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Calciomercato > Serie A > EDITORIALE - I record dell'ottava giornata

EDITORIALE - I record dell'ottava giornata

Consueto appuntamento con l'editoriale del lunedi' sui temi del campionato


Rossi e Barzagli (Getty Images)
Eleonora Trotta Twitter: @eleonora_trotta

21/10/2013 23:19

EDITORIALE SERIE A/ ROMA - Undici rigori, eguagliato il record del 1950. Eppure il salotto dell'ottava giornata di campionato ha avuto altri argomenti, approfondimenti, riflessioni e protagonisti. Calciatori di copertina come Giuseppe Rossi con la sua sorprendente tripletta contro la Juventus, come il giovane Nicola Bellomo, tifoso nerazzurro doc che ha siglato la sua prima splendida rete in campionato proprio contro l'Inter e Miralem Pjanic, capace con la sua doppietta di far dimenticare l'infortunio di Totti e di rafforzare l'attuale primato della Roma.

Storie di calcio, vere, genuine e sentite, capace di spostare - incredibilmente - l'attenzione dei tifosi e dei media, dalle polemiche alle storie, dalle bizze di Balotelli alla dedica commossa del giovane Bellomo. Per un attimo, durato ben tre giorni, l'attualità si è trasformata racconto, quasi una punta di 'Sfide' prolungata.

E tra le tante emozioni, vince lo stupore e l'incredulità. Nessuno avrebbe scommesso su una sconfitta in rimonta della Juventus contro la Fiorentina, che fino a quel momento stava dominando la gara, senza soffrire minimamente la pressione dei viola e senza preoccuparsi troppo dei guizzi e giocate di Giuseppe Rossi. Un goleador ritrovato che fino ad un attimo prima delle sue reti, doveva essere sostituito.

In pochi, pochissimi, avrebbero puntato su una vittoria della Roma contro il Napoli dopo l'uscita, per stop, del capitano giallorosso e di Gervinho, due tra i giocatori più in forma del momento. Neanche Nicola Bellomo poteva immaginare un debutto così magico, alla Cassano: una rete che per bellezza e tecnica, lo paragona inevitabilmente al percorso iniziale del suo concittadino che si era preso il primo palcoscenico, proprio per quella fantastica rete contro la sua squadra del cuore.

E poi le conferme, sotto la voce però sempre delle sorprese di stagione. Il Verona con uno Jorginho inarrestabile, guidato da un allenatore, Mandorlini, che per tutta l'estate è stato in bilico per le sue 'simpatie politiche' (che andrebbero in ogni caso stigmatizzate…). Alessio Cerci, a metà tra conferma e rivelazione, sempre più decisivo in granata nell'anno del Mondiale e forse della sua consacrazione definitiva; Birsa, etichettato uno scarto da molti in estate, ma che con due gol ha permesso al Milan di guadagnare sei punti in attesa del recupero (?) di Kakà.

Queste prime giornate, hanno tuttavia scatenato dibattiti e discussioni anche sulle inattese prestazioni negative di Buffon (ieri colpevole sul secondo gol di Rossi), Paolo Cannavaro, costretto a chiudere il suo account twitter per gli insulti furiosi dei suoi tifosi, Alessandro Matri, pessima copia di quello apprezzato a Torino e fortemente voluto da Allegri in estate ed Hernanes, quasi mai decisivo in questa stagione deludente della Lazio.

Per più di 48 ore le polemiche sono magicamente sparite, i rigori discutibili (come quello assegnato alla Roma e al Sassuolo), archiviati, in attesa che il miracolo possa ripetersi anche nella tre giorni europea.




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