo della lista. Da sempre ho voluto un allenatore straniero che si potesse confrontare più con il mondo che con l’Italia. Volevo qualcuno fresco, culturalmente non troppo coinvolto in un vecchio sistema. Rudi mi ha convinto e si è spiegato in venti minuti di chiacchierata. Mi ha detto cosa voleva e in quale parte del campo. Anche i miei collaboratori in società sono stati fantastici".

 




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