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Calciomercato > Fiorentina > Mercato Fiorentina, Montella: "Per il futuro ho gia' scelto". E su Giuseppe Rossi e To

Mercato Fiorentina, Montella: "Per il futuro ho gia' scelto". E su Giuseppe Rossi e Totti...

Il tecnico viola rassicura i tifosi in vista della prossima stagione


Vincenzo Montella (Getty Images)
Silvio Frantellizzi

21/03/2013 13:48

MERCATO FIOTENTINA MONTELLA TOTTI GIUSEPPE ROSSI/ ROMA - Vincenzo Montella non ha dubbi: nella prossima stagione, si vede ancora sulla panchina della Fiorentina, squadra che ha portato a ridosso della zona Champions League grazie ad un gioco spumeggiante che affascina mezza Europa. Queste le parole rilasciate dal tecnico viola in una lunga intervista concessa a 'Sky Sport' -

FUTURO - "A Firenze anche la prossima stagione? Io penso di sì anche se nel calcio esiste sempre l'imponderabile. Non ci sono motivi per pensare il contrario. Devo ancora incontrare la società ma c'è sinergia ed ho già un contratto. Nel calcio quando le cose vanno bene è tutto ingigantito, ma possono cambiare velocemente. Futuro all'estero? Mi affascina, non mi dispiacerebbe in futuro".

GIUSEPPE ROSSI - "Lui adesso è ancora in una fase riabilitativa: per quello che vedo io è a posto fisicamente. Ha grande entusiasmo, si ferma a guardare gli allenamenti: ora lavora ancora con i fisioterapisti e con i medici. Per noi e per lui credo che non sia il caso di alimentare false illusioni: se poi arriveranno sorprese da qui a qualche settimana sarebbe il massimo, ma bisogna lasciarlo lavorare con tranquillità. In coppia con Jovetic? Le nostre massime aspirazioni sono imminenti perché siamo in lotta per qualcosa di importante: godiamoci il presente restando ancorati al presente". 

TERZO POSTO - "Bisogna guardare con un occhio davanti e uno dietro: il terzo posto è vicino quanto il settimo. Siamo in ballo, credo che si deciderà tutto alla fine: non dobbiamo porci limiti ma non bisogna nemmeno pensare di aver già acquisito qualcosa. Mi auguro che i ragazzi restino concentrati fino alla fine".

EUROPA LEAGUE - "E' una competizione europea che dà visibilità e un torneo dove non vanno fatte brutte figure. E' vero che toglie tante energie ma porta anche tanta esperienza internazionale alla squadra, ai giocatori e agli allenatori, quindi credo vada onorata ma ci penseremo a tempo debito se riusciremo a raggiungerla". 

CHAMPIONS LEAGUE - "Arrivarci è complicato ma questo non vuol dire non dover lavorare per fare il massimo. Noi affrontiamo le partite con molta tranquillità sapendo di giocarci qualcosa di importante. Se ci riusciamo siamo più contenti: per raggiungere la Champions League bisogna dare qualcosa in più. Il nostro percorso fino a questo momento è stato anche più veloce del previsto, ma questo non garantisce crediti futuri".

IL GIOCO - "La proprietà ci aveva chiesto di riavvicinare la squadra ai tifosi attraverso il gioco. Questo era possibile solo con determinati giocatori, con i quali abbiamo corso dei rischi dal punto di vista fisico. A me piacerebbe di più se la squadra riuscisse a segnare facendo meno passaggi ma per il momento non ci riusciamo. I giocatori si divertono e a volte vogliono arrivare in porta con la palla ma non è una mia indicazione. Il Barcellona non è raggiungibile".

CAPELLO - "Ha dimostrato negli anni di essere uno degli allenatori più vincenti. Il mio rapporto con lui? Col senno di poi possiamo dire che mi ha gestito bene, ottenendo il massimo da me. Magari potevo dare di più ma alla squadra bastava, a lui pure: solo a me non bastava mai".

CONTE - "Sta facendo un secondo anno straordinario non tanto per i risultati ma per la mentalità che è riuscito a dare ai suoi giocatori. Sta facendo bene in Europa e noi italiani dobbiamo essere orgogliosi di questo. Di allenatori in vita mia ne ho avuti tantissimi: nella gestione il migliore è Capello, sul campo sicuramente Spalletti. Con Mazzarri ho lavorato poco, ma sta facendo benissimo con il Napoli, riportato in alto in poco tempo".

TOTTI IN NAZIONALE - "Credo sia difficile rivedere Totti in Nazionale, ma lui ci ha abituato a smentire sul campo giudizi che credevamo non potessero cambiare. Rimpianti per la mia carriera in azzurro? Non ne ho perché credo di aver dato il massimo. Non sono stato fortunatissimo avendo fatto parte della generazione che ha sfornato grandi attaccanti: col senno di poi forse avrei meritato qualche partita in più".




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