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Calciomercato > Lazio > Lazio, legale Zarate: "Questo e' mobbing. Abbiamo chiesto la rescissione, ma..."

Lazio, legale Zarate: "Questo e' mobbing. Abbiamo chiesto la rescissione, ma..."

L'avvocato Tommaso Marchese ha parlato della situazione relativa al suo assistito



22/05/2013 12:38

LAZIO LEGALE ZARATE RESCISSIONE / ROMA -  Mauro Zarate resta fuori rosa alla Lazio ed in attesa di una pronuncia da parte della Giustizia Sportiva l'avvocato Tommaso Marchese, legale dell'attaccante argentino, è interventuto ai microfoni di 'Radio Manà Manà Sport' durante la trasmissione 'Tribuna Stampa'. "Abbiamo chiesto la rescissione del contratto ed il risarcimento pari al 20% del suo stipendio lordo annuo - spiega l'avvocato che poi prosegue - Nella prima udienza il collegio ha esperito il tentativo di conciliazione, procedimento oggi obbligatorio: noi abbiamo prospettato la possibilità di rescindere il contratto, di rinunciare alle ultime due mensilità e di rinunciare al risarcimento del danno pur di essere immediatamente svincolati. La Lazio ha formulato una controproposta che noi non abbiamo ritenuto idonea: la stipulazione di una clausola rescissoria onerosa pari all'importo di 5-6 milioni di euro. La troviamo non praticabile perchè un club che ingaggia oggi il calciatore, inattivo da più di qualche mese, farebbe più di una scommessa. Tutto è avvenuto in un clima cordiale".

Marchese, poi, parla di mobbing riguardo al suo assistito e paragona il caso a quello di altri precedenti noti: "Siamo nell'ambito del diritto sportivo ed essendo legati ad un vincolo di giustizia si ripresentano gli elementi comuni ad una fattispecie di mobbing e cioè che un giocatore venga messo fuori rosa senza il rispetto di una determinata procedimentalizzazione. E' un lavoratore subordinato, seppur un po' "particolare", ma pur sempre un lavoratore subordinato. Esiste un diritto altresì del calciatore ad eseguire la prestazione. Negli atti che ho presentato al collegio arbitrale ho anche riportato i lodi Mutarelli, Manfredini e Pandev sempre facenti riferimento allo stesso club e che lo hanno visto sconfitto in queste occasioni".

L'avvocato, in conclusione, spiega: "Per noi è una condotta oggettivamente riferibile alla società e non abbiamo il bisogno di puntare il dito soggettivamente nei confronti di qualcuno in particolare. Nel mio ricorso ho sempre detto che la persona giuridica S.S. Lazio si è resa protagonista di una violazione dell'Accordo Collettivo Nazionale senza nemmeno mettere in atto un procedimento avvisale".

L.P.




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