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'ITALIANS' - Le pagelle stagionali degli 'Italiani' all'estero: Ibra e' il top

Sul podio anche Graziano Pelle', Thiago Silva e Coutinho. Ziegler e Krasic i flop di questa annata


Graziano Pelle' (Getty Images)
Hervé Sacchi

27/05/2013 13:31

ITALIANS FINE STAGIONE VOTI STAGIONALI EX GIOCATORI SERIE A / ROMA - Siamo giunti alla fine di un ciclo. Sebbene in Brasile sia appena iniziato il campionato e in Spagna manchi ancora una giornata al termine, possiamo egualmente trarre un bilancio della stagione degli ex giocatori del campionato italiano. Zlatan Ibrahimovic si attesta come il migliore di questa annata, grazie anche ai suoi 30 gol firmati in campionato. Subito dietro c'è un altro centravanti, ovvero Graziano Pellé, protagonista col Feyenoord. Molto bene sono andati anche Thiago Silva, altro artefice del successo del Psg in campionato e l'ex nerazzurro Coutinho, reduce da una seconda metà di stagione al Liverpool davvero di buon auspicio per il futuro.
Non si salvano dalle insufficienze, gravi, i due ex juventini Milos Krasic e Reto Ziegler. L'aria di Istanbul non ha saputo rigenerare due giocatori che, rispettivamente, al Cska Mosca e alla Sampdoria avevano dimostrato di poter ambire a palcoscenici importanti.
Tra i giovani migliori, si attesta Matija Nastasic. L'ex viola ha saputo, in maniera neanche troppo rumorosa, attestarsi come uno dei difensori più interessanti della Premier League

Zlatan Ibrahimovic (Paris Saint-Germain): 8.5 - Chiude la sua stagione con un gol e un assist, centrando la trentesima rete in campionato. Stagione fantastica quella dello svedese che anche in Francia ha saputo caricarsi la squadra sulle spalle e trascinarla al titolo. Complice un ambientamento non facile, Ibra sembra vicino ad una partenza. Se Ancelotti lascerà la capitale francese, l'attaccante svedese farà lo stesso, anticipando la fine della sua esperienza in Ligue 1. Per quello che ha fatto, anche in questa annata, chapeau.

Thiago Silva (Paris Saint-Germain): 8 - Ha patito qualche problema fisico di troppo, ma resta lo stesso giocatore che abbiamo avuto modo di ammirare in Italia. Classe cristallina e una maturità d'altri tempi hanno trovato seguito anche in Francia. Ha dimostrato di essere ancora il migliore difensore in circolazione, sebbene il campionato francese non sia ancora di primissimo livello. Anche per lui il futuro non è chiaro. I tifosi del Psg, dopo due estati sorridenti a livello di mercato, iniziano a tremare.

Marco Verratti (Paris Saint-Germain): 6.5 - L'annata è stata tutto sommato positiva. Dopo un inizio fantastico, l'ex Pescara ha riscontrato evidenti problemi. Anche per lui l'ambientamento non è stato facile, ma lottare per il titolo francese e per la Champions League quando arrivi dalla serie B può portare fisiologici problemi. Avere Ancelotti al suo fianco è stato, tuttavia, un buon viatico per affrontare i momenti difficili di questa esperienza che, anche senza il tecnico di Reggiolo, sembra destinata a proseguire.

Ezequiel Lavezzi (Paris Saint Germain): 7 - Nonostante alcuni problemi ai margini iniziali e finali della stagione, il 'Pocho' può dirsi comunque soddisfatto. La sua vena realizzativa non è esplosa ma ha comunque contribuito con grandissima sostanza ai successi del Psg. Nella fase centrale del campionato è stato il giocatore più continuo, a livello di rendimento. Inamovibile e indispensabile, quasi quanto Ibrahimovic.
 
Gaston Ramirez
(Southampton): 5 - Ci si aspettava francamente di più dall'ex Bologna. L'esperienza al Southampton non è stata positiva, specie se rapportata all'investimento di circa 14 milioni di euro. Sebbene qualche problema fisico abbia influito sul suo rendimento discontinuo, sono effettivamente poche le occasioni in cui si è salvato. Chiude l'annata con 26 presenze e 5 gol, dei quali solo uno ha garantito una vittoria.
 
Matija Nastasic (Man. City): 7.5 - Avere vent'anni e dimostrarne di più. Il centrale serbo ha dimostrato grande costanza in un campionato difficile come la Premier League, in una squadra di vertice come il Manchester City. Mancini ha puntato su di lui, specialmente nella parte centrale della stagione. Dopo qualche problema iniziale con le big, ha saputo rendere positivamente anche contro avversari di calibro superiore. Non è stato considerato propriamente un titolare, ma siamo certi che lo diventerà presto.

