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Calciomercato > Palermo > Palermo, Sannino: "Siamo vivi, ci crediamo ancora"

Palermo, Sannino: "Siamo vivi, ci crediamo ancora"

Il tecnico dei rosanero ha parlato della difficile situazione di classifica dei suoi



19/03/2013 13:43

PALERMO SANNINO MILAN NAPOLI SALVEZZA RETROCESSIONE / PALERMO - Intervenuto sulle frequenze di 'Radio Crc', l'allenatore del Palermo Giuseppe Sannino ha parlato della difficile situazione di classifica dei suoi, in ultima posizione, oltre a mettere in guardia il Napoli in vista dell'imminente sfida di campionato contro il Milan. Ecco le sue dichiarazioni.

SALVEZZA PALERMO - "Il mio compito è arduo ma l’entusiasmo non mi manca. Finché la matematica non ci darà la certezza di essere retrocessi, io crederò sempre che riusciremo a salvarci. A Milano ho visto un Palermo vivo ed è quello che mi interessava vedere. Ilicic l’ho visto rincorrere, soffrire, e quindi il ragazzo che mi ha fatto capire che lui c’è. Non mi piace parlare degli arbitri perché dobbiamo pensare alla nostra forza. L’arbitro può anche sbagliare ma noi dobbiamo sempre pensare a noi stessi ed a conquistare punti sul campo. Sarà difficile salvarsi ma se riusciremo a fare un capolavoro, faremo parlare tutti. Adesso pensiamo alla prossima partita in cui proveremo a dare il massimo. Dobbiamo fare il nostro lavoro al meglio possibile per poi, alla fine, tirare le somme".

MILAN - "E' una squadra che ha dei valori individuali incredibili. Balotelli è micidiale, appena gli lasci spazio, fa male. Credo che dopo l’eliminazione dalla Champions League, il Milan abbia cercato a tutti i costi il risultato. Ciò che conta è la praticità, i punti, e il Milan è una di quelle squadre che corre da molto tempo".

ESULTANZA CONTE - "L’ipocrisia non mi piace, mi piacciono le persone vere. Qualsiasi allenatore esulterebbe di fronte ad un risultato positivo. Il calcio deve ritornare ai livelli di una volta e quindi liberi di poter esultare ed alzare le braccia al cielo. Però, non accetto quelli che vogliono fare la morale pensando che il suo gesto sia stato esagerato. Non mi piace neanche il giocatore che non esulta quando segna alla sua ex squadra perché non è mancanza di rispetto visto che il calcio è un gioco, è esultanza, è gioia. Gli allenatori ed i calciatori girano ed il sentimento verso una piazza una persona deve sentirla dentro e non esternarla".

M.Z.




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