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Calciomercato > Italia > Italia, Codice Etico: da Balotelli a Osvaldo, tutti gli 'stoppati' da Prandelli

Italia, Codice Etico: da Balotelli a Osvaldo, tutti gli 'stoppati' da Prandelli

Tra stima e accuse, la linea del commissario tecnico non convince pienamente


Cesare Prandelli (Getty Images)
Hervé Sacchi

28/05/2013 12:40

ITALIA CODICE ETICO BALOTELLI OSVALDO PRANDELLI / ROMA - L'Italia dovrà fare a meno di Pablo Daniel Osvaldo. L'attaccante della Roma è stato fermato da Cesare Prandelli per aver disertato la cerimonia di premiazione della Coppa Italia. Questa la motivazione ufficiale, ma appare scontato che le frasi eticamente non corrette proferite dal numero 9 giallorosso nei confronti del suo allenatore Aurelio Andreazzoli abbiano giocato un ruolo concorrenziale. Il commissario tecnico della Nazionale italiana ha proseguito sulla sua linea, bloccando la convocazione del centravanti romanista. Questo è solo l'ultimo episodio di una serie di casi, differenti tra loro, che stanno creando non poche domande a proposito. Ma andiamo per gradi.

I FERMATI - La vita da mediano di Cesare Prandelli è tornata in auge anche da allenatore. Abituato a stoppare sul nascere le azioni, anche da CT si è immedesimato in colui che deve prevenire e, allo stesso tempo, metterci una pezza. Da Balotelli a De Rossi, passando per Criscito e Bonucci, sono già numerose le sanzioni 'etiche' comminate ai Nazionali italiani. L'attuale giocatore del Milan fu fermato per aver rifilato una scarpata ad un giocatore del Tottenham, episodio che portò il numero 45 ad uno stop di 4 giornate. Episodio analogo per 'Capitan Futuro' fermato lo scorso novembre per aver rifilato un pugno a Mauri nel derby di campionato.
Desta ancora perplessità la mancata convocazione di Mimmo Criscito alla vigilia dell'Europeo: i fatti che lo videro coinvolto nel caos del calcioscommesse, e poi prosciolto, gli privarono l'avventura in Polonia e Ucraina. Fu salvato, invece, Leonardo Bonucci. Il difensore della Juventus venne comunque fermato nello scorso mese di febbraio, per aver a lungo protestato nel match di campionato contro il Genoa. Dulcis in fundu c'è Osvaldo, al suo secondo stop dopo quello del febbraio 2012, quando mancò la convocazione per via di un'espulsione rimediata nella partita di Bergamo contro l'Atalanta.

LA LINEA - Che Prandelli abbia messo mano all'educazione e al rispetto, non ci piove. Il CT della Nazionale sta seguendo un filo virtuoso che gli ha garantito numerosi attestati di stima ma anche diverse polemiche, specie sulla disparità di trattamento tra Criscito e Bonucci alla vigilia dell'Europeo. La polemica si è protratta anche dopo la squalifica di Balotelli, rimediata a Firenze nello scorso mese di aprile, e sanzionata all'inizio con tre giornate di stop. Quest'ultimo caso ha rilanciato le voci di iniquità, in merito all'esclusione di De Rossi nel derby d'andata.

MODIFICHE O ROTTAMAZIONE? - Effettivamente qualcosa non torna. Già in passato Cesare Prandelli ha parlato di possibili modifiche al suo personalissimo codice etico. Piccole o grandi riforme non sono state, tuttavia, annunciate. Resta la discrezionalità del commissario tecnico che, allo stato attuale delle cose, sembra più atto a digerire una possibile assenza di Osvaldo che non quella di un caposaldo dell'attacco come Balotelli. I detrattori dello stesso Prandelli già si domandano che cosa potrebbe succedere nel caso in cui, alla vigilia del Mondiale, a personalità tradizionalmente pacate come Buffon, Montolivo, Barzagli o Pirlo girassero i cosiddetti 'cinque minuti'. Anche in quel caso verrebbe attuato il codice etico, privando la Nazionale dei suoi potenziali campioni? Il dubbio resta fondato, anche in chi si fida ciecamente di Cesare Prandelli.




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