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Calciomercato > Italia > Italia, Abete a difesa di Balotelli: "Deve ancora crescere, ma intorno a lui troppa pressione m

Italia, Abete a difesa di Balotelli: "Deve ancora crescere, ma intorno a lui troppa pressione mediatica"

Il presidente federale torna sulla polemica attorno al bomber azzurro


Mario Balotelli (Getty Images)
Marco Di Federico

14/10/2013 09:22

BALOTELLI NAZIONALE ABETE ITALIA / NAPOLI - Anche quando non gioca Mario Balotelli finisce nell'occhio del ciclone. Il suo ultimo tweet ha fatto scalpore, così come la manata ad un cameraman all'arrivo a Napoli. Giancarlo Abete cerca di gettare acqua sul fuoco. "Balotelli sta vivendo un momento impegnativo, ha troppa pressione mediatica addosso. - le parole del presidente federale a 'Radio Anch'io lo Sport' - É sempre nell'occhio del ciclone, noi siamo convinti dei suoi valori, anche se a volte bisogna stare attenti a quello che si dice o si scrive. Lui ha molti pensieri adesso anche extra-calcistici, ha solo 23 anni ed è molto atttivo anche a livello di comunicazione. Deve crescere, speriamo nel più breve tempo possibile: i campioni devono esserlo a 360°, così come lo sono Pirlo e Buffon. Ripeto, nei suoi confronti c'è comunque troppa attenzione, anche all'interno del gruppo non giova la sua sovraesposizione. Ogni squadra ha un sistema di regole, tutti le devono rispettare per potere essere protagonisti".

ARMENIA - "Non è una gara da sottovalutare, è importante perchè potrebbe consentirci di essere testa di serie al girone dei Mondiali ed avere un percorso meno difficile. Come tutte le altre squadre del nostro girone l'Armenia ha avuto un percorso altalenante, a noi interessa confermare il ranking per i sorteggi dei Mondiali".

RAZZISMO - "Ogni evento viene valutato da più organi e gradi di giustizia. Su Juventus-Milan e la squalifica di 'San Siro' ho sempre detto che bisognava aspettare l'ultimo grado di giustizia. Cerchiamo anche di crescere da questi dibattiti, tutto ruota intorno alla responsabilità oggettiva dei club sia per il razzismo che per le scommesse. Bisogna capire quanto debbano pagare i club. Non vogliamo che la recidiva provochi un danno per tutti i tifosi. Va detto che abbiamo sentito parlare negli ultimi giorni troppi tifosi e poche società. Resta il dato di fatto che non è un problema italiano ma europeo. La discriminazione territoriale resterà all'interno delle norme della Federazione, toglierla sarebbe una sconfitta". Poi ha aggiunto ai microfoni di 'Sky Sport24': "Ultras? Ci sono persone che manifestano il proprio potere allo stadio. Ci sono dei delinquenti che si dicono tifosi ma non lo sono, perché i veri tifosi non creano un danno alla propria squadra. La discriminazione territoriale è discriminazione a tutti gli effetti: la goliardia e lo sfottò sono una cosa, tutti ci siamo affezionati, altro discorso è offendere la dignità umana".

CAMORRA - Ancora ai microfoni di 'Sky Sport24': "I veri simboli della lotta alla camorra sono coloro che hanno perso la vita per questa battaglia. Noi siamo qui per riconoscenza, ma non per questo diventiamo noi i simboli anti-camorra: lo è chi ogni giorno contrasta la malavita".




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