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Calciomercato > Inter > Inter, Moratti: "Nel 2006 volevo vendere. Ronaldo? Lo presi per sfida"

Inter, Moratti: "Nel 2006 volevo vendere. Ronaldo? Lo presi per sfida"

Il numero uno nerazzurro parla dei suoi oltre 18 anni di presidenza


Massimo Moratti (Getty Images)
Lorenzo Polimanti

06/11/2013 18:00

INTER INTERVISTA MORATTI THOHIR RONALDO / MILANO - Da Moratti a Thohir. La nuova era dell'Inter è appena iniziata e dopo il passaggio di consegne con l'indonesiano l'ormai ex presidente nerazzurro racconta la sua lunga avventura alla guida del club interista in un'intervista rilasciata a 'Sette'. "L'Inter è sempre stata una passione per tutti noi. Mio padre mi disse 'dovresti vedere se si può prendere l'Inter, perché un'esperienza nel calcio va fatta. Aiuta a crescere, a soffrire, a migliorare'".

ZANETTI - "Il primo giocatore che ho visto e che ho scelto. Non avevo ancora preso l'Inter e mi era arrivata la cassetta di una partita dell'Argentina under 20, per farmi osservare Ortega che non mi aveva entusiasmato e invece, cosa stranissima, mi ero lasciato incantare da un terzino che faceva cose che non avevo mai visto. L'abbiamo preso ed è ancora con noi; adesso ho scoperto che viene dal pianeta Krypton e che giocherà ancora per 4-5 anni".

INCE - "Un consigliere mi aveva sussurrato che sarebbe stato meglio evitare i calciatori di colore perché la curva la pensava diversamente. Già lo volevo prendere perché è un grande centrocampista; così forse non per provocare o forse sì mi sono tolto l'ultimo dubbio ed è arrivato qui. La risposta del pubblico è stata fantastica".

RONALDO - "L'ho preso perché era fortissimo ma anche perché nessuno credeva che l'acquisto fosse possibile, visto che lui giocava nel Barcellona. È stato un ottimo affare, Ronaldo è arrivato a un costo alto, ma cinque anni dopo è stato rivenduto al doppio al Real e per l'Inter ha rappresentato un'immagine fortissima perché ci ha aperto al mondo".

RECOBA - "Era un giocatore di grandissima classe, uno capace di sorprendere noi e se stesso, perché capace di realizzare qualcosa che non prepari ed è l'aspetto più bello".

CALCIOPOLI - "Vedevo un muro non superabile. Nel 2006 avrei voluto cedere la società; poi prevalse il senso di responsabilità e il rispetto per l'impegno preso".

MANCINI - "Mi era piaciuto che parlasse dell'allenatore non in prima persona. L'ho tenuto, abbiamo vinto".

SOGNO - "Messi, ma era troppo legato al Barcellona".

THOHIR - "Nel 2011, dopo la Coppa Italia, ho pensato che fosse venuto il momento di fare un passo laterale, di trovare nuove soluzioni per il club. Ho cercato una soluzione che ci aprisse nuovi mercati. E' stato giusto farlo. Non ho mai pensato di essere presidente dell'Inter a vita" queste le parole riportate da 'lapresse.it'.




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