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Calciomercato > Milan > Calciomercato Milan, Inzaghi: "Voglio restare per sempre". E tira una stoccata ad Allegri!

Calciomercato Milan, Inzaghi: "Voglio restare per sempre". E tira una stoccata ad Allegri!

L'attuale allenatore della Primavera racconta retroscena e segreti della sua esperienza in rossonero


Filippo Inzaghi (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

31/10/2013 18:00

CALCIOMERCATO PANCHINA MILAN INZAGHI ALLEGRI IBRAHIMOVIC CHAMPIONS LEAGUE / MILANO - Filippo Inzaghi, attuale allenatore della Primavera del Milan e indicato come possibile successore di Allegri in prima squadra, sarà l'ospite della prossima puntata de 'La tribù del calcio'. Ecco alcune anticipazioni della puntata che andrà in onda venerdì sera:

ADDIO ALLA JUVENTUS - "Venni al Milan per il corteggiamento pressante che Galliani e Berlusconi non smisero mai di farmi. Ricordo che un giorno mi chiamò al telefono Umberto Agnelli: mi disse che non aveva mai conosciuto un giocatore che voleva andare via dalla Juve. Avevo 28 anni, la voglia di mettermi in discussione non mi mancava e poi c'era San Siro, uno stadio veramente speciale. Mi sentii di farlo: e mai scelta fu più azzeccata".

FAME DI VITTORIE - "Quello che posso dire è che eravamo un gruppo di assatanati. Vincevamo la Champions? Subito ci dicevamo che dovevamo vincere la Supercoppa. Vincevamo la Supercoppa? Subito il pensiero andava all'Intercontinentale. Magari non riuscivamo a goderci i trionfi: ma adesso che alleno i ragazzi, quel che cerco di trasmettere loro è quella fame di vittorie che avevamo noi, quell'ambizione infinita. Ambizione che non fa rima con presunzione".

CHAMPIONS LEAGUE - "Col Milan ho vinto due Champions e tutti associano il mio nome soprattutto alla seconda, quella di Atene 2007, per la doppietta firmata in finale con il Liverpool. Ma in realtà io sento forse più mia la Champions 2003, quella che vincemmo a Manchester ai rigori contro la Juventus. Feci qualcosa come 12 o 13 gol, cominciai nel preliminare contro lo Slovan e non mi fermai più. Nel 2007, invece, fu tutto più difficile: prima la lunga inattività dopo l'operazione alla caviglia, poi il ritorno sui campi, naturalmente non al meglio. Tant'è che alla vigilia della finale di Atene Ancelotti era incerto se far giocare me o Gilardino. Giocai e segnai 2 gol, poi ne segnai uno al Siviglia nella finale di Supercoppa e 2 al Boca Juniors nella finale Intercontinentale. Cinque gol in tre finali, le tre finali più importanti, tutte vinte: non c'è riuscito nessuno, nemmeno Messi o Cristiano Ronaldo. E' un record che mi tengo stretto".

STOCCATA AD ALLEGRI - "Ho il rimpianto di non aver giocato di più a fianco di Ibrahimovic nel mio ultimo periodo al Milan. Tra di noi c'era un feeling incredibile, lui aveva gioia quando io segnavo: credo fossimo fatti per giocare assieme e fare coppia in attacco. In realtà non fu possibile: sapete tutti com'è andata (Inzaghi si riferisce all'ostracismo di Allegri nei suoi confronti, n.d.r.). Ma certo fu un peccato. Avessi potuto fare coppia stabile con Ibra forse adesso starei ancora giocando. Ma va bene lo stesso".

SOGNO - "Voglio restare al Milan per tutta la carriera. E se non sarà possibile me ne farò una ragione".




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