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Calciomercato > Inter > Inter, presentazione Mazzarri: "Napoli, non ti ho tradito. La rosa dovra' cambiare"

Inter, presentazione Mazzarri: "Napoli, non ti ho tradito. La rosa dovra' cambiare"

L'ex allenatore del Napoli si e' presentato ai giornalisti dopo aver firmato con i nerazzurri


Walter Mazzarri (Getty Images)
Matteo Torre (twitter: @torrelocchetta)

06/06/2013 12:00

INTER MAZZARRI PRESENTAZIONE CONFERENZA STAMPA / APPIANO GENTILE - E' il giorno di Walter Mazzarri in casa Inter. In conferenza stampa si presenta il nuovo allenatore nerazzurro, reduce da un quadriennio di primo piano nel Napoli. Calciomercato.it ha seguito in diretta per voi le sue prime dichiarazioni da tecnico interista.

IL SEGRETO DEL SUCCESSO - "Non conosco segreti, non sta a me dirlo. Credo di essere stato, in questi dodici anni di carriera, un allenatore che ha basato la propria storia sul rispetto delle regole, reciproco con i giocatori e lo staff. Grazie a Dio finora mi è andata sempre bene nel calcio: il successo penso sia dato dalla cura dei dettagli, dal lavoro e dal sacrificio. E' uno sport, ma a livello professionistico così alto bisogna credere in queste componenti, per me fondamentali quasi quanto l'abilità dei giocatori stessi e dell'allenatore. Al di là della tecnica, occorre preparazione mentale".

PERCHE' L'INTER? - "Napoli è stata una scelta a se stante: concludere dopo quattro anni il ciclo è stata una decisione maturata, come ben sapete, all'inizio dell'ultimo anno. Quando andai in ritiro rifiutai l'allungamento del contratto, perché già avevo pensato che avrei lasciato per mancanza di stimoli. Potevo anche restare fermo, se non ci fosse stata una proposta che mi tornava a dare grandi stimoli. Ne ho avute altre, non dico per correttezza quali; quando ho incontrato Moratti mi è piaciuto tutto, mi sono sentito pronto e carico per questo nuovo percorso".

ORGANICO - "La rosa non può essere quella che ha finito il campionato passato: parlo dei risultati, del rendimento. I valori tecnici dei ragazzi erano superiori ai risultati raggiunti. Ho grande rispetto per chi ha lavorato prima di me per l'Inter, ma ho il dovere di valutare tutti i giocatori che la società mi metterà a disposizione. La sopportazione alla fatica e al sacrificio è quanto voglio vedere in ritiro, dopodiché relazionerò alla società e saprete quali scelte di mercato farà il club".

NAPOLI - "E' stato un bellissimo matrimonio, come in tutti i matrimoni c'è un inizio e una fine... (risate generali, ndr). Scusate, a volte ci può essere una fine. Ho fatto una gaffe... Non vorrei mai sentire la parola tradimento: non la accetto, credo di aver fatto molto bene a De Laurentiis e a tutta Napoli. Niente polemiche, va bene così".

MORATTI - "Ne ho avuto una grande impressione: è un signore. L'ho visto molto deciso a prendere un allenatore con le mie caratteristiche. Sono contento, penso di saper fare quello che lui vuole. Cosa mi ha chiesto? Un Presidente come lui sa come lavoro sul campo. In più credo di essere un allenatore 'accentratore': sono il punto di riferimento principale degli altri collaboratori che la società mi mette a disposizione. Moratti voleva un tecnico di personalità e credo di averla: mi piace prendermi tutte le responsabilità, anche di preparazione fisica e reparto sanitario".

OBIETTIVI - "Non dobbiamo mollare mai, dobbiamo vendere cara la pelle per soccombere. Il calcio non è una scienza esatta, ma ha bisogno di scienze: dobbiamo avvicinarci alla perfezione. Voglio che il tifoso interista sia orgoglioso di noi, perché ora vuole vedere una squadra tosta, che se la giochi con tutti. Viste le statistiche dell'anno scorso, dobbiamo tornare a vincere nel nostro stadio e limitare le sconfitte".

COLLABORATORI - "A parte Giuseppe Baresi, che resterà essendo un volto storico e una bandiera dell'Inter, e che mi aiuterà a inserirmi al meglio, ho portato quelli che mi hanno accompagnato per tanti anni: il primo è Pondrelli, Preparatore atletico; il secondo è Frustalupi, mio vice; collaboratore tecnico sul campo sarà Luca Vigiani; Papale, Preparatore dei portieri; consulente tecnico, che mi collegherà con la stampa e la società, sarà Giuseppe Santoro. Questo lo staff di campo. Poi avrò osservatori che non compariranno ad Appiano Gentile".

PRIMO ANNO - "Ho già fatto delle considerazioni di mercato con Branca e Ausilio, ma ovviamente non parlerò alla stampa di questo tema, come già facevo in passato. Voglio 22 giocatori in ritiro, più 4-5 ragazzi che li sostituiscano in momenti di difficoltà. Molti dei giocatori che verranno in ritiro, ne sono convinto, resteranno".

NUOVI SOCI - "Riporto quanto detto da Moratti: qualsiasi soluzione che possa fare bene all'Inter va bene. Sottoscrivo le parole del Presidente. A noi interessa che tutto quello che potrà venire sia positivo per il futuro della società".

GIOVANI - "Sarò molto attento a questo aspetto: dato il fair play finanziario, il futuro di ogni società dipende anche dal Settore giovanile. Mi sembra di aver già fatto un primo accenno con Ausilio circa la Primavera: cercherà di giocare col modulo della Prima squadra per agevolare l'eventuale passaggio di categoria. Roma non si fa in un giorno: ho le priorità, pian piano cercherò di seguire ogni aspetto".

