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Calciomercato > Milan > Mercato Milan, Boateng e il razzismo: "Volevo andarmene, ma qui e' casa mia"

Mercato Milan, Boateng e il razzismo: "Volevo andarmene, ma qui e' casa mia"

Il calciatore ghanese punta lo Scudetto e tende le mano a Allegri


Kevin Prince Boateng (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

26/04/2013 07:20

CALCIOMERCATO MILAN BOATENG RAZZISMO FUTURO / ROMA - Kevin-Prince Boateng ha rilasciato un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport', nella quale parla a 360 gradi di passato, presente e futuro:

RAZZISMO e FUTURO - "E' capitato di pensare: 'Ora basta, vado via'. Era frutto della frustrazione e dell'emozione del momento, sono davvero triste quando vedo e sento ancora cose così. Non posso e non voglio, però, cambiare aria per colpa di quattro-cinque deficienti. Qui ho trovato una fidanzata, viviamo insieme, sto bene a Milano, la definisco casa mia. Vorrei restare a lungo, ho un contratto, poi nel calcio non sai mai. Magari me ne vado domani o oggi addirittura. Scherzo, al Milan va tutto bene! I cori razzisti a Torino e la multa alla Juve? Non sta a me stabilire la punizione. Per me è importante che si sia capito che la cosa è grave, e che quei deficienti vanno fermati. Balotelli ha detto che servirebbe un Obama anche qui? Ci vedrei bene lui! (ride n.d.r.)".

CAMPIONATO - "I punti in classifica parlano chiaro: la Juve è il 'non plus ultra'. L'anno prossimo, però, ci riprendiamo lo Scudetto. Non mancheremo il terzo posto. La Champions senza Milan non è Champions".

CHAMPIONS LEAGUE - "Noi abbiamo fatto una partita quasi perfetta, all'andata. Sono gare in cui chi fa meno errori passa, poi serve anche un po' di fortuna. Martedì a Monaco l'arbitro non ha fischiato due volte, c'era un furigioco. Comunque il Bayern è davvero troppo forte quest'anno, giocano di squadra in una maniera impressionante. Ho detto, però, a mio fratello di stare attento: il Barça può fare quattro gol in casa".

ALLEGRI - "Il rapporto con lui è normale, da tre anni va sempre così: alti e bassi, ma non possono essere sempre alti. Gli sono riconoscente, grazie a lui sono cresciuto a livello difensivo e tattico. Ci abbiamo lavorato tanto. Così sono diventato il giocatore che sono adesso. Nuovi acquisti in attacco? Se l'allenatore vuol comprare un attaccante forte, che sia Lavezzi o qualcun altro, lo fa. Farà lui tanti gol, non importa se non segno io. Quello che conta è che si torni a vincere. Io l'ho detto cinquanta volte: ho una posizione preferita, ma poi gioco dove vuole il mister".




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