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Calciomercato > Roma > Roma, Gervinho: "Non potevo rifiutare. Potremmo vincere un trofeo. Il razzismo..."

Roma, Gervinho: "Non potevo rifiutare. Potremmo vincere un trofeo. Il razzismo..."

Il calciatore ivoriano ha iniziato molto bene la stagione con la casacca giallorossa



07/11/2013 12:47

ROMA GERVINHO GARCIA RAZZISMO TOTTI / ROMA - Gervinho è forse la rivelazione della Roma di Rudi Garcia. Dopo un biennio opaco all'Arsenal, l'esterno ivoriano è tornato a correre e a stupire. Intervistato da 'footmercato.net', Gervinho ha toccato molti argomenti, a cominciare dalla decisione di venire nella Capitale: "La Roma è una grande squadra che non si può rifiutare. E' un club da sogno, non ho esitato un secondo, e ovviamente Rudi Garcia è stato un importante fattore nella mia decisione: per me è come un padre, e con lui ho trovato fiducia in me stesso, ci conosciamo a cuore aperto. Sa come impiegarmi e come mantenermi in questo stato di forma. C'erano anche Marsiglia e Lione, ma ho dato subito la preferenza ai giallorossi".

PARTENZA DA PRIMATO - "Ovviamente non puoi prevedere di fare dieci su dieci, ma conoscevo qualità e metodo del lavoro di Rudi Garcia. Sappiamo che non tutto sarà roseo fino alla fine, ma ci godiamo il buon periodo. Ma è presto per porci ambizioni: ora puntiamo solo all'Europa League. Poi chissà che non si possa vincere un trofeo".

TOTTI - "E' un grande giocatore, un idolo a Roma. Ci sono stati calciatori che impressionano in questa rosa, ma lui merita una menzione. Essere vicino a lui e De Rossi in allenamento ti insegna tanto".

ARSENAL - "Non rimpiango nulla, è un club che mi resterà nel cuore. Poi possono capitare i periodi belli e quelli brutti. Ma così è il calcio: io neppure avrei immaginato di andare via dopo due stagioni. Ho enorme rispetto per Wenger, anche se ora è un altro capitolo".

SERIE A - "E' totalmente falso che sia un campionato inferiore a Premier, Liga, Bundesliga. Le squadre sono ben organizzate e competitive, è una delle leghe più difficili al mondo".

RAZZISMO - "Non ho avuto problemi fino ad oggi in Italia. E' un tema che richiede grande attenzione: uno stadio deve rimanere luogo di condivisione, conviviale. Boicottare il Mondiale di Russia? Io sto con Yaya Touré: non possiamo accettare certi atteggiamenti, ma agire".

M.T.




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