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Calciomercato > News > Speciale CM.IT - Amichevole, Italia-Brasile: numeri ed emozioni del 'derby del mondo'

Speciale CM.IT - Amichevole, Italia-Brasile: numeri ed emozioni del 'derby del mondo'

Precedenti, statistiche e aneddoti per rivivere le indimenticabili sfide tra queste due storiche nazionali


Un frame del 1982 (Getty Images)
Hervé Sacchi

21/03/2013 19:13

SPECIALE CM.IT AMICHEVOLE ITALIA BRASILE NUMERI ED EMOZIONI / ROMA - Non è mai stata una partita come le altre. Banalità questa, che vale la pena sottolineare. Perché da quando Italia e Brasile si sono affrontate sulla loro strada, hanno sempre capito che c'era una differenza di fondo ben delineata. Due modi di giocare diversi, o meglio, due modi contrastanti di ottenere il risultato a fine partita. C'è chi lo ha fatto con la padronanza della tecnica e con una buona dose di fantasia. C'è, invece, chi ha fatto della disciplina tattica e dello studio a tavolino, i suoi punti di forza. Brasile e Italia, si ritrovano di fronte questa sera per la quindicesima volta nella loro storia. Ultimo capitolo di un libro iniziato ben 75 anni fa...

I PRECEDENTI - Colaussi e Meazza regalano la prima soddisfazione nei 14 scontri diretti, andati in scena tra Italia e Brasile. Il 2-1 che stende i verdeoro non arriva in un contesto qualunque, bensì nella semifinale della Coppa del Mondo 1938. Ci vogliono 18 anni di attesa per riscoprire questa sfida: nel 1956, vengono istituiti ben due test amichevoli a distanza di pochi mesi. Al 3-0, firmato da Virgili (doppietta) e da un'autorete di De Sordi, seguirà la prima vittoria brasiliana per 2-0, in un gremito Maracanà.
Tra il 1963 e il 1973, l'Italia vince due amichevoli ma, a cavallo fra i due match, è costretta ad arrendersi nella finale della World Cup 1970, vinta dai sudamericani per 4-1. Il torneo del bicentenario dell'indipendenza statunitense e il mondiale 1978 vedono l'Italia ancora inferiore ad un Brasile che iniziava ad inserire in rosa gente come Zico e Falcao.
Il 1982 è l'anno delle soddisfazioni. Prima di alzare il trofeo mondiale, l'Italia batte il Brasile di Cerezo, Socrates e dei succitati Falcao e Zico. Il 3-2 finale porrà di diritto Paolo Rossi nella 'Hall of Fame' del calcio nostrano.
Negli ultimi quindici anni, il bottino è stato piuttosto magro e ingeneroso. All'amichevole del 1989, vinta dal Brasile per 1-0, seguirà la finale Mondiale del 1994, ricordo non certo caro ai milioni di italiani collegati con Pasadena. Nel 1997, il 'Torneo di Francia' vede l'Italia uscire dalla contesa con un 3-3 che lascia non poca amarezza, visto il vantaggio momentaneo degli azzurri per 3-1 (doppietta di Del Piero e autogol di Aldair). Due sconfitte, entrambe subite nel 2009, costituiscono le ultime pagine di questa storia. Prima l'amichevole persa all'Emirates Stadium (0-2) e poi la batosta in Confederations Cup (0-3), saranno solo un preludio al flop del mondiale sudafricano. 

ANEDDOTI STORICI - Sarebbe bello avere di fronte Giuseppe Meazza e chiedergli se era più nervoso perché doveva battere un rigore, nella semifinale di un Mondiale contro il Brasile, o se lo doveva fare tenendosi con una mano i calzoncini, il cui elastico di sostegno si era rotto. Robe di altri tempi.
Nella sfida del 1956 si festeggia l'inaugurazione del secondo anello di 'San Siro'. Sempre a Milano, nel 1963, Trapattoni neutralizza un acciaccato Pelé in una gara che darà gran risalto alla squadra azzurra formata dai vari Maldini, Facchetti, Bulgarelli, Rivera e dal debuttante Sandro Mazzola.
Il Mondiale del 1970 si chiude, invece, tra le polemiche per i soli sei minuti riservati a Rivera dal tecnico di allora Valcareggi. Nel 1973, il test contro il Brasile rappresentò l'occasione per festeggiare il 75° anniversario della Federazione. In quell'occasione, un pallone calciato da Fabio Capello verso la porta, sbattè contro la parte bassa della traversa, salvo poi rientrare in campo. L'arbitro francese Helies convalidò, invece, la rete che sancì il 2-0 finale. Capello ancora protagonista tre anni dopo: per lui gol e infortunio, nel 4-1 per il Brasile, maturato dopo le espulsioni di Causio e Bettega.
La finale del 1994, infine, segna una delle pagine più brutte della storia del calcio italiano: l'incredulità di Roberto Baggio sul dischetto del rigore e le lacrime di Franco Baresi sulla spalla di Arrigo Sacchi sono ancora immagini indelebili di uno dei tanti 'derby del mondo'. 

LE EMOZIONI PIU' GRANDI - La semifinale del 1938 poteva assumere i contorni della finale anticipata. La vittoria contro un Brasile arrogante, capace di lasciare in panchina il bomber Leonadis, permise alla nazionale azzurra di confermarsi ad altissimi livelli, consacrando Vittorio Pozzo come uno degli allenatori più importanti e vincenti della storia calcistica italiana. Delle tre amichevoli vinte, solo quella del 1973 ha un sapore diverso dalle altre: il 2-0 firmato da Riva e Capello sancisce una sorta di rivincita della finale mondiale 1970. C'è da dire che in quel Brasile non comparvero più esponenti della rosa campione come Pelé e Tostao.
La massima soddisfazione arriva nel 1982. Dopo un cammino tutt'altro che idilliaco nel primo girone, l'Italia si candida a protagonista vincendo prima contro l'Argentina e, poi, proprio contro i verdeoro. La tripletta di Rossi rimane un'emozione immensa, bissata pochi giorni dopo dalla finale contro la Germania.

STATISTICHE - Il bilancio, nei 14 scontri diretti, è quindi di 5 vittorie e 7 sconfitte, che diventano 8 se consideriamo la finale mondiale del 1994, risolta ai calci di rigore. Sono 19 le reti messi a segno dall'Italia contro le 24 timbrate dai verdeoro. L'Italia non segna al Brasile da circa 210' di gioco, dal 1997 in termini temporali. E' stato Del Piero, su rigore, a firmare l'ultima rete azzurra (al 'Torneo di Francia') negli scontri diretti. Paolo Rossi, invece, è il capocannoniere della sfida con le sue tre reti realizzate nella gara del Mondiale 1982. Seguono il verdeoro Gil e Fabio Capello, unico a segnare in due occasioni diverse (1973 e 1976).




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