RITIRO - "Il prolungamento del ritiro a Pinzolo rientra nel discorso di dover far capire subito che bisogna credere nella cultura del lavoro. Faremo doppia seduta nei primi quindici giorni: non intendiamo cambiare la preparazione che portiamo avanti da anni. Bisogna lavorare intensamente, per massimizzare la sopportazione alla fatica".

KOVACIC - "Preferisco non esprimermi troppo finché non alleno un giocatore. Lo conosco, avendoci giocato contro: è un talento, ma voglio parlarne solo quando lo avrò allenato per delle settimane".

MOURINHO - Un paragone ingombrante con lo 'Special One'? "Non ho mai pensato ai confronti: un allenatore è come un artista, è a sé stante, non si possono fare paragoni. Io ho una caratteristica: spero sempre che il meglio debba ancora venire. Se vado in un posto voglio portare entusiasmo e lasciare un segno. Fino ad oggi mi è sempre riuscito e voglio tentare di farlo anche all'Inter. Ho stima di Mourinho, è un allenatore vincente. Da avversari può esserci stata qualche scaramuccia per la voglia di vincere, ma stima e rispetto da parte mia sono immutate".

COSA MANCA? - "Voglio lavorare sull'autostima dei calciatori. Quando le negatività si accumulano c'è il rischio che i ragazzi che hanno vissuto la stagione passata possano risentirne ancora. Al di là di arrivare bene fisicamente, per poter correre più degli altri, dovremo dare un'organizzazione che li tuteli e li faccia sentire sicuri, per riguadagnare l'autostima scemata per via dei risultati non da Inter".

PROGETTO? - "Ciclo e progetto sono parole che si usano, ma non tanto adeguate al calcio. Da quando alleno penso che la partita successiva possa costarmi la panchina: bisogna dare subito risultati e convincere. Il progetto può evolversi quando cominci col piede giusto, migliorando qualcosa di già positivo. Nel calcio gli stessi giornalisti concedono poco tempo, quindi bisogna partire subito con certe sicurezze. Sono arrivato al Napoli al sest'ultimo posto, con quella stessa squadra abbiamo sfiorato l'Europa".

CASSANO - "Ho un ottimo rapporto con tutti i giocatori che ho allenato. L'anima, oltre a tutte le cose che ho già detto, è fondamentale: devo far capire da subito il concetto di 'qui, da oggi, si pensa solo all'Inter, alla squadra. L'interesse personale viene dopo'. Dopodiché la strada sarà in discesa. Se non riusciamo a fare questo potremmo incorrere in altre annate negative. Io sono stato preso per vigilare che questo non accada".

MERCATO (NER)AZZURRO - "Non chiamerò più i miei ex giocatori, perché non sono più il loro allenatore. Se poi dovessi pensare che all'Inter serva qualche giocatore del Napoli ovviamente non lo direi alla stampa".

ARBITRI - "Sono anni che non faccio polemiche arbitrali. Dopo la Supercoppa di Pechino feci una conferenza stampa mirata a dare un contributo: dopo 33 anni nel calcio posso dire anch'io la mia. Quella fu una partita particolare. Detto questo non ho più parlato degli arbitri, mai entrando in polemica".

SAMUEL - "E' un giocatore talmente bravo, serio e importante che non ho bisogno di parlarci. Colgo l'occasione per dirvi il mio sistema di lavoro: farò colloqui individuali per mezz'ora con ogni componente della rosa prima di fare il discorso alla squadra. Toccherà a lui come a tutti".

RANOCCHIA - "Per il ragazzo l'archiviazione sarà una bella notizia, siamo tutti contenti perché è un patrimonio della società".

DIFESA A TRE - "Non parliamo dell'anno scorso: serve una riga netta, ripartiamo da zero. Non servono riferimenti alla stagione passata: il rapporto con la squadra inizia dal primo momento in cui ci guardiamo in faccia. Ho dei meccanismi abbastanza consolidati di giocare, che faccio digerire ai giocatori e cambiare nel giro di quindici giorni. Alla Reggina feci il 3-5-1-1, in un'altra stagione ho fatto il 3-4-3... ma nel Napoli ho anche adottato la difesa a quattro. Importante è che i giocatori conoscano i codici, che non debbano improvvisare adattamenti tattici in partita, ma che ne siano già a conoscenza".

NAGATOMO - "E' un ottimo giocatore. Anche lui dovrò vederlo sul campo, per capire se sappia fare alcune cose che magari non gli sono ancora state chieste".

ETA' - "Nel calcio non ci sono vecchi: non si può giocare da vecchi, perché bisogna correre. Se un giocatore esperto riesce ad allenarsi a certi ritmi, va bene. Devo capire se chi ha vinto il 'Triplete' ha ancora la voglia di sacrificarsi. Credo di conoscere i tasti giusti per dare stimoli nuovi a certi giocatori se dovessero rimanere".

IL MERCATO E PINZOLO - "Il mercato è figlio di tante cose, su tutte la programmazione societaria. Ogni allenatore vorrebbe i giocatori migliori al mondo: ecco perché deve esserci chi fa mercato e chi fa l'allenatore. Giovani che vorrei a Pinzolo? Stiamo valutando. Ieri siamo stati fino a mezzanotte in riunione per valutare tutto. Tutti insieme faremo valutazioni continue per cercare di arrivare all'8 luglio in un certo modo. Nei top club serve la giusta miscela tra giovani ed esperti per rivaleggiare per i primi posti".

PUNTI FERMI NELL'ORGANICO - "Ogni allenatore ne ha. Chiaramente non ve li dico, ma li ho".




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