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Calciomercato > Roma > Roma, Andreazzoli: "Ascolto tutti, ma chi non sta con me va fuori"

Roma, Andreazzoli: "Ascolto tutti, ma chi non sta con me va fuori"

L'allenatore giallorosso si racconta a 360 gradi sulla sua esperienza nella capitale


Aurelio Andreazzoli (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

01/03/2013 10:33

NOTIZIE ROMA ANDREAZZOLI INTERVISTA ZEMAN DE ROSSI / ROMA - Aurelio Andreazzoli, allenatore della Roma, si è raccontato in un'intervista rilasciata al Messaggero. Queste le sue dichiarazioni:

MODELLI - "Io sono solo un mediocre dilettante. I miei modelli? Sacchi per quelli della mia generazione ha rappresentato la svolta. Poi, ho avuto un'amicizia importante con Silvio Baldini, siamo cresciuti in simultanea. Sono gli altri che si devono ispirare a me, non io a loro".

TECNICI EMERGENTI - "Sia Luis Enrique che Montella hanno qualità per emergere. Stramaccioni? Conosco meno i suoi metodi, ma la persona è meritevole. Seguiva molto Spalletti".

ZEMAN - "Il nostro rapporto era ottimo, ma le cose non sono funzionate per mancanza di sinergie. Io ero a disposizione, se ne avesse avuto bisogno. Ho avuto modo di vedere molte cose che mi sono piaciute e che stiamo usando anche ora. Adesso c'è unità d'intenti".

IL PRIMO DISCORSO ALLA SQUADRA - "Non ho parlato di calcio perché secondo me servivano altre cose. Il mio lavoro è cominciato creando un gruppo di lavoro. Poi, ho parlato alla squadra e ho reso tutti partecipi di quella che era la mia strada. E ho chiesto di seguirmi".

I METODI DI ANDREAZZOLI - "Ascolto tutti, dal primo collaboratore all'impiegato. Ma a Trigoria tutti sanno che non si fa niente che non lo abbia deciso io. E ieri mattina, per la prima volta, volevo cacciare un giocatore dal campo che aveva poca voglia di fare un esercizio. Chi sta con me, bene; altrimenti sta fuori. Ognuno dà il suo piccolo contributo, che può essere determinante per un risultato".

IL CALCIO SECONDO ANDREAZZOLI - "Il calcio è sport, ma anche scienza. Lo schema attuale è un 3-2-5, un po' quello che facevamo a Udine".

IL MOMENTO PIU' DIFFICILE - "Il rigore fallito da Osvaldo è stato un problema solo per chi ne ha parlato tanto. E' scontato che i rigori li tiri Totti come lo è respirare per una persona. Quando ho visto che Osvaldo andava sul dischetto, mi sono chiesto: perché? Poi ha tirato, ha sbagliato e il martedì successivo abbiamo messo i puntini sulle i con i diretti protagonisti".

DE ROSSI - "E' vero, ha avuto qualche difficoltà. Alle base c'è una condizione fisica non ideale, ma ci vuole poco per vederlo tirato a lucido".

OBIETTIVO CHAMPIONS LEAGUE - "La Champions League è difficile, non illudiamo la gente. Potrebbe non bastare vincere tutte le partite".




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