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Calciomercato > News > Calciomercato, Mancini apre alla Nazionale: "Potrebbe piacermi". E sulle italiane in Champ

Calciomercato, Mancini apre alla Nazionale: "Potrebbe piacermi". E sulle italiane in Champions...

L'allenatore di Jesi, senza panchina dopo l'esperienza al Manchester City, ha parlato del suo futuro e non solo


Roberto Mancini (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

07/07/2013 08:43

CALCIOMERCATO ITALIA NAZIONALE MANCINI INTERVISTA / JESI - Roberto Mancini, terminata l'esperienza sulla panchina del Manchester City, si gode un po' di relax e attende la chiamata di una nuova squadra. Nel frattempo, ha rilasciato un'intervista a 'La Gazzetta Sportiva'. Ecco le sue dichiarazioni:


FUTURO - "In Nazionale dopo Prandelli? Mi potrebbe piacere. E’ più difficile allenare una Nazionale perché un giocatore non lo hai tutto l’anno. Se accetterei una proposta della Figc? Battete sempre sui soldi, ma vi dico una cosa: io non rimarrò fermo. Potevo incominciare già adesso, ma ho preferito staccare. Ne avevo bisogno, anche mentalmente. Sto a Jesi, qui è stupendo. Poi comincio a girare, andrò a vedere un po’ di lavoro di colleghi, le partite di qualche amico".

EL SHAARAWY -
"Mi piace molto. Se è da calcio inglese? Quel campionato va capito, serve tempo. Spero tanto che stia in Italia. Il nostro calcio non può e non deve perdere tutti i più forti".

BALOTELLI - "Dipende solo da lui. Se Mario pensa solo a giocare può essere tra i più forti, ma lo distrae un po’ tutto".

CHAMPIONS LEAGUE - "Si vince con l’esperienza. Non hai tante partite, se ne sbagli due sei fuori. Non è facile giocare e vincere la prima gara, soprattutto se in trasferta: ti può dare la svolta. Non concordo con chi dice che oggi sono più forti le tedesche, o prima ancora le inglesi. E' vero, però, che i tedeschi hanno un lungo periodo di riposo e che le inglesi un po’ calano perché invece non staccano mai".

BAYERN MONACO - "Ha una storia. E' una squadra abituata a giocare ad alti livelli. Non è solo Robben e Ribery, è piena di stelle. Soprattutto però è solida dietro, non concede, subisce pochi gol. Ha tecnica ed è forte in contropiede. E’ la squadra da battere".

BORUSSIA DORTMUND - "In grande crescita negli ultimi due anni. E’ una squadra giovane con giocatori molto interessanti, non soltanto Lewandowski. E’ fisica e tecnica, da questo cocktail nascono i risultati. Ma sarà dura ripetersi".

BARCELLONA - "Per me è tuttora la squadra più forte. Non si può vincere tutti gli anni, ripetersi è difficile, l’ho già detto. Nel Barça mi piacciono tutti, Iniesta è uno dei più forti del mondo. E’ una squadra che non butta mai via la palla. E i dirigenti sono stati bravi a capire che qualcosa andava sistemato e hanno preso Neymar. Ve la immaginate una coppia Messi-Neymar?".

REAL MADRID - "Squadra straordinaria, un’altra storia del calcio. Non vince perché la Champions è difficile e la spunta uno solo per tanti fattori, fortuna compresa. Forse ha meno gioco del Barcellona, ma ha Cristiano Ronaldo, un calciatore completo che fa sempre due gol a partita".

MANCHESTER UNITED - "E' al di sotto di queste super potenze come giocatori. Deve rinnovare e lo sa. Ma, come il Bayern, ha l’esperienza e un’altra forza straordinaria: il pubblico. Che in certi casi è determinante".

MANCHESTER CITY - "Non ho più sentito nessuno, quando una storia finisce, finisce. Il City sta migliorando. Qualche anno fa non era in Premier League. L’ha vinta. In Champions ha avuto il girone più difficile. Ora ha perso due uomini importanti, Tevez e Balotelli. E’ un po’ come la Juve, è in crescita, può arrivare, ma ancora un po’ sotto".

JUVENTUS -
"Può vincere ma è un gradino sotto. Ha preso Llorente e Tevez potenziando l’attacco. E fidatevi: Carlitos è tranquillo, non è una testa calda".

MILAN - "Squadra giovane, ma con la storia. Che conta. In Champions fa sempre buone cose. E’ superiore al Napoli".

NAPOLI - "Vendendo Cavani perde molto. Sono sicuro, però, che in Champions farà bella figura".

PSG - "Come il City, aggiunge qualità e in due anni ha fatto grandi passi. Se la coppia d’attacco è davvero Cavani-Ibra sarà spettacolo. Il problema è solo uno: l’esperienza".




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