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Calciomercato > Lazio > Lazio, Lotito: "Club ostaggi dei tifosi. I 'buu' sono stupidi ma non razzisti"

Lazio, Lotito: "Club ostaggi dei tifosi. I 'buu' sono stupidi ma non razzisti"

Il presidente biancoceleste ha rilasciato alcune dichiarazioni nella giornata di oggi



09/10/2013 11:30

LAZIO CLAUDIO LOTITO RAZZISMO TIFOSI SQUALIFICA CAMPO DISCRIMINAZIONE TERRITORIALE / ROMA - E' un Claudio Lotito molto loquace quello che ha rilasciato nelle ultime ore dichiarazioni a 'La Repubblica' e a 'Uno Mattina'. Queste le parole del presidente della Lazio:

OSTAGGI DEI TIFOSI - "La Lazio ha lo stesso identico problema del Milan: siamo club sotto ricatto, ostaggi. Responsabilità noi? Ma che scherziamo? Che colpa abbiamo noi? Io ho combattuto una guerra senza quartiere a certa gente e allo stadio mi fischiano ancora oggi. Il problema è molto più grande, e va capito. È in primis una questione antropologica. Prima nella società c’erano i punti di riferimento, ora ci sono solo giovani psicologicamente fragili che si rafforzano nella più banale logica del branco. È attraverso il branco che questi ragazzini, che poi sono tutti tra i 14 e 18 anni quelli che fanno certe cose, si costruiscono un’identità. E lo stadio è il luogo dove si compiono i riti del branco. Quindi bisogna reprimere i fenomeni che arrecano nocumento alla collettività, i fumogeni, le bombe carta, le botte. Ma per quelli di maleducazione occorre intervenire con intelligenza e nelle sedi opportune".

DISCRIMINAZIONE TERRITORIALE - "La Figc ha recepito una regola europea. Io l’avevo detto subito che andava recepita cum grano salis,le norme devono attagliarsi agli usi e ai costumi dei posti dove si devono applicare, e alle infrastrutture. Se avessi uno stadio mio, da 30mila posti, dopo un po’ i tifosi li conoscerei a uno a uno, e potrei rifiutarmi di vendere i biglietti a chi so che si comporta male. Questo avviene negli stadi inglesi, dove c’è un rapporto empatico, intimo col club".

BUU RAZZISTI - "Come faccio a punire uno stadio, un club, una città per venti cretini? Ci vuole che la cosa sia almeno numericamente rilevante. Poi occorre distinguere: ci sono le sfaccettature territoriali, che sono frutto di una cultura sbagliata ma che non sono offensive. E ci sono i buu: non sono razzismo, sono stupidità e maleducazione, sono la classica azione i cui effetti vanno molto oltre la volontà di chi li compie. Se ne esce con l’intelligenza di capire quali sono i veri problemi, con la capacità di applicare le norme tenendo conto delle situazioni e con il buon senso di non drammatizzare: in Italia non siamo razzisti, in Italia il razzismo lo abbiamo solo subito".

S.D.




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