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Calciomercato > Lazio > Cristian Molinaro su Stoccarda-Lazio

Cristian Molinaro su Stoccarda-Lazio

L'esterno dei tedeschi, avversari dei biancocelesti stasera in Europa League, in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it


Cristian Molinaro (Getty Images)
Giorgio Elia

07/03/2013 10:45

STOCCARDA-LAZIO ESCLUSIVO MOLINARO / STOCCARDA (Germania) – “Abbiamo studiato molto la Lazio negli ultimi giorni e siamo pronti ad affrontare i nostri avversari. Sappiamo che quella di Petkovic è una formazione ordinata dotata di giocatori di qualità, motivo per il quale dovremo farci trovare pronti e stare molto attenti. La nostra strategia sarà quella di non lasciare nulla al caso in fase difensiva, provando a tenere alti i ritmi e ripartire in velocità per fare male alla Lazio”. Suona la carica in casa Stoccarda l’esterno sinistro Cristian Molinaro che, in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it,  evidenzia tutta la voglia di far bene dei tedeschi nell’impegno di stasera di Europa League contro la Lazio.

Lo Stoccarda non è però solo Molinaro e Macheda: chi dovrà temere la Lazio?

“Ovviamente tutti conosciamo le qualità di Macheda e ci auguriamo possano risultare decisivo per il passaggio del turno contro la Lazio. In quest’ultimo periodo la nostra squadra è cresciuta tanto, migliorando nel complesso la qualità delle sue prestazioni. Per quanto riguarda i singoli oltre al già conosciuto difensore centrale Tasci la Lazio dovrà stare molto attenta a Gentner. Quest’ultimo è un centrocampista tedesco dotato di buone qualità, molto bravo in fase di rifinitura della manovra ma anche in fase di conclusione, abile nel concludere a rete inserimenti senza palla in area di rigore avversaria. Gentner sta attraversando un ottimo periodo di forma e le aspettative nei suoi confronti sono molto alte”.

Però lei in questo momento in Germania non vive una situazione molto semplice…

“E’ vero in questo momento non sto attraversando un bel periodo. Rispetto alle precedenti stagioni vissute qui allo Stoccarda sto trovando meno spazio, nonostante mi alleni sempre molto bene mantenendo sempre un comportamento da perfetto professionista. Senza dubbio accetto le scelte del tecnico, ma passare da titolare alla Juventus a riserva qui allo Stoccarda in pochi anni non può fare piacere, soprattutto in questo momento nel quale mi sento di esser nel pieno della maturità calcistica. Ho ancora un anno di contratto qui in Germania e a fine stagione tireremo le somme, anche se il ritorno in Italia non è mai stato un’utopia”. 

A proposito di ritorni in Italia, Kuzmanovic all’Inter non è partito benissimo…

“Credo che questo sia stato legato soprattutto alle difficoltà riscontrare nel complesso dalla squadra di Stramaccioni. Qui allo Stoccarda ha sempre fatto la differenza grazie alle sue qualità. La sua assenza si è sempre sentita tanto. Personalmente credo possa fare bene anche in una posizione diversa da quella di centrocampista davanti alla difesa, giocando magari da mezzala come faceva a Firenze con la possibilità di rendersi pericoloso dalle parti del portiere avversario. Con Kuzmanovic l’Inter ha fatto un acquisto azzeccato e sulle sue qualità mi sento di poter metter la mano sul fuoco”.

Pazienza per Stramaccioni dunque, la stessa che la Roma non ha avuto però con Zeman.

“Un tecnico con il quale ho avuto il piacere di lavorare a Salerno, dal quale ho imparato tantissimo. Nonostante questa parentesi poco felice a Roma lo ritengo sempre il più grande insegnante di calcio, il migliore a mio avviso nella cura della crescita dei giovani. Dopo quanto fatto a Pescara nella passata stagione le aspettative nei suoi confronti erano tante, ma nel calcio del nostro Paese la fiducia nei confronti dei tecnici non è sicuramente la più grande virtù”.

Da ex Siena cosa pensa del match di domenica dei toscani sul campo del Palermo?

“Sarà una partita molto delicata ma allo stesso tempo anche molto interessante, tra due formazioni alla disperata ricerca di punti. Il Palermo giocando in casa sentirà ancora di più l’obbligo di centrare la vittoria, un risultato che sarebbe importante anche a livello mentale per tener vive le speranze di centrare l’obiettivo salvezza. L’aspetto emozionale e nervoso potrebbe influire nella partita del Barbera, una sfida tirata che potrebbe anche decidersi nei minuti finali”.

Una partita del sapore particolare per il direttore Perinetti, contro il suo recente passato…

“Senza dubbio sarà una partita diversa dalle altre per lui, considerato quanto di buone fatto a Siena in passato. Conservo un ottimo ricordo del direttore per quanto fatto nei miei confronti, un dirigente grazie al quale sono riuscito ad esprimermi al meglio nella massima serie. A Siena ha sicuramente lasciato tanti amici ma sono convinto che in questo momento è difficile che i sentimentalismi possano trovare spazio, motivo per il quale sono convinto che il direttore farà del suo meglio per aiutare la squadra a raggiunger il successo”.

 

 

 




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