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Milan, Capello: "Svolta epocale, Berlusconi il più grande presidente rossonero di sempre"

L'ex tecnico rossonero ha rilasciato un'interessante intervista

MILAN CAPELLO INTERVISTA BERLUSCONI / MILANO - Nel corso di un'intervista concessa a 'La Gazzetta dello Sport' Fabio Capello ha detto la sua sulla cessione del club da Berlusconi ai cinesi, che sta monopolizzando le news Milan degli ultimi giorni e che dovrebbe sbloccare il calciomercato rossonero: "E' una svolta epocale. Silvio Berlusconi è stato il più grande presidente della storia del Milan. Neppure il suo peggior nemico può contestare i numeri: nessuno ha vinto come lui. Vado oltre il Milan: è stato uno dei più grandi dirigenti del calcio di tutti i tempi. Ha portato la sua squadra in cima al mondo. Ricordo quando si presentò dicendo 'vogliamo creare il club più forte in assoluto e offrire uno spettacolo indimenticabile'. Molti risero. Anche io rimasi scettico. Ha avuto ragione lui. Oggi i tifosi del Milan devono dire solo una parola: grazie".

CINESI - "Era destino che finisse così. Oggi un imprenditore, per quanto grande e con importanti mezzi finanziari come quelli di Berlusconi e Moratti, non può gestire da solo un club di respiro internazionale. La nuova realtà passa per le risorse dei gruppi arabi, cinesi e russi. Guardate la Premier: tutte le società più importanti, Leicester compreso, sono in mano a proprietà straniere. E’ una legge alla quale in Spagna si sottraggono per ora Real Madrid e Barcellona per la struttura particolare dei due club, mentre il Bayern è il colosso per eccellenza della Germania".

JUVENTUS - "A Torino si sono mossi con intelligenza e hanno una risorsa fondamentale: lo stadio. La Juve è riuscita anche a ricreare il famoso spirito di squadra di un tempo: giocatori come Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci e Marchisio hanno dato un’impronta. Ricordate le frasi di Buffon dopo il Sassuolo? Riportò tutti all’ordine. Lo scudetto? L’ho già detto: non c’è corsa. Chi sta meglio tra Inter e Milan? Direi l’Inter, nonostante i sei gol incassati con il Tottenham. Mancini è al lavoro da un anno e mezzo, mentre Montella è appena arrivato».

BERLUSCONI - "La mia riconoscenza nei suoi confronti è immutata. Il rapporto con lui ha segnato la mia vita in modo profondo. Nel calcio tutti hanno un’opinione. Lui aveva le sue teorie, ma sapeva confrontarsi con i suoi interlocutori. E’ capitato di avere opinioni diverse. Io l’ho sempre ascoltato, ma ho anche sempre deciso di testa mia. L’allenatore cammina perennemente sul ciglio di un burrone: se deve precipitare, meglio farlo per aver seguito le proprie idee".

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