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Calciomercato > News > Lo riconoscete?

Lo riconoscete?

Nuovo viaggio alla scoperta di calciatori dimenticati dal grande pubblico


Lo riconoscete? (Getty Images)

13/03/2013 15:53

LO RICONOSCETE CALCIATORI DIMENTICATI / ROMA - La rubrica di Calciomercato.it vi racconta le storie di calciatori che, pur avendo lasciato un segno più o meno profondo nella storia di questo sport, per un motivo o per l'altro sono finiti nel dimenticatoio, lontani dai riflettori degli stadi e dalle luci della ribalta.

Il calciatore di questa puntata è un centrocampista tedesco, che in carriera ha giocato per cinque anni in Italia, finendo persino in Nigeria una volta appesi gli scarpini al chiodo: stiamo parlando di Thomas Haessler.

Figlio della Berlino Ovest, Haessler è considerato in Germania tra i migliori calciatori del suo tempo, avendo trovato numerosi successi con la maglia della Nazionale, sia prima che dopo il crollo del Muro (vinse un Bronzo alle Olimpiadi di Seul, quindi i Mondiali in Italia, e prese parte anche all'Argento nell'Europeo di Svezia 1992 e all'Oro in Euro 1996). Gran parte delle sue fortune le ha costruite nel Colonia: qui ha esordito nel 1984, raggiungendo l'apice del successo nell'arco di sei stagioni.

Nel 1990 lo preleva la Juventus, fresco di titolo di calciatore tedesco dell'anno: resta a Torino appena una stagione, per poi passare tre anni importanti nella Roma, durante i quali centra per la seconda volta l'ambito riconoscimento nella sua patria, nel 1992. Chiude l'esperienza italiana con 12 reti e oltre 100 presenze: torna in Germania, sponda Karlsruhe, e dimostra di essere ancora un giocatore di prim'ordine, guadagnando un'Intertoto e, dopo quattro stagioni, nel 1998, la chiamata del Borussia Dortmund. Haessler è pressoché sempre titolare lungo tutta la sua carriera: nel 1999 sbarca nel Monaco 1860, e nel 2003-04 si ritira dopo una stagione nell'Austria Salisburgo.

E poi? E' rimasto nel mondo del calcio, naturalmente: nel 2006-07 allena la Primavera del Colonia, suo primo amore, per poi cedere alla suggestione di essere allenatore in seconda sia nel suo club che nella Nazionale nigeriana. Un uomo che ha sempre respirato questo sport, che con qualità e quantità si è saputo imporre nell'arco di quasi trent'anni di carriera.




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