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Calciomercato > Genoa > Genoa, Preziosi: "Vorrei essere uno sceicco per regalare la stella ai tifosi"

Genoa, Preziosi: "Vorrei essere uno sceicco per regalare la stella ai tifosi"

Il presidente rossoblu fa un bilancio della sua esperienza alla guida del 'Grifone'



08/09/2013 11:53

GENOA CALCIOMERCATO PREZIOSI INTERVISTA LIVERANI / GENOVA - Enrico Preziosi, presidente del Genoa, ha rilasciato un'intervista a 'La Gazzetta dello Sport' in occasione dei 120 anni della società rossoblu:

BILANCIO - "Ci sono momenti, nella vita di un uomo, in cui ci si ferma per fare un bilancio. Se mi guardo indietro, in questi dieci anni vedo tante cose positive, nonostante tutto. Sono onorato di rappresentare un club che ha fatto la storia del calcio in Italia. Negli ultimi giorni quasi tutti i presidenti mi hanno mandato messaggi di auguri, a partire da Agnelli e Galliani. La gioia più grande? I derby vinti con Milito; successi rotondi, netti, schiaccianti. La delusione maggiore? Genoa-Venezia del 2005. Sono ancora qui a chiedermi perché sia successo tutto questo.  Il rimpianto? Sapere che sotto la mia presidenza difficilmente i genoani potranno realizzare quel desiderio che attendono da una vita (lo scudetto della stella, n.d.r.). È deprimente partire sapendo che non tutti sono alla pari".

SOGNO - "Avrei voluto vestire i panni di un sceicco, regalando a questa tifoseria risultati più prestigiosi. Penso di avere sbagliato tante cose, perciò ai genoani chiedo scusa. Ma sappiano che allo stesso tempo ho dedicato una parte importante della mia vita al calcio e, in particolare, al Genoa, in termini di risorse economiche, ma anche di stress e fatica. Ho sempre agito con la massima onestà intellettuale. Mi spiace se non sempre ho realizzato ciò che la gente chiedeva, ma spero di stare qui per i prossimi dieci anni con lo stesso impegno profuso sino ad oggi. Persino i fatti di Genoa-Siena, seppure portati all’eccesso, testimoniano l’attaccamento a questi colori. Un giorno sarebbe bello che i miei figli potessero sentire cose liete sulla mia presidenza. Il Genoa è una questione di cuore, e al cuore non si comanda. Chiedo solo di essere valutato per l’impegno messo nella società, senza pretendere che tutti siano d’accordo con me".

GASPERINI E LIVERANI - "Entrambi sono uomini di grande valore. Rispetto al Genoa di Gasperini, questa è una scommessa diversa. È l’anno zero. Liverani ha ereditato una situazione più difficile, dopo due stagioni sofferte, senza contare che sette-otto anni fa il contesto generale era differente".

CALCIATORI ROSSOBLU - "Gilardino è il centravanti dell’Italia, non lo scopriamo ora. Il suo valore è da anni sotto gli occhi di tutti. Perin è uno dei migliori portieri giovani, qualche volta è stato fortemente criticato, ma io ho preso un ragazzo di 35 anni, non di 27 o 28, come me ne avevano offerti, proprio perché Bizzarri ha grande esperienza, ma non le stesse ambizioni di carriera di un giovane. Il mio messaggio è chiaro: Perin è il titolare, lui deve dargli sicurezza. 'Se qualcosa non va ci sono io'.  A livello calcistico, Centurion mi dà solo certezze. Non lo conosco caratterialmente".

DERBY - "Non riusciremo mai a creare a Genova il clima della stracittadina di Milano. Fra Milan e Inter è una partita e stop. Qui no, il derby è la vita, e molto forse dipende anche dalle difficoltà della città al di fuori del calcio. Vedo gente arrabbiata, che cerca allo stadio motivi di rivalsa quasi personale. Penso che il successo in un derby sia una vittoria di Pirro, non ha senso tornarsene a casa distrutti, visto che dopo qualche mese se ne gioca un altro. I drammi veri sono altri".

S.D.




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