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Calciomercato > News > L'Editoriale di Sugoni - Mancini entra nel mercato allenatori. La lista di Conte e le strategie

L'Editoriale di Sugoni - Mancini entra nel mercato allenatori. La lista di Conte e le strategie delle Big

Consueto appuntamento con il nostro esperto di mercato, giornalista di 'Sky Sport 24'


Roberto Mancini (Getty Images)
Alessandro Sugoni

16/05/2013 10:10

EDITORIALE SUGGONI MANCINI MERCATO ALLENATORI CONTE JUVE / MILANO - E' stato l’argomento della settimana in Inghilterra. E non solo. Se ne parlerà ancora molto e avrà effetti imprevedibili sul mercato degli allenatori. L’esonero di Roberto Mancini dalla panchina del Manchester City ha avuto una risonanza tale da riuscire quasi ad offuscare l’addio di Alex Ferguson. Tanti dibattiti legati da un filo conduttore: a (quasi) tutti è sembrano un esonero strano, immotivato. La pensano così anche i tifosi del City, che alla prima occasione utile (la partita interna contro il Reading) hanno detto chiaramente come la pensano (con striscioni di sostegno e cori a favore dell’allenatore che li ha fatti tornare a vincere dopo 35 anni). Più che la ribellione di alcuni giocatori (in Inghilterra hanno indicato in Hart, Kompany e Nasri i più anti-manciniani nello spogliatoio), Mancini ha pagato la doppia anima della società: quella spagnola (Soriano e Begiristain) ha avuto chiaramente la meglio su quella arabo-inglese. Così via il Mancio, e via al progetto-Pellegrini. Ed ora Mancini che farà? Intanto viene accostato già alle panchine di mezza Europa (soprattutto a quelle francesi, Psg in testa visto che il Monaco ha intenzione di andare avanti con Ranieri). Poi ha un contratto da 6 milioni di sterline netti all’anno fino al 2017, per rinunciare al quale serve un progetto ambizioso in grado di stimolarlo a rimettersi in gioco da subito. Certo, uno come lui sul mercato farà gola a molti. Di certo anche in Italia, dove però ci sono pochissime possibilità di vederlo. Questione di ingaggio – appunto – ma non solo. Così nel nostro campionato Napoli (e Roma) - anche dopo la cena di ieri sera - restano in attesa della decisione di Mazzarri. Questo sembra davvero l’anno del suo addio a De Laurentiis, ma per saperlo basterà aspettare solo i quattro giorni che mancano alla fine del campionato. In passato già almeno due volte i due sembravano sul punto di separarsi (due anni fa Gasperini aveva addirittura preparato le valigie per andare a Napoli), ma poi hanno sempre deciso di andare avanti insieme. Ci sono pochissime possibilità, ma non è detto che non possa succedere anche stavolta. In caso di addio, Mazzarri alla Roma e un nuovo allenatore per il Napoli (il vincitore dell'Europa League Benitez e Guidolin piacciono molto, con Bielsa un po' più indietro). Altrimenti sarà la Roma (con Allegri che vincendo a Siena resterà al Milan) a dover trovare un altro allenatore. Intanto Stramaccioni ha incassato l’ennesima conferma da Moratti, mentre Conte e la Juve si sono incontrati, abbracciandosi ancora. Il piano è chiaro: due/tre attaccanti di livello (Llorente, molto probabilmente Higuain e magari Jovetic, senza dimenticare Diamanti) con la possibile partenza di Matri e/o Quagliarella e/o Vucinic. Non di Giovinco, la seconda metà l'estate scorsa è costata 11 milioni. Questione di soldi, ma non solo. Obiettivi soprattutto in attacco ma non solo in attacco. Un esterno a sinistra, forse uno a destra (se verrà ceduto Lichtsteiner che ha molto mercato). Poi qualcuno in mezzo (Obiang della Samp è una pista da seguire) e magari dietro. Ovviamente ci saranno delle partenza, visto che un mercato così importante va finanziato – anche se non soprattutto – con i soldi ricavati dalle cessioni. Ma il ricambio avrà un obiettivo chiaro: rendere la Juve più competitiva in Europa, allargare la rosa per permettere a tutti di rifiatare e far sì che la nuova Juve possa diventare più duttile. Alla base di tutto ci sarà ancora la fame di vittorie: quella a Conte e alla società non passa mai...

 




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