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Calciomercato > Juventus > Juventus, Conte e la Champions: "Il Real Madrid ci dira' chi siamo. Pirlo? Il collettivo em

Juventus, Conte e la Champions: "Il Real Madrid ci dira' chi siamo. Pirlo? Il collettivo emerge grazie a lui"

Il tecnico: "Vincere non e' solo importante, e' l'unica cosa che conta"


Antonio Conte (Getty Images)
Marco Di Federico

25/09/2013 10:48

JUVENTUS CHAMPIONS LEAGUE CONTE LIPPI PIRLO / TORINO - Dopo due Scudetti consecutivi non può che essere la Champions League il grande obiettivo stagionale della Juventus di Antonio Conte. L'esordio di Copenaghen non è stato positivo ma il tecnico sa bene che sarà soprattutto la doppia sfida contro il Real Madrid a determinare il futuro bianconero in Europa. "La Juventus appartiene a quella categoria di grandi squadre che hanno sempre bisogno di vincere. Vincere non è solo importante, è l'unica cosa che conta. - le parole del tecnico a 'Champions Matchday' - La vittoria della Champions nel 1996 è stata la mia più grande soddisfazione calcistica, la Champions League ha qualcosa di speciale e qualsiasi calciatore, allenatore e club vorrebbe sollevare il trofeo dalle grandi orecchie almeno una volta. Quest'anno la squadra è più esperta, la scorsa stagione molti giocavano in Champions League per la prima volta. Il Real Madrid è una delle squadre più ambiziose perché ha una grande storia, ha investito molto e vuole la decima coppa. Sarà una bella sfida e indicherà a che punto sono i nostri progressi".

LIPPI "Ho condiviso molti successi con Lippi. Abbiamo vinto cinque campionati, la Champions League, la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa. È stato un percorso che abbiamo seguito insieme. Ho imparato molto da lui e ho apprezzato le sue motivazioni. Giocavamo come adesso, cioé la domenica, il mercoledì e poi di nuovo la domenica, e lui ci allenava in modo da dimenticare la vittoria precedente e pensare a quella successiva. È una gran cosa".

PIRLO "I giocatori come Andrea sono difficili da trovare perché hanno una grande tecnica. Dà calma alla squadra nella fase di possesso e anticipa il gioco. Aggiungendo vari campioni a un sistema organizzato, dove tutti sanno quello che fa, le sue qualità spiccano ancora di più. Andrea non corre meno di prima. Ho studiato le statistiche ed è tra i 10 giocatori che hanno corso di più in Champions League. Lui non punta sulla forza fisica, ma sul cervello e sui piedi, e il collettivo emerge grazie a lui".

 




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