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Milan, Niang: "Sono cresciuto, in attacco non abbiamo bisogno di altro!"

L'attaccante francese ha poi aggiunto: "Al Leicester avrei giocato solo se Vardy stava male"

MILAN NIANG INTERVISTA / MILANO - M'Baye Niang alla conquista del Milan. Dallo spericolato tuffo alla rete messa a segno ad oggi di strada ne è passata: a giugno era dato come sicuro partente di questo calciomercato Milan, oggi è uno dei pochi attaccanti della rosa di Montella ad avere la certezza di restare. Dopo troppe 'ragazzate' che hanno segnato il suo passato, ora il francese classe '94 è pronto a ripartire da zero come ha assicurato nella lunga intervista concessa a 'La Gazzetta Sportiva'. Queste i passaggi più significativi:

IL ‘FAMOSO’ TUFFO - "E' stato un gioco in cui non vedevo nulla di male. Non ho pensato alle conseguenze. Quando ero lassù non percepivo il pericolo. Insomma, ero in alto ma non così in alto... Poi ho visto il video e mi sono reso conto. Capisco che, dopo un infortunio come il mio, la gente possa pensare che sono scemo. So di aver fatto una cavolata e non ho cancellato il video appositamente: ormai era in Rete, sarebbe stato peggio. Ho sentito dire che ho fatto quella sciocchezza per farmi cacciare, ma non è vero. Se sono qui è perché voglio restare qui".

PROMESSE - "Mi sento in fase di maturazione, sono tutte esperienze che mi hanno fatto crescere. In Francia diciamo che solo i matti non cambiano. L'importante è aver capito gli errori. Prima di quel tuffo era un anno e mezzo che non combinavo guai, credo sia il mio primato assoluto (ride, ndr). Ora voglio chiudere tutte queste storie e ricominciare. In tutta umiltà, credo di essere uno di quei giocatori da cui ripartire. Ho molta personalità, posso essere importante per questa squadra. Mi sento pronto a sopportare tutte le pressioni e ad avere responsabilità. Sono cresciuto come uomo e come calciatore. Voglio tornare in Europa, avere una stagione senza infortuni e fare tanti gol".

CALCIOMERCATO - "Veramente non ho mai pensato di andare via. Ho la testa qui, sono felice, perché cambiare? Pentito di non essere andato al Leicester? No. Quando Ranieri mi ha chiamato ho ascoltato la proposta, poi ne ho parlato con Galliani e Mihajlovic e si è deciso di non farne nulla. E comunque al Leicester avrei giocato solo se Vardy si fosse fatto male". 

RUOLO - "Il mio ruolo preferito è il centravanti o la seconda punta, ma se devo giocare esterno lo faccio senza problemi. La prima volta fu con Allegri, a destra. Da lui ho imparato tanto. Ho grandi margini di miglioramento".

ADDIO MENEZ-BALOTELLI - "Mi dispiace, perché sono due amici. Jeremy ha avuto molta sfortuna con l’infortunio. Mario si vedeva che voleva restare, ma quello che conta è il campo: evidentemente, col talento che ha, secondo il club non ha reso abbastanza. Comunque in attacco siamo messi bene, per me non c’è nemmeno bisogno di rinforzi".

D.G.

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