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Calciomercato > Juventus > Juventus, Guardiola rincuora Conte: "Squadra di valore mondiale, e' fra le big di Champions

Juventus, Guardiola rincuora Conte: "Squadra di valore mondiale, e' fra le big di Champions"

Il tecnico del Bayern Monaco crede ad una qualificazione dei bianconeri


Pep Guardiola (Getty Images)
Marco Di Federico

25/10/2013 07:36

JUVENTUS CHAMPIONS LEAGUE GUARDIOLA CONTE / MONACO DI BAVIERA (Germania) - La sconfitta contro il Real Madrid non pregiudica il cammino della Juventus in Europa. Ne è convinto Pep Guardiola, uno che di Champions League se ne intende visto che alla guida del Barcellona ne ha conquistate due. "Per la Juventus in questo periodo l'importante è sopravvivere. Anche se ha delle difficoltà rimane una squadra di valore mondiale, è fra le big di Champions. - le parole del tecnico a 'La Gazzetta dello Sport' - I conti si potranno iniziare a febbraio, le gerarchie non sono cambiate, italiane incluse. I bianconeri sono forti, possono vincere tre partite consecutive e qualificarsi".

BAYERN MONACO - "In ottobre non posso pensare a rivincere la Champions, ma soltanto a migliorare partita dopo partita. Stiamo andando bene, si può sempre fare di più. Io non voglio fare del Bayern un nuovo Barça. La mentalità è diversa: lo stile, l'ambiente, la cultura, i giocatori pure. Questo club ha conquistato troppo perché debba copiare gli altri. Sono venuto perché volevo allenare questi calciatori. E questo gruppo gioca diversamente dal mio precedente, perché gli interpreti sono diversi. Il Bayern è più grande delle mie idee. Io devo soltanto riuscire a mantenere il livello dell’anno scorso, di una squadra imbattibile che giocava in maniera incredibile. Un allenatore deve capire le qualità dei suoi uomini e saperle sfruttare". 

ROBBEN - "È un tema che piace, qui. L'altra sera abbiamo vinto 5-0 e le prime due domande sono state sul rigore. Sabato contro il Mainz ho deciso che doveva tirare Müller, l'altra sera contro il Viktoria Plzen preferivo calciasse lui, ma lui ha lasciato il pallone a Ribery. Forse non era convinto. Mi piace dare libertà ai miei giocatori, non sono un dittatore in panchina".




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