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Calciomercato > News > Razzismo, Seedorf: "No alla sospensione delle partite"

Razzismo, Seedorf: "No alla sospensione delle partite"

L'ex Milan parla della piaga negli stadi: "Nessuno nasce razzista. Percio' dico che ce la possiamo fare: basta avere fiducia, guardare i bambini e fare come loro"



09/04/2013 09:36

RAZZISMO LE PAROLE DI SEEDORF / MILANO - Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', Clarence Seedorf, 37 anni, ha parlato del fenomeno del razzismo negli stadi.

DISCRIMINAZIONE - "Quando è successo ho provato rabbia, ma anche pena per chi mi trattava così. Quasi sempre fuori dal calcio, però, a parte qualche "buu" cui non ho dato peso. Sono stati sottili, non dichiarati, ma chiarissimi momenti di razzismo. Come quella volta a 20 anni che la stradale mi fermò e perquisì la mia macchina per ore, facendo commenti offensivi in una lingua che io conoscevo ma fingevo di non capire. Ero arrabbiato, ma ho avuto la forza di capire che quelle piccole persone avevano paura della diversità".

PRECISAZIONE - "Bisogna distinguere fra razzismo e comportamenti discriminatori. Nel calcio spesso non si può parlare di razzismo vero e proprio, per superare il quale ci vorranno generazioni, ma di ignoranza, mancanza di educazione e cultura che induce ad atteggiamenti discriminatori. Spesso i giocatori vengono attaccati offendendo ciò che hanno di più caro come i familiari o la loro identità attraverso il colore della pelle. Ma questa è ignoranza, non razzismo".

NEL CALCIO SITUAZIONE PIU' GRAVE - "Per via della sua risonanza, essendo l'industria di intrattenimento più grande del mondo, ma anche perché è più conservatore di altri sport e dunque fa più fatica a liberarsi di certe cose. Perciò è importante aprirsi, anche alle tecnologie, per avere un clima in campo che provochi meno rabbia fuori. Oggi i sistemi di sicurezza dentro agli stadi permettono di controllare, identificare e dunque di prevenire: se uno sa che può essere beccato, ci pensa tre volte prima di comportarsi male. Però è anche importante applicare la legge: se li prendi e dopo due ore li liberi, è tutto inutile".

SOSPENSIONE GARA, GIUSTA? - "No, io non sono d'accordo. Si può interrompere per 5-10 minuti, ma lo spettacolo deve andare avanti, anche perché la maggioranza che ha pagato il biglietto non deve essere punita per il comportamento di un piccolo gruppo. Bisogna individuare queste persone e sbatterle fuori per sempre, perché non è gente che va allo stadio per lo spettacolo. Perciò ha fatto bene Altidore in Den Bosch-Az a voler continuare a giocare. Poi spetta alle istituzioni e ai club prendere provvedimenti molto duri».

SLOGAN 'STOP RACISM' - "Io preferisco dire "Football is Integration", calcio è integrazione. Ho giocato in squadre in cui convivevano tranquillamente una quantità di etnie, culture e religioni diverse. Ecco perché il calcio può essere un ottimo strumento per migliorare la situazione del razzismo in generale. Nessuno nasce razzista. Perciò dico che ce la possiamo fare: basta avere fiducia, guardare i bambini e fare come loro".




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