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Calciomercato > Inter > Inter, Zanetti: "Mazzarri urla piu' di Mourinho. Messi e Maradona i migliori"

Inter, Zanetti: "Mazzarri urla piu' di Mourinho. Messi e Maradona i migliori"

Le parole del capitano nerazzurro tra passato, presente e futuro


Javier Zanetti (Getty Images)

04/11/2013 12:58

INTER ZANETTI MAZZARRI MOURINHO MESSI MARADONA / MILANO - A tutto Zanetti. Dopo l'uscita dell'autobiografia ed il ritorno nella lista dei convocati in occasione della trasferta di Udine, il capitano nerazzurro si concede ai microfoni di 'Radio Deejay' per una lunga intervista tra passato, presente e futuro. "Alvarez ha avuto un anno difficile, ma ha dimostrato di avere grande personalità e ora sta giocando benissimo - esordisce l'argentino - Cosa vuol dire il titolo del mio libro 'Giocare da uomo'? Che bisogna giocare leali, seguendo i valori. Così come sono cresciuto io con i valori che mi hanno insegnato in famiglia".

MOURINHO - "Era un grande. Era sicuramente un vincente ed aveva una grandissima personalità. Però non era un dittatore perché sapeva anche stare vicino ai giocatori quando serviva. Negli spogliatoi urlava se doveva spronarci. L'allenatore che grida o fa più scene? Mazzarri (ride, ndr)".

MESSI E MARADONA - "Sono i più forti delle loro rispettive epoche. Con il primo ci ho giocato ed è straordinario: la sua velocità palla al piede è impressionante. Maradona mi ha allenato e voleva trasmetterci la sua grinta e le sue sensazioni di quando giocava con l'Argentina".

MORATTI - "Sarà sempre parte dell'Inter. Ci saranno nuove persone al suo fianco, ma sarà sempre per il bene di questa famiglia".

CORDOBA - "Ha avuto un momento difficile, ma si sta riprendendo".

RAMBERT - "All'epoca potevano giocare solo tre stranieri. Sono arrivato insieme a lui ed io ero il quarto. Lui era la stella mentre io ho dovuto faticare per farmi conoscere. Anche dopo il matrimonio sono scappato ad allenarmi perché dovevo rispettare la mia tabella".

INFORTUNIO - "Dopo sei mesi, grazie al lavoro dei fisioterapisti sono tornato in panchina. Ora aspetto il momento in cui scenderò di nuovo in campo. Mi hanno portato in panchina perché quando sono tribuna parlo troppo. In campo invece in campo non parlo tantissimo, come invece fa Cambiasso".

ARGENTINA - "E' difficile pensare di tornare ora. Ho vissuto più della metà della mia vita qui ed anche la situazione nel mio paese non è facile. In Italia ci sono tanti argentini, tra noi ed il Catania ne siamo tantissimi e li conosco quasi tutti".




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