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Calciomercato > Italia > Nazionale, Giaccherini: "La Premier e' una scelta di vita". Buffon: "Il futuro di

Nazionale, Giaccherini: "La Premier e' una scelta di vita". Buffon: "Il futuro di Prandelli..."

I due calciatori azzurri sono intervenuti in sala stampa per parlare ai cronisti


Gianluigi Buffon (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

04/09/2013 13:20

NAZIONALE CONFERENZA STAMPA LIVE BUFFON GIACCHERINI / FIRENZE - Gianluigi Buffon e Emanuele Giaccherini sono i due calciatori della Nazionale intervenuti in sala stampa per parlare ai cronisti. Segui la conferenza LIVE!

BUFFON - "Record di presenze in azzurro? Se dovesse filare tutto liscio in queste due partite, raggiungere questo traguardo sarebbe per me il raggiungimento di un obiettivo bello, ma comunque preventivabile. Sono titolare da 16 anni ormai. Lo vivo con un po' di distacco: è la normale conseguenza del percorso di un calciatore che ha iniziato presto e finirà tardi di giocare. Posso dire che le ultime 100 presenze in Nazionale sono state per me molto più che semplici presenze. Meritiamo la qualificazione per quello che abbiamo mostrato fino ad oggi ma dovremo fare attenzione perchè l'obiettivo non è ancora tangibile. Prandelli? Se dovesse annunciare l'addio lo troverei un 'non problema'. Spesso e volentieri, il percorso di un commissario tecnico è breve. Siamo colti tutti da un'ansia intempestiva. E' una situazione che va gestita nel migliore dei modi; abbiamo la fortuna di poter giocare un Mondiale in Brasile e dobbiamo pensare a quello, a prescindere da quello che faranno poi i vari giocatori o il tecnico. Qualche squadra prestigiosa che chiamerà mister Prandelli ci sarà nel caso dovesse lasciare la nazionale. E' un allenatore di prim'ordine e merita una grande squadra. Conte? Non ha mai detto che lascerà la Juventus il prossimo anno. Lui come eventuale ct? Sono un po' imbarazzato a commentare quest'eventualità. Certe valutazioni le dovrà fare l'allenatore chiamato in causa, è inutile fare spot promozionali. E' giusto che tutti gli allenatori sognino di poter allenare la Nazionale. Ci sono tanti allenatori bravi e l'eventuale sostituto di Prandelli potrebbe essere trovato in tempi brevi. L'impronta di Prandelli è stata molto importante: ci ha fatto capire che si possono raggiungere gli obiettivi anche divertendoci e privilegiando la tecnica rispetto al furore agonistico. Sfogo Prandelli? Non credo fosse uno sfogo ma un puntiglio, che porti a fare un passo avanti, che porti poi i giovani a responsabilizzarsi perché sono il futuro di questa Nazionale. Devi dimostrare un senso di responsabilità e di appartenenza molto spiccati per vivere questa maglia. Non nego di sentirmi alcune volte in imbarazzo perché in questi sedici anni di Nazionale tanti altri bravi portieri non hanno avuto tanto spazio: questo mi dispiace perché ho sempre privilegiato il gruppo rispetto alla mia felicità, però penso anche che quando si ha la fortuna e la bravura di poter far parte dell'èlite del calcio italiano non puoi chiudere la porta in faccia a un dono che ti è stato dato. Per cui per me non ci sarà alcun problema né se dovessero decidere di non chiamarmi più o mettermi in panchina. Però rifiutare un'eventuale chiamata della mia nazione mi sembrerebbe sputare su una fortuna, su un qualcosa che vorrebbero avere tutti ma hanno avuto tutti. Sarebbe una diserzione. Totti ha rinunciato? E' un discorso diverso, io svolgo un altro ruolo e lui ha avuto anche infortuni: sono state scelte logiche, che io non farei: ma non voglio dire che io sono nel giusto. Tanti errori dei portieri in campionato? Il ruolo di portiere è diventato difficilissimo, è impossibile trovare la perfezione in tutte le partite. Poi in Italia si cerca sempre di trovare il colpevole o sottolineare allo sfinimento l'errore, ciò non aiuta. Questo accade solo nel nostro paese, all'estero passano sopra gli errori e per i portieri diventa più semplice non perdere le proprie certezze. Da noi invece se Buffon fa dodici parate e poi fa un errore, conta solo questo: quando uno sbaglia tutto quello che fa dopo è inesistente e secondo me questo non è corretto. In Europa ci sono portieri fortissimi e fanno grossi errori ma non sono mai messi in discussione: questo in Italia non esiste. Lo scorso anno ho fatto sessanta partite, sbagliandone tre...si può?"

Buffon parla poi del futuro di Prandelli: "Con il mister non abbiamo affrontato questo tipo di confronto, per noi non è di vitale importanza: noi vogliamo fare bene le partite per qualificarci al Mondiale e poi fare un grande torneo, poi ognuno farà la sua strada. Sostituto? Non credo che la politica possa influire, mentre l'opinione pubblica ha sempre un certo valore. El Shaarawy? Sono stati presi giocatori che potrebbero metterlo in secondo piano, però è un giocatore di grandi qualità e ha la bravura per riemergere: dipende solo da lui. La Nazionale a cui sono più affezionato è quella del 2006, ma anche la Nazionale di Donadoni ricordo volentieri e quella degli Europei che è stata una grande squadra che ha stupito tutti e anche sé stessa, grazie alla forza del gruppo e all'attaccamento che abbiamo messo in campo".

GIACCHERINI - "Premier League è un campionato diverso, devo ancora conoscerlo bene. Ho iniziato bene, anche se non sono arrivati i risultati. La Juventus? Andar via è stata una scelta molto difficile perché ho lasciato il mister che ha dato una svolta alla mia carriera; ho valutato tutti gli aspetti, non solo quello economico, e ho fatto una scelta di vita per giocare con continuità. Sono consapevole, però, di aver rinunciato al top. Volevo tornare ad essere protagonista, non che non lo fossi nella Juventus, ma avevo bisogno di giocare. Ho sentito Prandelli prima di accettare il Sunderland e mi ha detto di stare tranquillo, che mi avrebbe tenuto d'occhio anche in Inghilterra. Di Canio mi ha fatto trovare subito a mio agio nel club, sta dando la sua impronta alla squadra. Queste due partite con la Nazionale ci possono permettere di affrontare le gare successive con maggiore continuità".

 




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