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Calciomercato > Palermo > Mariano Gonzalez su Palermo-Inter, Balotelli e Ibrahimovic

Mariano Gonzalez su Palermo-Inter, Balotelli e Ibrahimovic

Il centrocampista argentino con un passato in entrambe le formazioni, in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it


Mariano Gonzalez(Getty Images)
Giorgio Elia

27/04/2013 14:33

 

PALERMO-INTER ESCLUSIVO MARIANO GONZALEZ/PALERMO - "Quella di domani sarà sicuramente una partita delicata, tra due formazioni alla ricerca di un risultato positivo per diversi obiettivi. Il Palermo sarà carico dopo il pari nel derby e potrà contare sull'apporto della propria tifoseria, con l'Inter dall'altra parte che ha dimostrato contro il Parma di esser ancora viva. In Sicilia ho vissuto due anni importanti i primi in Europa per me, motivo per il quale spero che a spuntarla siano proprio i rosanero". Questo il pensiero del centrocampista argentino Mariano Gonzalez in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it, doppio ex del match di domani allo stadio 'Renzo Barbera' tra Palermo e Inter.

Un Palermo che lotta per non retrocedere, segue ancora i rosanero?

"Assolutamente si e fa male vedere questa squadra lottare per la salvezza. La gestione Zamparini è stata contraddistinta da una certa continuità di risultati, con il club in grado di ripagare il grande affetto e calore della sua tifoseria a suon di traguardi prestigiosi. La squadra di Sannino ha comunque ancora la possibilità di centrare un risultato che avrebbe dell'incredibile, con la speranza che si possa festeggiare una salvezza che sembrava ormai irraggiungibile prima del suo ritorno in panchina".

Domani la formazione di Sannino sfida l'Inter, altra squadra nella quale ha militato in passato.

"Un anno importante vissuto con la maglia nerazzurra, nella quale ho provato la grande gioia di vincere lo scudetto. Nonostante la presenza di diverse etnie con la folta colonia dei sudamericani, l'arma in più di quella squadra era proprio la forza del gruppo che aveva garantito la vittoria del titolo con cinque giornate di anticipo. Importante poi non dimenticare l'apporto di un tecnico molto preparato come Mancini, con il quale avevo instaurato un ottimo rapporto".

Tornando al Palermo in rosanero non è riuscito ad avere tanta fortuna suo fratello Pablo.

"Lui era arrivato in Sicilia dopo una grande stagione al Novara e aveva una grande voglia di centrare la consacrazione nella massima serie. Il Palermo poteva comunque contare su un parco attaccanti non indifferente, aspetto che non ha sicuramente aiutato Pablo in quella parentesi. Lui non è comunque esente da colpe considerato che avrebbe dovuto credere maggiormente in se stesso, provando magari a giocarsi le sue carte piuttosto che cercare fortuna altrove. Per lui comunque poter contare sulla fiducia di tecnico e ambiente è fondamentale, con il suo addio al Palermo che lo ha comunque segnato considerata la grande voglia di fare bene che lo aveva accompagnato nel suo passaggio in rosanero".

Intanto a gennaio sono arrivati a Palermo Boselli e Sperduti vecchie conoscenze del campionato argentino.

"Boselli lo conosco per aver giocato con lui all'Estudiantes, un vero e proprio attaccante di razza. In patria ha fatto bene conquistando titoli di squadra e personali molto importanti, con le sue caratteristiche da prima punta che hanno fatto la fortuna del suo club. Lui però non può essere considerato l'uomo in grado di fare la differenza da solo, con le sue qualità che possono tornare utili solo se ben assistito dalla squadra. Sperduti? Mauricio a differenza di Boselli può risultare più determinante palla al piede, soprattutto grazie alle sue capcità nell'uno contro uno. Lui è un giocatore dotato di una buona forza fisica e di una discreta tecnica, con un'ottima facilità di calcio. Credo che gli sia mancata la continuità di impiego, un aspetto dalla grande influenza nella qualità delle prestazioni di ogni calciatore".

Chiusura dedicata a due vecchi compagni all'Inter, Mario Balotelli e Zlatan Ibrahimovic.

"Mario è un ragazzo dalle doti incredibili, un giocatore in grado di garantire il salto di qualità a qualsiasi squadra. Quando ero all'Inter lui spesso veniva aggregato alla prima squadra dalla Primavera e nonostante la giovane età, si parlava già un gran bene di lui. Il Milan si è sicuramente assicurato uno dei giocatori più determinanti presenti in circolazione. Un ritorno di Ibra alla Juve? Zlatan è un fuori classe che non ha bisogno di presentazioni. Conosce come le sue tasche il campionato italiano e ha già lavorato in passato a Torino, due aspetti non indifferenti che possono valere da garanzia sull'importanza dell'operazione cui andrebbe incontro la Juventus".

 




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