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Calciomercato > Francia > PSG, Ibrahimovic: "Guardiola codardo, Messi scolaretto. Mourinho? Per lui sarei morto..."

PSG, Ibrahimovic: "Guardiola codardo, Messi scolaretto. Mourinho? Per lui sarei morto..."

Il centravanti svedese torna ad attaccare il suo ex tecnico ai tempi di Barcellona


Zlatan Ibrahimovic (Getty Images)
Andrea Branco

06/09/2013 14:14

IBRAHIMOVIC AUTOBIOGRAFIA MOURINHO GUARDIOLA / PARIGI (Francia) - Ennesima stoccata di Zlatan Ibrahimovic nei confronti di Pep Guardiola, il tecnico in assoluto meno amato e stimato dallo svedese. Parole al miele, invece, per Mourinho, per il quale ha detto che "sarebbe stato disposto a morire". Il 'Daily Mail' riporta alcuni estratti della nuova autobiografia intitolata 'I am Zlatan Ibrahimovic'.


STIMA MOURINHO - "Lui lavora il doppio rispetto agli altri. Vive e respira calcio 24 ore sue 24. Non ho mai incontrato un allenatore che sa tutte le cose che sa lui. Conosceva addirittura il numero di scarpa del terzo portiere... E' una persona elegante e molto sicura di sé. Mourinho ha costruito legami stretti con i suoi giocatori attraverso gli sms e le situazioni familiari di ognuno, tenendosi tutto per lui. Ci preparava prima di ogni match. Era come un gioco di psicologia".

GUARDIOLA CODARDO- "Guardiola è un codardo senza spina dorsale. Andare al Barcellona è stato un po' come tornare all'Ajax, ho avuto l'impressione di essere tornato a scuola. Nessuno si comportava come una star, e per gente come Messi, Xavi e Iniesta, lo trovavo strano. Erano degli scolaretti. I migliori calciatori del mondo se ne stavano lì a capo chino e non dicevano niente. Era ridicolo! Facevano quello che gli veniva detto. Ero sprecato per stare lì, questa è la verità. Uno dei miei compagni di squadra mi disse una volta 'Zlatan, è come se il Barcellona avesse comprato una Ferrari ma guida come se avesse una Fiat'. Guardiola mi ha trasformato in un giocatore più semplice e quindi in un giocatore peggiore. E' stata una perdita per tutta la squadra. Non mi ha mai detto buongiorno né rivoltomi una singola parola. Ha sempre evitato il contatto visivo con me. Mi sono sempre chiesto se avessi sbagliato qualcosa. Ma non importa, non volevo essere amato da Guardiola, lui poteva anche odiarmi. Volevo solo capire. E a causa sua il Barcellona è stato costretto a svendermi l'estato dopo. Era pazzesco dopo 22 gol e 15 assist. Eppure avevo perso il 70% del mio valore. Di chi è la colpa? Di Guardiola".

 




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