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Juventus, Allegri: "Non ti inventi allenatore! Bigotti e puritani qua". Su Seedorf e Conte...

L'allenatore dei bianconeri si è raccontato in un'intervista rilasciara a 'Repubblica.it'

JUVENTUS ALLEGRI INTERVISTA REPUBBLICA / TORINO - Dopo una stagione trionfale con la sua Juventus, oscurata (in parte) solo dalla sconfitta in finale di Champions League contro il Barcellona, Massimiliano Allegri ha concesso un'intervista a 'Repubblica.it'. Il tecnico dei bianconeri ha toccato vari temi e fatto il punto sulle News Juventus: dagli inizi della propria carriera alla cavalcata di quest'anno con la 'Vecchia Signora'. "Nel 2000 a Pescara durante un allenamento il campo mi parve essere diventato infinito, avevo 32 anni e decisi di smettere. Di lì a poco iniziai a pensare a tutti i litigi che avevo avuto con gli allenatori per via delle mie idee sul calcio e mi dissi che era il caso di lavorare per diventare un tecnico - afferma il livornese - Come ci si diventa? Puoi illuderti di essere un grande pittore, ma non basta scavare un taglio nella tela per diventare Fontana. La magia o la possiedi o non la compri al supermercato".

Tante le scelte che 'Acciughina' ha dovuto fare da quando si è seduto la prima volta su una panchina, una delle più sorprendenti pochi mesi fa in semifinale contro il Real Madrid: "Scelsi di mettere in campo Sturaro spostando Vidal e mi presero per pazzo. Beh, avevo ragione io". Anche ombre però nella vita del 47enne: "Senza questo sport sarei diventato un 'Cazzaro'. Nel 2001 mi beccai pure una squalifica per un presunto illecito sportivo che non avevo mai commesso, infatti qualche mese dopo fui prosciolto: la ferita però è ancora aperta. Siamo in un paese bigotto, puritano e feroce". Poi lo straordinario rapporto con il suo maestro, Giovanni Galeone: "Mi ha insegnato a stare alla tavola del calcio. Quando fui esonerato dal Grosseto mi chiamò ad Udine: "Farai l'ottimizzatore!", io non capii. Poi mi spiegò che io dovevo insegnare ai giocatori che fare la cosa più facile è la cosa più complessa in questo mondo".

Paragoni, eredità, scontri: "Conte? Sul piano dell'ambizione credo che nulla ci distingua. Lui ha vinto tre scudetti di fila, io voglio il quinto consecutivo. Ho accettato la Juventus anche per una rivincita, ho gente a cui far rivedere certi giudizi. Litigi con i miei calciatori? Seedorf voleva discutere ogni dettaglio, parlare di qualunque cosa e mi cedevano i nervi. Mai avuto contrasti con Pirlo invece, il trasferimento durante il calciomercato alla Juve lo ha rivitalizzato anche sul piano psicologico. In tv poi divento antipatico, lo dico con sincerità. Sono a disagio, farei volentieri a meno di tv e moviole".

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