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Calciomercato > Juventus > Juventus, Conte ora attacca: "Dicevano che la mia carriera sarebbe finita!"

Juventus, Conte ora attacca: "Dicevano che la mia carriera sarebbe finita!"

Esce domani l'autobiografia dell'allenatore bianconero, nella quale parla dello scandalo scommesse


Antonio Conte (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

07/05/2013 15:15

JUVENTUS CONTE AUTOBIOGRAFIA VICENDA SCOMMESSE / ROMA - 'Testa, cuore e gambe': questo il titolo dell'autobiografia di Antonio Conte, allenatore della Juventus, in uscita domani. 'Tuttosport' anticipa alcuni stralci del libro, relativi alla vicenda scommesse: "La cosa che più mi crea dolore in quei giorni è leggere le prospettive drammatiche che alcuni delineavano parlando addirittura di carriera finita. Non sono ancora stato convocato una volta in Procura e già iniziano a girare i nomi dei possibili sostituti sulla panchina della Juve".

"Una carriera fondata sul sacrificio, sul sudore, nella quale nessuno mi ha regalato niente, frutto di studio e di applicazione, di disciplina e di grande severità con me stesso prima che con gli altri, rischia di finire perchè una persona ha raccontato delle bugie. O meglio: ha inventato di sana pianta un racconto, che è cosa ben diversa dal modificare la realtà con una bugia. Ma non c'è tempo per lamentarsi: gli incontri con gli avvocati si susseguono a ritmo serrato".

"Da subito prendo una decisione importante: sarò protagonista della mia difesa. Non subirò decisioni che non condivido, intuisco che solo partecipando attivamente potrò scegliere la soluzione giusta al momento giusto e chissà, magari anche capire perchè sono finito in questa situazione. Mi approccio alle questioni giudiziarie con il metodo che utilizzo da allenatore, martello e incalzo i miei: Cosa possiamo fare? Leggendo le motivazioni della sentenza di un processo sportivo già concluso, anch'esso basato sulle dichiarazioni dei cosiddetti "pentiti", individuiamo un elemento che si dimostrerà fondamentale: i giudici di quel processo dicono che devono essere le difese a cercare e produrre prove di innocenza, dimostrando la "non credibilità" degli accusatori e non limitarsi semplicemente a sostenere che non sono credibili. Ecco l'appiglio che cercavamo. Saremo i primi a percorrere la strada delle indagini difensive". 




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