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Calciomercato > Altre Europee > Svezia, Ingesson racconta la sua partita contro il cancro

Svezia, Ingesson racconta la sua partita contro il cancro

L'ex calciatore di Bari, Bologna e Lecce è guarito da un mieloma con un trapianto di staminali



15/10/2013 11:42

SVEZIA INGESSON BARI BOLOGNA LECCE ELFSBORG / STOCCOLMA (Svezia) - Klas Ingesson - ex calciatore di Bari, Bologna e Lecce e attuale allenatore dell'Elfsborg - ha raccontato a 'La Gazzetta dello Sport' la sua battaglia contro il cancro: "Guarito?... E chi me lo garantisce? Per tre anni e mezzo mi sono lasciato bombardare di farmaci per tentare di debellare il mieloma. Nello scorso gennaio, ho giocato l’ultima carta della speranza: il trapianto di cellule staminali. È andato male l’auto-trapianto, invece è riuscita perfettamente l’operazione grazie alle cellule di un tedesco. Vorrei conoscerlo. Mi ha salvato, lo guarderei in faccia per trasmettergli la mia felicità, il mio senso di gratitudine. Ogni tre settimane mi sottopongo a controlli presso l’ospedale di Linkoping. E tutto procede bene".

PAURA DI MORIRE - "Sono passato da 79 a 106 chili, in una parabola di valori che mi abbattevano. In certi giorni ho pensato di non avere la forza per continuare la battaglia. Mia moglie Veronica e i nostri due figli sono diventati le catene alle quali mi sono legato per far scattare la molla psicologica. Il calcio mi ha aiutato tanto".

MESSAGGIO A CHI LOTTA CONTRO IL CANCRO - "Devono crederci, avere la fiducia nei medici e il coraggio per restare attaccati alla vita. Ogni mattina mi considero un superstite, che può godersi un altro giorno. Ho ricevuto migliaia di messaggi da ex compagni, tecnici e tifosi".

COSA MI MANCA - "Mi sono sottoposto a nove interventi chirurgici alla schiena: al limite, posso andare in bicicletta, ma con cautela. Ora peso 94 chili, nella mia media. Mi piacerebbe correre e invece non ce la faccio, non ho più muscoli. Ma, visto che da calciatore ho dato tanto sul piano atletico, ora posso riposarmi. Mi godo Veronica, Martin e Davide: finalmente non soffrono per causa mia".

S.D.




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