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Calciomercato > Milan > Calciomercato Milan, Allegri: "Ecco perche' sono restato, spero in un regalo". E su El

Calciomercato Milan, Allegri: "Ecco perche' sono restato, spero in un regalo". E su El Shaarawy...

L'allenatore rossonero si confessa in un'intervista nella quale parla del suo rapporto col club


Massimiliano Allegri (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

07/08/2013 07:27

CALCIOMERCATO MILAN INTERVISTA ALLEGRI / MIAMI (Stati Uniti) - Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, ha rilasciato una lunga intervista a 'La Gazzetta dello Sport'. Queste le sue dichiarazioni:

GIOVANI - "E’ stimolante allenare i giovani. Hanno fame e voglia di vincere. A vent’anni si possono avere l’incoscienza e la follia di provare cose che pensandoci bene non faresti".

LA SCELTA - "Io mi fido del mio istinto: quando non l’ho seguito, ho sbagliato. Abbiamo parlato, io, Galliani e il presidente, e abbiamo deciso di continuare. Per me questa è una nuova sfida".

CAMPIONATO - "Credo che sarà un campionato più equilibrato, con una frattura fra le prime sei-sette e le altre. Ma la Juve viene da due vittorie, ha preso giocatori bravi e quindi è la favorita per forza. Dopo lo scudetto i favoriti eravamo noi, la Juve ha lavorato bene e ci ha battuti. Chi vince parte davanti, è così che funziona".

CONTE E MAZZARRI - "Io sto sempre tranquillo. Solo che alla Juve hanno preso qualche mia battuta troppo sul serio. C’è qualcuno che dovrebbe fare un bel corso di umorismo. Io ho la fortuna di essere di Livorno. L’umorismo per me è una cosa naturale. Io rispetto tutti. Ma il carattere è una cosa e la capacità professionale un’altra. Conte ha fatto un lavoro eccellente, Mazzarri è bravo e farà bene anche all’Inter".

IL MILAN - "Ho una squadra di ragazzotti di qualità e che rispetto all’agosto scorso abbiamo il vantaggio di essere insieme già da un anno. Abbiamo dall’inizio Balotelli che è stato il colpo del 2013, abbiamo recuperato De Jong. E ho fiducia in Galliani: di solito nel finale fa sempre buoni colpi di mercato. I giovani sono cresciuti, e se migliorano le qualità individuali migliora il gioco. Se io faccio giocare qualche ragazzo non è perché è un giovane e devo lanciarlo: se lo scelgo, lo scelgo perché è bravo. Petagna e Cristante hanno cominciato bene con la prima squadra: prima meglio Cristante, ora meglio Petagna. Ma bisogna avere equilibrio con i giovani, non esaltarsi se fanno bene e non ammazzarli quando sbagliano: El Shaarawy, che al primo anno di Milan a volte non veniva convocato, poi ha fatto 28 presenze. I ragazzi che abbiamo devono crescere, ma hanno qualità. Sono curioso di vedere Vergara e Gabriel".

GAP CON LE BIG EUROPEE - "Se sia maggiore di un anno fa non lo so. Ma Real, Barça e Bayern sono una spanna sopra. In Champions può succedere di tutto, ci sono Manchester United e City, Psg e Borussia, ma è molto difficile che falliscano tre grandi club. Competere per la Champions? Il Milan è stato coraggioso a chiudere un ciclo e dare una svolta. L’anno scorso dopo le cessioni di Ibra e Thiago sembrava un anno tragico, e siamo riusciti ad arrivare terzi e a giocarci il preliminare di Champions…L’ideale sarebbe restare sempre fra le prime tre e far crescere i ragazzi".

BALOTELLI -
"Bene. In fondo è ancora un bambinone. E poi è una persona educata, ma ha 23 anni, e va trattato come uno di 23 anni che deve migliorare in molti sensi. Mario sa cosa deve fare. Gli ho parlato a lungo, sa di essere il nostro giocatore più importante, quello tecnicamente migliore. Deve prendersi le sue responsabilità. Deve diventare il nostro leader tecnico. Non può essere il leader sul piano psicologico, perché è una persona timida. Meglio allenare Ibrahimovic o Balotelli? Pensi che ho avuto la fortuna di allenarli tutti e due…Ibra per i primi quattro mesi è stato stratosferico, ci faceva vincere da solo. Poi è stato il solito grande Ibra per l’anno e mezzo successivo, ma i primi mesi sono stati incredibili. Mario è diverso, anche tecnicamente. Ibra ha più passaggio, Balotelli ha più dribbling. Ma ha potenzialità indescrivibili e deve migliorare tanto. Quando lavorava con Mourinho aveva cinque anni in meno. Con me di sicuro non piange".

MODULO - "A seconda degli avversari possiamo avere tre punte o due punte e un trequartista. Con Berlusconi siamo d’accordo. E poi nelle mie squadre ci sono sempre quattro giocatori offensivi: tre attaccanti più un centrocampista che si inserisce. In Europa nessuno gioca con la difesa a tre, che poi è sempre una difesa a cinque. Io sfrutto i giocatori che ho. E a me piace la difesa a quattro, con il centrocampo a tre In una squadra serve la tecnica, ma il Milan gioca sempre con quattro giocatori d’attacco. Non vi bastano?".

CESSIONE EL SHAARAWY - "Il Napoli ha ceduto Cavani e ha reinvestito, lo stesso ha fatto la Roma con Marquinhos. Detto questo, son contento che sia rimasto, perché Stephan ha fatto buone cose e ne farà di migliori. Bisogna guardare i fatti: i club italiani devono autofinanziarsi. Con tutti i soldi che girano nel resto del mondo, è impossibile essere incedibili. In Italia non ci sono giocatori incedibili".

OGBONNA - "E’ un buon difensore, la Juve aveva una grande difesa e l’ha migliorata. Ma noi abbiamo preso Silvestre e quelli che avevo sono bravi. Criticano tanto la mia difesa, ma nel girone di ritorno abbiamo preso pochi gol. Significa che la squadra ha lavorato bene, perché se li lasci soli anche i difensori migliori del mondo fanno fatica".

LEADER - "Ce ne sono tanti. Montolivo è cresciuto molto sul piano della personalità, poi c’è Abbiati che sembra un orso, ma è un uomo vero, sul quale un allenatore può contare, e c’è Bonera. De Jong ha carisma e personalità. Non credevo che tornasse al top così presto".




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