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Calciomercato > News > SPECIALE, Spagna-Italia: quando i pronostici non contano

SPECIALE, Spagna-Italia: quando i pronostici non contano

Dal 3-2 col Brasile nel '82 ai successi contro la Germania nel 2006 e 2012, ecco alcune delle epiche vittorie da sfavoriti


La gioia di Fabio Grosso in Germania 2006 (Getty Images)
Hervé Sacchi

27/06/2013 12:39

SPECIALE ITALIA SPAGNA VITTORIE SFAVORITI BRASILE GERMANIA OLANDA / ROMA - Senza mezze misure. Il tifoso italiano, in rare occasioni, conosce le sfumature dei pronostici. Specie quando è la Nazionale ad andare in scena. Della serie che gli avversari o li asfaltiamo o ci asfaltano. Spesso, l'ipotesi disfattista prevale, specie nei confronti con selezioni blasonate, di grande caratura. Insomma, quelle big mondiali che, ciclicamente, sembrano essere sempre più forti di un'Italia che, molti dimenticano, ha comunque quattro titoli planetari in bacheca. E dalla medesima storia, passano tutte quelle partite in cui l'Italia sembrava mezza morta, destinata ad un trapasso veloce e indolore. Ne abbiamo viste tante, ma riaprire il cassetto dei ricordi è sempre emozionante.

BRASILE 1982: L'ULTIMO SUCCESSO - Non li battiamo da allora, ma quell'ultima volta resta memorabile. Contro tutto e tutti, la Nazionale di Bearzot riesce nell'impresa di sconfiggere il Brasile in un match epico. Una partita, quella del 5 luglio 1982, che giunse sì dopo la comunque importante vittoria contro l'Argentina ma che, allo stesso tempo, non seppe trasmettere quell'identità e quelle speranze di vittoria che, invece, divennero contagiose in seguito al successo per 3-2. La tripletta di Rossi resta un ricordo indelebile, in parte più sentito anche del 3-1 alla Germania in finale.

OLANDA 2000: I RIGORI SORRIDONO
- Di fronte alla selezione di casa, alimentata da una voglia matta di raggiungere la finale, la Nazionale di Zoff spezza l'incantesimo dei rigori, tradizionalmente sfavorevoli ai colori azzurri. Contro l'Olanda, oltre a partire con i soliti sfavori del pronostico, riusciamo a concludere un primo tempo sotto di un uomo (Zambrotta espulso). La provvidenza, quel giorno, portava un nome, ovvero Francesco Toldo. Smettere i panni di rimpiazzo e vestire quelli di eroe, il passo è breve. Toldo fu capace di parare un rigore a Frank de Boer nel primo tempo e poi di ripetersi per altre due volte nella sessione finale. Il 'cucchiaio' di Totti mette il sigillo scenico su un'altra delle grande imprese della nostra Nazionale.

GERMANIA 2006: ALTRO GIRO, ALTRO SMACCO - Per noi il 4-3 del '70 e il 3-1 del '82 hanno un grande significato. Si sa, anche le sconfitte lasciano il segno. Bisognerebbe intervistare il popolo tedesco, specie quelli che il 4 luglio 2006 assiepavano gli spalti del Westfalenstadion di Dortmund, e chiedere loro quanto grande fu lo smacco e la delusione rispetto ai succitati precedenti.
Difficile negare. Vincere il Mondiale in casa era un obiettivo troppo importante, tale da caricare di motivazioni il nostro avversario e farci passare come vittima sacrificale sulla strada di Berlino. La resistenza della Nazionale di Lippi è stata stoica, come nelle più dure battaglie. E quando poi Fabio Grosso indirizza quel pallone verso la rete a poco più di un minuto dalla fine, capisci che i disfattisti, come la Germania, hanno perso un'altra partita.

GERMANIA 2012: MOSTRIAMO I MUSCOLI - Rispetto a sei anni prima, restiamo sfavoriti. La voglia di essere protagonisti, tuttavia, scorre nel sangue degli azzurri, pronti a dare voce e fatti alla voglia di riscatto di un'Italia in crisi. La gioia è dietro l'angolo, anche se in seguito non troverà la via di Kiev. Ma questa è un'altra storia.
A Varsavia, è lo show di Mario Balotelli. L'attaccante azzurro sale in cattedra con una doppietta e mostra i muscoli in un'esultanza che rimane, a distanza di un anno, tra le più imitate e parodiate. I due gol alla Germania non sanciscono solo l'entrata definitiva di SuperMario nell'élite dei migliori attaccanti mondiali ma anche l'ennesimo insuccesso dei teutonici contro gli azzurri.




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