Maicon (Man. City) s.v. - Prima la caviglia e poi il ginocchio hanno tormentato la stagione del brasiliano. La sua prima annata al City è stata, dunque, limitata da infortuni lunghi e conseguenti ricadute. Da capire quale potrà essere il suo futuro, senza lo sponsor Mancini.

Julio Cesar (Qpr) 6.5 - Sebbene il suo Qpr abbia chiuso all'ultimo posto, i demeriti non sono certamente da attribuire al portiere brasiliano. In diverse gare è stato lui a ritardare la sofferenza di una sconfitta, ultimo baluardo di una difesa che ha fatto acqua da tutte le parti. Qualche errorino c'è stato, ma resta tra i più positivi di una stagione condotta male, nonostante un mercato di primo livello.

Fabio Borini (Liverpool): 6 - Eravamo indecisi se attribuirgli un semplice 'senza voto' o analizzare il poco che ha fatto l'ex Parma e Roma. Partiamo dal presupposto che la sua stagione è stata complessivamente sfortunata: annunciato come uno dei maggiori rinforzi del Liverpool, poco ha fatto nelle prime uscite stagionali in cui i Reds hanno vinto solo una delle prime sette gare. La frattura al metatarso e il conseguente problema alla spalla lo hanno tenuto fuori fino al termine della stagione. Il gol al Newcastle alla quart'ultima è stata una magra soddisfazione, per tutte le sofferenze affrontate. Siamo certi che le motivazioni non gli mancheranno nella prossima annata, quella della rivincita.

Philippe Coutinho (Liverpool) 8 - La sua valutazione si riferisce al periodo in Inghilterra, ovvero quei cinque mesi di assoluto godimento per il brasiliano. Protagonista in campo, Coutinho ha regalato qualità al centrocampo del Liverpool, diventando un vero e proprio punto di riferimento. Attorno a lui, verrà costruita la futura squadra che, su di lui, potrà contare fin dal mese di agosto.

Urby Emanuelson (Fulham): 5.5 - L'olandese non ha trovato le giuste motivazioni per affrontare l'avventura londinese. Lontano dai piani di Allegri, ha provato a rimettersi in gioco al Fulham ma con alterni risultati. La duttilità è una grande qualità, ma lo sciagurato Urby non ha ancora capito cosa fare da grande. A condividere le colpe c'è anche Martin Jol, che ad ogni gara gli ha cambiato ruolo, assegnandogli prima il ruolo di terzino mancino e, poi, quello di trequartista.

Milos Krasic (Fenerbahce): 4 - Non ha mai convinto. Passino alcuni problemi fisici accusati ad inizio stagione, ma l'esterno serbo resta ben lontano dai fasti del Cska Mosca e dalla valutazione di 15 milioni di euro, sborsati dalla Juventus nel 2010. Ora come ora, vale dieci volte meno ad essere magnanimi. Kocaman, non certo stolto, si è accorto di una scarsa condizione, conservandogli un posto in tribuna nella maggior parte delle uscite stagionali.

Reto Ziegler (Fenerbahce): 4 - Mezza stagione in Russia (Lokomotiv Mosca) e l'altra metà al Fenerbahçe hanno dato la dimensione di un giocatore che, a 27 anni, sembra già in netta fase calante. Lui, che rifiutò il passaggio al Milan nel gennaio 2011 per mancate garanzie tecniche, si è ritrovato ai margini della squadra in entrambe le esperienze stagionali. Diventa un peso anche per la Juventus, ancora proprietaria del suo cartellino.

Wesley Sneijder
(Galatasaray) 5.5 - Balla sul filo della sufficienza. Il suo rendimento è stato a tratti da campione vero, a tratti da pensionato di lusso. A 28 anni, c'è ancora grande spazio per lui. Il Galatasaray ha grandi ambizioni. Se l'ex Inter saprà interpretare il suo ruolo con umiltà e determinazione potrà ancora dire la sua.


Felipe Melo
(Galatasaray): 6.5 - Anche il brasiliano ha avuto due facce. Prima si reinventa portiere, parando il rigore nel match autunnale contro l'Elagispor, e poi si fa squalificare per quattro turni per uno sputo ai danni di un giocatore del Besiktas, nel derby. Nonostante alcuni momenti di nervosismo, Felipe Melo è diventato collante del gruppo. Lo scudetto vinto è anche merito suo.

