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Calciomercato Napoli, De Laurentiis: "Cavani voleva andar via gia' lo scorso anno. Il suo erede..."

Il presidente 'azzurro' parla a trecentosessanta gradi in una lunga intervista


Aurelio De Laurentiis (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

17/07/2013 09:00

CALCIOMERCATO NAPOLI INTERVISTA DE LAURENTIIS BENITEZ CAVANI DAMIAO SUAREZ DZEKO / NAPOLI - Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista a 'Il Mattino'. Queste le sue dichiarazioni:

SENSAZIONI - "Le prime sensazioni sul ritiro sono positive perché c’è armonia e non c'è rigidità, sembra un ritiro tra amici. Ci sono i giovani della Primavera, i vecchi e i nuovi innesti: vedere che tutti sono collaborativi, anche se qualcuno non farà parte della nuova rosa, è importante".

LA SCELTA DI BENITEZ - "Non ci ho pensato su due volte, ci ho messo tre secondi. Con Mazzarri, sono stato al gioco aspettando la sua risposta fino all’ultimo ma sapevo che voleva andare via. Avevamo già sondato tanti tecnici: Allegri, Montella, Vilas Boas, Pellegrini. Telefonai personalmente anche a Klopp del Borussia Dortmund. Ma ho scelto Benitez. Parla inglese, italiano e spagnolo e potrà dialogare con tutti i calciatori in modo che nessuno vada in depressione o se ne stia nell’angolo. Ha vinto tutto con squadre importanti ma che non erano pienissime di top player continuando poi a trionfare in società non blasonatissime anche se di prima fascia. Mi è piaciuto il fatto che sia riuscito a fare un ottimo lavoro con giocatori giusti per il suo modo di vedere il calcio e non necessariamente con delle star. È fondamentale che un allenatore si prenda le responsabilità e non le dia ai direttori sportivi o allo scouting, perché se non si conoscono i calciatori devi rimanere nel terreno italiano. Quando parli a Benitez di un calciatore, lui fa scattare la sua agenda mentale e va subito a interrogare il proprio computer. Con l'Inter ha vinto due coppe, ma è arrivato nel momento sbagliato del dopo Mourinho".

ADDIO CAVANI - "Ci siamo salutati dopo l’ultima partita di campionato e ci siamo stretti la mano, poi ci siamo sentiti costantemente con i suoi agenti. Lui aveva già chiesto l’anno scorso di andare via. Andai a trovarlo in Inghilterra, ci sedemmo cinque secondi a Castelvolturno trovando l’accordo per il rinnovo fino al 2017. Stessa cosa per Lavezzi, che voleva andare via già l'anno precedente e poi rimase un anno in più. In questi casi metti la clausola rescissoria perché speri che nessuno te la paghi. Infatti per Cavani il Real Madrid si è rifiutato subito, il City pure e il Chelsea non si è mai fatto avanti. I calciatori sono professionisti. Lo capisco, io me ne sarei andato tante volte dall'Italia: giuro su mio padre che ci resto solo per il Napoli e non per il cinema, il parco tematico o altri mille interessi. La separazione da Soledad può aver inciso nella sua scelta? No, non credo proprio. Nelle scelte dei giocatori una componente è quella dei procuratori, ma a condizionare possono essere anche i familiari".

EREDE CAVANI - "A Benitez piaceva moltissimo Dzeko. Il Manchester City voleva prendersi Cavani ma oltre una certa cifra non è arrivato. Alcuni calciatori fanno gola a tutti, come Lewandovski che ho contattato varie volte, ma era stato già venduto al Bayern Monaco. A Benitez piace soprattutto Damiao (LEGGI L'INTERVISTA ESCLUSIVA AL DIRETTORE SPORTIVO DELL'INTERNACIONAL) perché ha 24 anni e la fame giusta per trovare una consacrazione. Seppure con una tipologia diversa, potrebbe ripetere il successo di Cavani. Contattai anche Suarez e ho fatto un tentativo per Gomez ma non volevo fare uno sgarbo ai Della Valle e le idee di Benitez erano altre. Sono contento che non abbiamo ancora concluso con l'attaccante. Benitez con i giocatori già a disposizione potrà scegliere al meglio chi si adatta di più al suo modulo: mi ha già detto che se non dovessimo avere una punta da 30-40 gol andrà bene lo stesso perché possono segnare molto anche Callejon, Mertens e Insigne. Si sta cercando di mettere in piedi una squadra forte, l’anno scorso eravamo sempre gli stessi undici al massimo 14 e gli altri venivano lasciati per strada. Invece lui ne vuole 25 e cura anche i giovani. Preferisce farli maturare con sé piuttosto che farli giocare in altri posti. E quest’anno ci sarà più qualità nella rosa".

NUOVO CICLO - "Questo è l’inizio di un nuovo ciclo. Abbiamo chiuso con un anticipo di un anno il mio obiettivo che prevedeva in un decennio dall’acquisto del Napoli di collocarmi stabilmente tra le prime squadre italiane e tra quelle che partecipano alle coppe europee. Adesso comincia un altro ciclo di crescita in cui vogliamo dire la nostra ovunque. E poi la palla è rotonda e si gioca in undici, siamo venti squadre a competere e vediamo dove riusciremo ad arrivare. Certo, se uno dice proviamo ad arrivare nelle prime cinque e non pronuncia mai la parola scudetto per non farsi mai rimproverare nulla, si tratta di un modo infantile che io in passato ho assecondato. Invece adesso dico che noi lotteremo per vincere tutto quello che possiamo vincere. E se lo scudetto non viene subito, può venire l'anno prossimo, oppure tra due anni. C’è chi non dice di voler arrivare primo perché arrivando secondi pensa che possa essere una sconfitta: io sono fiero del nostro secondo posto. Anche per la Champions voglio arrivare il più lontano possibile. E tornando al campionato, per noi non centrare i primi due posti significherebbe un danno di 60-70 milioni sia per gli sponsor, sia perché diminuiscono gli abbonati. Come festeggerei se vincessimo lo scudetto? Metterei a disposizione una bottiglia di champagne alta venti metri per condividerla allo stadio con tutti quelli che ci hanno accompagnato. Poi farei una settimana intera di festa con tutti i napoletani. La Juventus? E' favorita ogni anno. L'Inter di Mazzarri, come dice lui, arriverà tra le prime cinque".

I NUOVI ACQUISTI - "Mi hanno fatto un'ottima impressione, sono persone con la faccia pulita e in campo li ho visti molto reattivi. L’impressione è buona ma è presto per giudicare. Hamsik sempre più la bandiera? Lo stimo moltissimo e sono molto legato a lui affettivamente, mi aspetto grandi cose".




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