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Calciomercato > Roma > Roma, De Rossi: "Rapporto con Zeman? Non mi rimprovero nulla. La Nazionale mi ha salvato"

Roma, De Rossi: "Rapporto con Zeman? Non mi rimprovero nulla. La Nazionale mi ha salvato"

Il centrocampista giallorosso si racconta nel corso di un'intervista


Daniele De Rossi (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

04/10/2013 23:05

ROMA DE ROSSI DERBY GARCIA / ROMA - Daniele De Rossi, centrocampista della Roma, ha rilasciato una lunga intervista a 'Sky', di cui abbiamo già riportato alcuni estratti (POSSIBILE ADDIO - TOTTI E RAZZISMO - CARRIERA TUTTA IN GIALLOROSSO - MAZZARRI):

ANNATE PASSATE - "Ci mancava la continuità per l'intero arco dei novanta minuti. Gli altri anni facevamo magari 15-30 minuti buoni e poi ci spegnevamo, basta pensare alla partita contro il Bologna dello scorso anno. Le annate passate erano state disastrose e molti dei 'vecchi' avevano voglia di rivalsa, di cambiare assolutamente registro".

ZEMAN - "Le dichiarazioni di Zeman su di me? Non lo ricordo come un momento felice per la mia carriera. Venivo da una panchina, che avevo accettato non felice ma in maniera professionale. Solo dopo, a casa, ho scoperto queste dichiarazioni. Di tante cose che non sono andate bene l'anno scorso, dal lato professionale non mi rimprovero nulla. Sono andato in Nazionale e sono tornato come se nulla fosse. Io devo fare il calciatore: se lavori per 12 anni in un posto, capita anche il direttore di cui non condividi qualche idea. Ho continuato a rispettarlo, ci mancherebbe altro. Tornare a parlarne ora di certe cose significherebbe togliersi sassoline dalle scarpe che non ho".

GARCIA - "Come l'ho convinto a correre sotto la Sud? Lui è molto partecipe alle nostre vittorie. Lui sta creando questa cosa così bella, era giusto che andasse dai tifosi. E' giusto contenersi, come abbiamo fatto noi: non serve eccedere, come quando si perde. Con contegno e discrezione abbiamo festeggiato tutti insieme".

SALVATAGGIO SU EDERSON AL DERBY - "Importante per noi, per la classifica, per i tifosi, per il morale. In 11 contro 10, un derby che vincevamo, sono contento di aver salvato quel gol. Magari tirava fuori, per una volta diceva bene a noi".

AMBIENTE - "Questo ambiente non si può spiegare a chi non lo vive. Quando parlai di 'calunnie' nei miei confronti usai la parola giusta, ma non voglio che passi il concetto che io non riesca a vivere in questa città. Sono sempre stato rispettato da tutti quanti, anche dai laziali. A me piace tutto di questa città. Ho vissuto per due anni a Campo de' Fiori, col mercato alle sei di mattina e la movida. C'è tanta umanità, amicizia. Adesso, invece, vivo a Ostia, col mare d'avanti".

NAZIONALE - "La Nazionale m'ha salvato, tutto dopo il 26 maggio sembrava peggiore. Ho rimesso dopo una settimana gli scarpini ai piedi e avevo la nausea: "Ma che ci faccio qui". L'aria della Nazionale, da grande club, mi ha fatto bene e mi ha aiutato a rifissare gli obiettivi. La carriera deve andare avanti. Mondiali? Ci siamo anche noi, l'Italia non parte dietro le grandi. Prandelli è stato fondamentale: il discorso etico e il gioco hanno risollevato la Nazionale".

INTER-ROMA - "L'Inter è l'avversario più difficile forse finora, anche se le altre non erano facili. Sono fortissimi, immagino una bella partita, abbiamo creato sempre tante occasioni. Dal punto di vista del gioco ci metterà in difficoltà".




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