Graziano Pellé (Feyenoord): 8 - Per quanto dimostrato in questa annata, si merita un posto sul podio. I 27 gol in 29 partite messi a segno col Feyenoord danno dimostrazione del valore di questo attaccante, capace di trovare una squadra fatta su misura per lui. Sfiora l'accesso alla Champions League, ma si consola con il piazzamento nell'Europa 'minore'. Incredibile la striscia di gol consecutivi (11 in 9 gare) intercorsa tra il 17 febbraio e il 28 aprile, interrotta solo per la squalifica nella gara contro l'Heerenveen.

Luc Castaignos (Twente): 6 - Bene nella prima parte di stagione, negativo nella seconda metà. L'olandese chiude l'esperienza al Twente con 13 gol che, a livello di score, non sono sicuramente da buttare via. Se si va ad analizzare gara per gara, il suo rendimento non è stato così eccezionale. A 20 anni, ha ancora tempo per crescere e migliorare.

Mark van Bommel (PSV Eindhoven): 6.5 - Nella sua ultima stagione da calciatore, il 'Generale' ha mantenuto alto l'impegno e la determinazione. La sua squadra, tanto abile in attacco, ha palesato diversi problemi difensivi che hanno fatto la differenza, in negativo, nel confronto a distanza con l'Ajax. In lotta per il titolo fino alla quint'ultima giornata, van Bommel si può comunque consolare per aver riportato il Psv ai preliminari di Champions League.

Gennaro Gattuso (Sion) 6 - Stagione non facile per l'ex rossonero, ritrovatosi in una realtà nettamente diversa da quella precedente. La grande umiltà che contraddistingue 'Ringhio' ha consentito che l'ambientamento fosse piuttosto agevole. Carattere ed esperienza contraddistinguono la sua esperienza da calciatore, culminata con un breve apprendistato da tecnico. Le basi ci sono, ma anche lui non ha saputo fare grossi miracoli con una squadra non propriamente attrezzata per lottare per il titolo.

Jose' Angel (Real Sociedad) s.v. - Solo spezzoni di gara per il giocatore di proprietà della Roma che, nonostante tutto, ha sempre dimostrato discreta affidabilità nei momenti in cui è stato chiamato in causa.

Samuele Longo (Espanyol) 5.5 - I due gol nelle prime due presenze stagionali avevano generato notevoli aspettative nei confronti del giovane attaccante di proprietà dell'Inter. Titolare fino alla giornata numero 13, è stato messo da parte a favore di Stuani. Qualche episodio di nervosismo lo ha declassato, diventando non più perno dell'attacco bensì semplice rincalzo. L'infortunio alla spalla, rimediato all'inizio di aprile, ha chiuso anticipatamente la sua esperienza in Catalogna.

Dorlan Pabon (Real Betis) 7 - Dopo aver titubato nella prima metà di stagione al Parma, ha saputo trovare una forma invidiabile in Andalusia. Il colombiano si è tolto anche lo sfizio di segnare al Camp Nou. Ad una giornata dal termine, sono 8 le reti distribuite in 16 presenze. Il Parma puo' ufficialmente ripartire da lui.

Robert Acquafresca (Levante) 6 - Visti i problemi che hanno contrassegnato la fase iniziale della sua stagione, non era facile trovare subito la giusta condizione. Da grande professionista, Acquafresca si è calato nella parte. Tre gol in dodici gare non sono un bottino esaltante. C'è da dire che il Levante, edizione post-natalizia, è apparso nettamente diverso da quello ambizioso della prima parte di stagione.

Fernando Tissone (Maiorca): 5.5 - Giocatore di quantità, l'italo-argentino è stato al centro dei piani di mister Manzano. Tuttavia, il giocatore di proprietà della Sampdoria non ha avuto picchi di rendimento, tutt'altro. Si è limitato al compitino, viaggiando sempre a cavallo della sufficienza.

Alexandre Pato (Corinthians): 6.5 - Nel suo caso non si può propriamente parlare di stagione. Il campionato brasiliano è iniziato lo scorso weekend. Nel tempo intercorso da gennaio ad oggi, l'ex rossonero ha comunque fatto il suo sia in Copa Libertadores che nel campionato paulista, che ha visto il 'Timao' quale trionfatore finale. Deve ancora ritrovare la piena condizione. Non è ancora trascinatore, ma ha davanti un Brasilerao per puntare al Mondiale. 

Lucio (San Paolo): s.v. - Terminata l'esperienza in Italia, ha avuto qualche problema fisico tale da garantirgli un rendimento a mezzo servizio. Anche per lui, c'è un campionato intero davanti per poter ritornare in forma. 

Clarence Seedorf (Botafogo): 7 - Campione nel Taca Rio, l'olandese ha avuto ottimi riscontri nella sua esperienza al Botafogo. Da capire se la sua avventura da calciatore proseguirà nei prossimi mesi o si interromperà per volere del presidente Berlusconi che lo vuole come allenatore del Milan.




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